di Silvia Gigli

Scritto da Silvia Gigli |    Novembre 2001    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Ha iniziato traducendo romanzi dall'inglese. Mica roba da poco. Pezzi da novanta come Stephen King e il giovane genio David Foster Wallace. E dire che lui, dopo lo scientifico, aveva iniziato a lavorare nel lanificio di famiglia, a Prato. Figlio di un imprenditore noto nel distretto tessile, Edoardo Nesi stupì tutti quando nel 1995 Bompiani pubblicò il suo primo romanzo, "Fughe da fermo", che qualche mese fa è uscito su tutti gli schermi in versione cinematografica. Per Prato fu un piccolo caso, anche perché in quel libro Nesi descriveva con estremo realismo la vita e le abitudini dei giovani pratesi, ricchi e annoiati.
«In realta
Prato da dentro
la città reagì con lo stesso sublime disinteresse che mostra verso tutte le cose artistiche - racconta oggi lo scrittore -. Piuttosto destò stupore il fatto che fossi stato proprio io, il figlio di un imprenditore conosciuto, a scrivere quel libro. Dopo di che sono stato classificato come un animale strano e da allora posso dire di tutto». E' stata proprio la passione per le traduzioni - alle quali fu instradato dall'amico Sandro Veronesi, pratese anche lui - a spingere Nesi, oggi trentasettenne, sulla strada della scrittura. «Ho visto come funzionavano i romanzi dall'interno, li ho smontati e rimontati e mi è venuta voglia di farne uno». Per scrivere "Fughe da fermo" ci ha messo due anni e mezzo. Poi è stata una valanga. Nel 1996 è uscito "Ride con gli angeli", nel 1999 "Rebecca" e adesso "Figli delle stelle" (tutti per Bompiani). «In verità i primi tre romanzi sono una trilogia nella quale racconto la storia di tre fratelli che vanno al matrimonio di uno di loro. Quest'ultimo libro è un'altra cosa». Nesi, che continua a lavorare nel lanificio di famiglia occupandosi del settore commerciale, racconta di scrivere "quando gli altri vanno a pescare" ovvero la mattina presto e la sera tardi, nei fine settimana e durante le vacanze. «Il primo racconto l'ho buttato giù a 14 anni, forse era scritto che facessi questo mestiere», dice. Per ispirarsi ascolta Paolo Conte e legge di tutto, da Tolstoji a Brett Easton Ellis. E il cinema? «E' stata un'esperienza bella e durissima al tempo stesso. Non so se la ripeterò». Intanto si pasce di Tarantino (che ha anche tradotto), David Fincher e Tim Burton. E, fra una pezza e l'altra, lavora al prossimo best seller.