Scritto da Claudio Nobbio |    Aprile 2002    |    Pag.

Giornalista Nato in Francia, vissuto a Sanremo, lavora a Venezia, abita a Firenze, gira l'Europa. Direttore d'albergo da sempre, è laureato in Scienze politiche. Ha trascorso all'estero lunghi periodi della sua vita: in Germania dove ha frequentato l'Università di Muenster Westfalia, in Svezia dove collabora con Fritidsresor, e in Francia, sviluppando un'ottima conoscenza delle lingue di questi Paesi. E' direttore della rivista "Hotel managers. Business and leisure", organo ufficiale dell'Associazione Direttori d'Albergo. Ha curato l'edizione italiana di "Lezioni dal Titanic", un volume di Henry Lang che trae spunto dagli errori commessi durante il viaggio inaugurale del famoso transatlantico. Il volume "Appunti di Hotellerie", edito da Next Italia, di cui è autore, è una guida pratica per chi è interessato al mestiere di albergatore. Ha partecipato per alcuni anni con Federico Fazzuoli alla trasmissione Linea verde, della Rai. In collaborazione con Davide Riondino ha scritto la storia "Il trombettiere di Custer", opera teatrale, che racconta dell'unico sopravvissuto alla battaglia di Little Big Horn. Autore del libro di poesie "La battaglia delle lucertole" (in inglese) illustrato da Karel Appel ed edito da Laurence Ferlinghetti in San Francisco. E' del 2004 l'esordio come romanziere in "Bucare la luna", edito da Polistampa.

Praga e la musica
Sono uscito dall'albergo, dove mi trovavo per un convegno, a mezzanotte. Dopo i saluti ai colleghi, dopo un drink al bar Private. L'hotel è centrale e arrivare nella piazza della città vecchia davanti alla torre del municipio, con l'orologio astrologico di Mastro Hanus davanti, è stato facile.
Sono arrivato in tempo per assistere, attorniato da un gruppetto di turisti nottambuli, al battere delle ore. Si tratta di un vero e proprio teatrino allegorico dietro due finestrelle, che si aprono per lasciar sfilare una serie di piccole statue. Sono gli apostoli col Salvatore, mentre uno scheletro alletta l'avaro e l'avaro cerca di respingerlo col bastone finché, al canto del gallo, tutto sparisce e le finestrelle si richiudono.
Di fronte alla torre ci sono alcuni caffè. Sono entrato in uno di questi dove ho ordinato del gulash e della birra Budweiser. Qui la scelta è tra la Pilsner e la Budweiser. Tra i piatti, oltre al gulash che mi tenta sempre quando vado all'Est, si può scegliere tra anitra arrosto con contorno di pancetta affumicata, maiale affumicato servito con grossi gnocchi di patate e crauti bianchi, filetto di manzo arrostito in casseruola - servito con una salsa di verdura ricca e cremosa e guarnito con mirtilli o fiocchetti di panna montata - e altre specialità locali.
Dopo di me sono entrati tre musicisti. Hanno preso posto al centro delle salette. Uno ha tirato fuori una tromba corta e hanno iniziato a suonare.
Malinconia straziante, bellissima musica. Troppo bella per me a quell'ora.
- Quanto vuoi per smettere? - gli ho chiesto.
- Devo lavorare - mi ha risposto lui.
- Almeno smetti per venti minuti, che mangio il gulash e bevo la mia birra -. Siccome diceva che non era possibile, gli ho chiesto almeno di non suonare Moonlight Serenade. Dovevo immaginarmelo. Le prime note erano proprio quelle di questa canzone di Glenn Miller, che mi affascina come un serpente il suono del flauto.
Praga e la musica
E sorrideva mentre cercavo invano di avere velocemente il conto dal cameriere per porre fine a quel "supplizio".
I camerieri a Praga non hanno fretta. E' finita che sono entrato nel tunnel delle magie di questa città unica.
Troppi secoli ci sono voluti per trasformarla in quella che è.
Ho scoperto così che Praga è la città della musica. Quasi tutti i bar e i ristoranti hanno musica dal vivo, molto jazz e anche tradizione.
Può capitare di incontrare a Dejvice, un dedalo di vicoli in cui vagano strampalati commandos di alchimisti, rabbini, poeti, marionettisti, spazzacamini, il suonatore di armonica che ci incanta.
Così come sul ponte Karlo, disseminato di statue, i sax si danno appuntamento nelle ore del tramonto sulla Moldava, di fronte al Castello.
Nonostante incendi e invasioni il Castello è in ottimo stato con all'interno chiese, cappelle, sale e torri. Oggi è sede del presidente della repubblica ceca, Vaclav Havel.
L'antica città boema non gioca mai a carte scoperte: la civetteria antiquaria sotto cui si nasconde non fa che accrescere il suo fascino.
A Praga ogni momento ti aspetti di vedere uscire dal ghetto, uno dei meglio conservati e abitati, Franz Kafka, vestito di nero e con la bombetta, o in qualche taverna l'altro famoso scrittore praghese, Jaroslav Hasek, che proclama ai compagni che il radicalismo è dannoso.
Questa città è stata calpestata nei secoli da troppi stivali chiodati, sempre con lo stesso intento: predare, spassarsela, spadroneggiare.
Praga e la musica
Un certo fatalismo invade e pervade i vari quartieri della città vecchia. Chiunque abbia visto Praga è testimone che essa sia una delle città più belle del mondo. Se riesce ad afferrarti con le sue brume, con le sue malizie struggenti, non ti lascia più. Non perdona. La gita sulla Moldava, in battello, vi farà respirare. Seduti a tavoli rustici degusterete qualche pasto leggero e vi sentirete divincolati da tutta quella bellezza.
Ma Praga non è soltanto incantesimo. E' anche storia, con i suoi monumenti che hanno attraversato i secoli, restando intatti. Per visitarli basta percorrere a piedi tutta la città vecchia. Il monumento più rappresentativo è la cattedrale di San Vito, la cui costruzione inizia nel 1344.
All'interno vi è sepolto San Venceslao, e vi si trovano esposti i gioielli della corona. Una buona guida da leggere prima della partenza vi darà tutti i dettagli dei monumenti da visitare: il Palazzo reale, il convento di Santa Agnese - fondato dalle clarisse nel 1234, uno dei primi edifici gotici in Boemia -, la Casa di Faust, eretta e abitata da alchimisti e naturalisti dove le leggende crescono e si moltiplicano, il Teatro nazionale, che è uno dei simboli più significativi della rinascita culturale ceca.

Consigli pratici
Cosa comprare. Naturalmente cristalli, vetri e porcellane, oggetti di antiquariato con la possibilità di scoprire piccoli tesori oppure artigianato sempre di alto profilo, come giocattoli dipinti, tappeti tessuti a mano.
Come si raggiunge. In aereo con Alitalia o con Csa da Milano in un'ora e mezzo di volo, ma ci sono voli anche da Roma e da Bologna.
Si può andare in treno in venti ore da Milano, in pullman di linee internazionali. In città ci si muove in metropolitana, tram e autobus.
Ma se il soggiorno è breve basta muoversi a piedi, perché la città antica è abbastanza circoscritta per vivere un sogno pedonale.

Praga e la musica
Su una superficie di 78.886 km2 - un quarto circa dell'Italia -, la Repubblica ceca accoglie 10 milioni e 304 mila abitanti, 1 milione e 214 mila dei quali vivono a Praga, capitale del piccolo Stato formato dalle regioni della Boemia, della Moravia e di parte della Slesia. Da un punto di vista politico è una democrazia parlamentare; la moneta è la corona ceca, pari a circa tre centesimi di euro.
Molti i tesori architettonici custoditi all'interno di questo territorio estremamente ricco anche da un punto di vista paesaggistico, dove i castelli - se ne contano ben 1500 - si alternano alle tante bellezze naturali, tra le quali è d'obbligo includere anche le numerose sorgenti termali, conosciute in tutto il mondo fin dall'antichità.
Al centro per secoli della cultura europea, Praga continua ad ospitare importanti manifestazioni culturali di tutti i generi, dalla musica classica al teatro, dal balletto all'opera. La città è attraversata per circa 30 chilometri dal fiume Moldava, percorribile in battello.
La cucina è influenzata sia dalla cucina tedesca che da quella austriaca. Il piatto tipico è l'arrosto di maiale accompagnato dagli gnocchi di pane e crauti (vepro-knedlo-zelo).

L'ambasciata italiana a Praga è a Mala Strana (quartiere piccolo), Nerudova 20.

La porta virtuale d'ingresso alla Repubblica ceca, www.webit.cz