Farina dai campi della regione e lievitazione lenta

Scritto da Gianni Carpini |    Maggio 2018    |    Pag. 16

Giornalista, blogger e videomaker.

Laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Siena, si occupa di contenuti per internet, strategia social e web, video produzioni e collabora con testate locali fiorentine per cui scrive approfondimenti e inchieste su temi di attualità.

Ha iniziato nel 2003 come giornalista radiofonico (syndication Cnr radio FM, Radio Cuore, Rdf 102.7) e ha lavorato per l’agenzia multimediale di RCS, per cui ha realizzato video anche per il sito Corriere.it.

Dal 2013 fa parte della redazione di Informacoop, la trasmissione tv di Unicoop Firenze.

Lavorazione della pizza a Cerealia

Lavorazione della pizza a Cerealia

Pronti da cuocere

Se prima era buona, ora è buonissima e ancora più riconoscibile grazie al marchio “Banco del gusto” assegnato solo alle ricette selezionate e approvate da Unicoop Firenze: è la pizza fresca e pronta per la cottura che, dallo scorso marzo, viene prodotta sempre da Cerealia ma con farina di grano coltivato e macinato solo in Toscana e una lievitazione di quarantotto ore, proprio come nelle migliori pizzerie. Disponibile nel reparto forneria di tutti i punti vendita Coop.fi, la nuova pizza è il frutto del lavoro comune di Cerealia e Unicoop Firenze, che hanno messo a punto questa ricetta per rispondere alle richieste di un pubblico di consumatori sempre più attento al territorio e alla qualità dei prodotti.

Toscana, dall’impasto alla lievitazione

«I nostri soci chiedono sempre più la tracciabilità delle farine utilizzate - spiega Marco Ponticelli, business manager del settore Forneria di Unicoop Firenze - e prediligono ciò che è prodotto con farina toscana, che d’ora in poi utilizzeremo per tutto l’assortimento di pizze fresche Cerealia. Inoltre, per garantire una maggiore digeribilità e una maggiore fragranza della crosta, abbiamo aumentato i tempi di lievitazione da ventiquattro a quarantotto ore, con un risultato percepibile già al palato». La produzione avviene a Montaione (FI), nella sede dell’azienda Cerealia, specializzata in prodotti da forno: qui nasce l’impasto che viene fatto riposare e spianato a mano; le pizze vengono poi precotte su pietra, farcite, passate in un potente frigo che abbatte la temperatura in poco tempo, e confezionate per il loro breve viaggio fino ai punti vendita Coop.fi. Dalla napoletana alla provola e speck, dalla diavola alla capricciosa, nei superstore è disponibile l’intero assortimento di undici gusti, mentre nei punti vendita più piccoli si trovano le proposte tradizionali, come la margherita e il panfocaccia. Le pizze fresche si conservano in frigo fino a dieci giorni dalla data di produzione, mentre per la cottura bastano pochi minuti nel forno tradizionale, meglio se ventilato. Il trucco è cuocerne una alla volta, per renderle più croccanti.

Le origini

Diffusissima ai tempi nostri, la pizza come la conosciamo oggi è nata a metà del diciottesimo secolo nell’allora Regno di Napoli. La prima marinara viene fatta risalire al 1734: questa rotonda pietanza conquistò popolo e nobili, tant’è che nel 1889 il cuoco Raffaele Esposito creò una pizza tricolore (salsa di pomodoro, mozzarella e basilico) che dedicò alla regina Margherita di Savoia.


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