Il clima dell’estate ha compromesso quasi ovunque la produzione

Scritto da Andrea Schillaci |    Ottobre 2017    |    Pag. 11

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

marroni del mugello Toscana

Dopo aver combattuto e vinto quasi ovunque la guerra al cinipide, la vespa cinese, quest’anno la castagna toscana (ma anche quella del resto d’Italia) ha dovuto fare i conti con una situazione climatica estrema che ha dato un duro colpo alla produzione. Le temperature molto alte e la mancanza di piogge, infatti, hanno limitato drammaticamente la produzione, ma non per fortuna la qualità dei marroni. «Nel nostro territorio – afferma Emanuele Piani, presidente del Consorzio marroni del Mugello – abbiamo avuto una fioritura ottima e un’allegagione (fase iniziale dello sviluppo dei frutti successiva alla fioritura, ndr) abbondante e così ci siamo illusi che sarebbe stata un’annata da ricordare; poi è arrivata la siccità e ha sconvolto tutte le previsioni. Per fortuna il sole ha permesso di ottenere un prodotto di buona qualità, anche se scarso. E pensare che nel Mugello siamo riusciti prima che in altre zone ad uscire dalla crisi provocata dal cinipide. Dal 2015 la produzione ha raggiunto livelli molto alti e abbiamo potuto soddisfare i nostri clienti. Il marchio Igp, poi, garantisce una qualità superiore e infatti il marrone del Mugello è il più quotato».

Le varietà toscane sono il marrone del Mugello, le castagne dell’Amiata, il marrone di Caprese Michelangelo (tutte Igp), le farine di neccio della Garfagnana e di castagne della Lunigiana (ambedue Dop).

«Sull’Amiata – dice Lorenzo Fazi, dell’associazione Castagna del Monte Amiata – buona parte del prodotto è risultato compromesso, un dato negativo che si va ad aggiungere alla scorsa annata dove addirittura non ci fu raccolto a causa della pioggia e del vento che non permisero l’allegagione del frutto. Si tratta di una situazione grave se si pensa che l’indotto della castagna fresca vale per l’Amiata circa 5-6 milioni di euro. Quindi due anni di crisi mettono in ginocchio l’economia della zona».

Stessa situazione nel territorio di Caprese Michelangelo, altra zona rinomata per i suoi marroni molto ricercati, dove la produzione è scesa ai livelli minimi. E in Garfagnana, famosa per la sua farina di neccio, come è andata? «Anche da noi – commenta Carlo Coretti, che cura gli aspetti logistici dell’Associazione castanicoltori della Garfagnana – la siccità ha compromesso la produzione, un po’ meno forse nelle zone di montagna, dove il clima è stato leggermente migliore. Ma la siccità ha creato grossi problemi. E meno male che l’anno scorso era andata bene e siamo riusciti a fare delle scorte per arrivare all’inizio della stagione. Oltretutto dopo essere riusciti a superare la crisi del cinipide ».

E a proposito di quest’ultimo, l’infestazione rapida e violenta del cinipide del castagno, comparsa a partire dal 2008, è stata sconfitta in Toscana meglio che in altre regioni italiane, dove pure è stata presente, grazie ad una campagna importante che ha visto l’introduzione dell’insetto utile per combattere l’insetto dannoso, in un progetto pubblico gestito da Regione Toscana e Ministero dell’agricoltura, al quale si sono aggiunti anche i privati, che ha garantito il riequilibrio naturale favorendo nel 2015 una produzione straordinaria.

Non mancheranno comunque le feste dedicate ai marroni, che si svolgeranno regolarmente. A cominciare da quella di Marradi che prevede anche la possibilità di raggiungere il paese con un vecchio treno a vapore e un percorso suggestivo tra castagneti e pinete il 14 ottobre, “In cammino verso le caldarroste”. O quella di Caprese Michelangelo, che si terrà il terzo e quarto fine settimana di ottobre.


Barberino di Mugello (FI)

A cercar tartufi

Una passeggiata nell’antico borgo, tra le numerose bancarelle ricche di prodotti agro-alimentari tipici e soprattutto di profumati tartufi. È la XIII “Mostra mercato del tartufo”, che si terrà il 29 e 30 ottobre. La rassegna è arricchita da attrazioni come la mostra micologica, le auto d’epoca, i falconieri. Organizzata dall’Associazione tartufai barberinesi, ci sarà anche una dimostrazione di ricerca del prezioso tubero.

Info: www.tartufaibarberinesi.org

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Le castagne e i marroni


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