Incontro con l’attore e autore fiorentino, al Puccini con il suo ultimo spettacolo. L’impegno per Il Cuore si scioglie

Scritto da Edi Ferrari |    Novembre 2008    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Dal 25 novembre al 14 dicembre Paolo Poli sarà al Teatro Puccini di Firenze con il suo ultimo spettacolo. L’attore, regista e autore fiorentino ha dato la sua adesione alla campagna de Il Cuore si scioglie per le adozioni a distanza: mentre nel foyer ci saranno i volontari per raccogliere le quote, Poli dal palco lancerà un appello agli spettatori. «Ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una piccola cifra che per noi è una sciocchezza – anticipa - e laggiù invece è un tesoro, permette di comprare finalmente da mangiare e non solo».

Un figlio Poli l’avrebbe voluto. Provò, racconta, con l’affido di due fratellini, figli di una prostituta, ma non funzionò. Poi il tentativo di adozione, nel 1970, si infranse davanti a una “giudichessa”, come la chiama lui, che sentenziò: «I figli hanno bisogno di una figura femminile». Ora, dice, sarei troppo vecchio per accudire dei bambini; e lui, figlio di una maestra montessoriana, sottolinea: «Il bambino è perfetto, è la società ad essere sbagliata».

Ottanta candeline il prossimo anno, e da più di 50 anni sulle scene: eppure salire sul palcoscenico lo emoziona ancora. «Solo gli stupidi alla guerra non hanno paura – dice – e infatti muoiono subito. Invece al cinema e alla guerra i posti indietro sono i migliori, e così quelli che hanno paura riportano a casa la carcassa. Io ho ancora paura perché vedo un pubblico incattivito per il prezzo del biglietto, che mi guarda così... ma dopo un po’, quando mi sorride, quella è la mia paga, l’applauso, non ci sono soldi che ripaghino la gioia di vedere la gente che ride di qualcosa che hai detto, o che piange di qualcosa che gli hai raccontato». E continua: «Ottant’anni, sì. Finché mi regge un po’ il lume di ragione mi va benissimo perché poi, sai, domani vado a farmi vedere dall’oculista, dopodomani dal dentista, si perdono i pezzi, anche se ancora ho tutti i miei pezzi attaccati, comunque in bocca c’è una sopraelevazione abusiva, la finestra sul cortile, tutti i film di Hitchcock ci sono».

Al Puccini Poli porterà Sillabari, spettacolo tratto dall’omonima raccolta di racconti pubblicati da Goffredo Parise sul “Corriere della Sera” dal 1971 al 1980. «Racconti sui sentimenti umani, poesie in prosa», li definì lo stesso Parise. «La mia è una rielaborazione molto libera del lavoro di Parise – dice Poli –, che ha scritto delle novellette molto leggere e spiritose riferite alla metà del secolo passato. Che è anche il mio secolo, perché io mi sento del ‘900. Ormai sto trascinando la mummia e la porto avanti, ogni tanto la levo dal sarcofago e le faccio fare lo spettacolo, però con il cervello e con il cuore io sono del ‘900. Secolo non bellissimo: era cominciato molto bene, con i sogni di Freud, il dubbio di Pirandello, la relatività di Einstein, insomma ce n’era di tutti i colori. Poi purtroppo è finito con la seconda guerra mondiale. E quelli di Parise sono racconti soprattutto del passaggio della guerra. Parla per esempio dei tedeschi, di un tedeschino di 16 anni che fa la guerra, con il mitra a tracolla: ma come? Li ho conosciuti anche io, avevo 14-15 anni, e quando vedo La ciociara di Moravia del grande De Sica, con la meravigliosa Sofia, mi commuovo: quella è la mia storia. E quando vedo la Magnani che corre dietro al camion in Roma città aperta, piango ogni volta».

Altro che “mummia”: Paolo Poli è una miniera di citazioni e di aneddoti, da Fellini a Pasolini, da Foà alla principessa Corsini. Il gusto per il racconto, per l’affabulazione, gli viene – dice – dal suo aver frequentato la scuola dalle suore: «Le monache mi facevano raccontare Jacopo da Varagine, la sua Legenda Aurea, le storie di tutti i santi: bellissime, io le adoravo».

Quanto ai rapporti con Firenze: «ci sono nato e magari ci morirò, cosa che non è successa a Dante Alighieri».
Su un presente così in crisi e pieno di incertezze ricorda: «Io sono nato nel ’29, quando gli americani si facevano saltare le cervella, fu la crisi del freddo e dei soldi, e ora ci riaffacciamo di nuovo a un periodo nero. Non mi importa, ho vissuto con più e con meno. Non ho paura della miseria: ho paura dell’imbecillità».

 

In pullman da Poli

Per lo spettacolo di Paolo Poli i soci possono usufruire di uno speciale biglietto promozionale al costo di 12 €, diritti di prevendita inclusi, a fronte di un costo normale che va dai 20 ai 24,50 €. La riduzione è valida per tutte le repliche, eccetto quelle del sabato. Prevendite presso la cassa del Teatro Puccini e il circuito regionale Box Office. Info 055362067.

Per i non fiorentini, o per chi abita in periferia o nell’area metropolitana, o solo per chi non ha voglia di dover dare la caccia al parcheggio prima dello spettacolo, Argonauta Viaggi ha organizzato 6 date speciali per i soci Coop, che comprendono passaggio in pullman andata e ritorno e biglietto dello spettacolo in platea in ottima posizione a 25 € per gli adulti e 12 € per i ragazzi; ancora, per gli adulti che si uniranno al viaggio a Firenze nord, al Saschall e a Scandicci il costo è di 15 €. Queste le date: il 28 novembre si parte da Arezzo, il 30 da Borgo San Lorenzo, il 5 dicembre da Prato, il 7 da Siena, il 12 da Navacchio, il 14 da Lucca. Previste diverse fermate intermedie lungo il percorso. La conferma del pullman è soggetta al raggiungimento di almeno 35 partecipanti.

Info e prenotazioni: Argonauta Viaggi, tel. 0552342777

 


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