Più leggeri e capienti

Scritto da Rossana De Caro |    Luglio 2004    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Più volume meno plastica
Tra la fine di luglio ed agosto
arrivano nei supermercati Coop i nuovi sacchetti di plastica in cui si ripongono gli articoli acquistati. I colori e le scritte rimangono le medesime, come anche il costo.
Ma le nuove buste sono più robuste, più capienti e più resistenti rispetto alle precedenti. Sono state realizzate infatti con una plastica che unisce insieme diversi materiali. Si ha così una pellicola formata da più strati di polietilene a diversa densità: la bassa densità per gli esterni, che garantisce una maggiore resistenza agli strappi, l'alta densità all'interno, resistente e più consistente. Una miscela che offre più garanzie del materiale monostrato a media densità utilizzato per i vecchi sacchetti, che seppur resistente al peso era più soggetto a strappi.

10 e lode per l'ambiente
Le nuove buste di plastica hanno anche un minore impatto ambientale, saranno infatti diverse a seconda delle necessità del canale.
Per i supermercati progettate in un formato più ampio, quindi con più volume delle precedenti, contengono un numero maggiore di oggetti, con un conseguente risparmio sulla quantità di buste vendute.
Per i minimercati saranno invece leggermente più piccole, di dimensioni adeguate per la spesa quotidiana. Questo allo scopo di favorire un minore consumo di sacchetti che, come tutti gli oggetti in plastica, inquinano se dispersi nell'ambiente e non riutilizzati.
Bisogna dire, ad onor del vero, che i clienti Coop sono molto sensibili sotto questo aspetto, tanto che gli shopper venduti alle casse sono poco più di un milione l'anno, una cifra piuttosto bassa se paragonata ad altre distribuzioni. Questo significa che i nostri consumatori non solo sono più "risparmiosi" ma sono anche molto attenti ai problemi ambientali e preferiscono riutilizzare le vecchie borse della spesa, oppure optano per cestini, scatole di cartone o il carrello Poldo, che tanto successo ha avuto nei punti vendita dove è stato installato.

Ce lo dicono i numeri. Su 10 spese battute alle casse di super, mini e ipermercati, vanno via solo 9 borse di plastica. Basterebbe questo dato per poter dire che soci e clienti che frequentano i punti vendita Coop usano con parsimonia gli shopper, in realtà la situazione è migliore. Provate a mettere una spesa di 50 euro in una borsa! Ce ne vogliono almeno due.
Quindi negli Ipercoop, dove gli scontrini emessi uguagliano gli shopper venduti, in realtà i consumatori usano in gran parte strumenti alternativi per portare via la spesa. E così avviene nei supermercati, dove la media è di 9 shopper su 10 spese, dove per portare via una spesa media ne occorrerebbe almeno uno e un altro riempito a metà.
Nei mini mercati una borsa in plastica basterebbe per una spesa media e, infatti, vanno via solo 7 shopper su 10 spese.

Insomma, l'abitudine a risparmiare le borse di plastica è abbastanza diffusa e rappresenta un bel vantaggio sia per l'ambiente che per la cooperativa.
Infatti il prezzo della borsa di plastica (2 o 3 centesimi di euro per pezzo a seconda delle dimensioni) copre appena il costo della borsa, quindi la cooperativa non punta a guadagnarci ma a ridurne il più possibile l'uso: meno materiali in giro da spostare, meno battute alla cassa, meno rifiuti da smaltire.

L'INDUSTRIA
Made in Toscana Gli shopper sono prodotti dalla IPT (Industria Plastica Toscana), una cooperativa di Scarperia del Mugello che si è costituita nel 1994.
Conta circa 50 soci-dipendenti ed è specializzata nella produzione di sacchetti di plastica e film termoretraibili, ovvero pellicole tecniche (di non facile realizzazione) per la confezione di alimentari.
La IPT, azienda all'avanguardia nella produzione di questi articoli, è una delle poche in Italia che riesce a reggere tuttora il confronto con la fortissima concorrenza asiatica.
I suoi prodotti sono esportati anche in molti paesi europei.

SACCHETTI
Non gettateli, riusateli

Il mercato dei sacchetti di plastica è vastissimo. Si parla di milioni di sacchetti al giorno venduti. Gli shopper sono realizzati in polietilene, un materiale plastico derivato dal petrolio, il più diffuso attualmente per i bassi costi e la facilità di lavorazione.
Il polietilene è estremamente duttile e resistente ma purtroppo anche indistruttibile, difficile da smaltire e perciò dannoso se disperso nell'ambiente.
Per questo si consiglia di riutilizzarlo in vari modi, ad esempio per raccogliere l'immondizia.