Intervento del presidente di Unicoop Firenze

Scritto da Turiddo Campaini |    Settembre 1999    |    Pag.

Presidente del consiglio di sorveglianza dell'Unicoop Firenze

Più forza all'economia toscana
L'enorme deficit pubblico italiano accumulato in decenni deve essere pagato. A tale scopo è necessario il fortissimo processo di privatizzazione in atto. Occorre però fare attenzione a ciò che questo grande cambiamento comporta per i futuri assetti di potere, che non è detto vadano nell'interesse della grande maggioranza della popolazione.
Le istituzioni devono scegliere fra il capitale anonimo e senza nazionalità, oppure il legame con entità produttive e distributive legate al territorio e alla società civile. Prendiamo il caso della Toscana. Siamo da tempo in presenza di fenomeni di depauperamento dell'attività produttiva. Abbiamo vissuto tutti la vicenda recente della Pignone in mano ad una proprietà statunitense che, pur in presenza di buoni risultati economici, non ha esitato a mettere sul piatto centinaia di licenziamenti. Leggiamo ad ogni piè sospinto di ipotesi per trasferire altrove la sede di Fondiaria. Si parla di fusioni fra banche toscane ed altre ben più grosse, con conseguente trasferimento altrove dei centri decisionali. Non è giusto assistere passivamente ad un impoverimento progressivo della Toscana, ad un trasferimento altrove di risorse, attività, posti di lavoro, cervelli.
Per la nostra cooperativa è espressione di socialità agire per evitare o limitare i danni, dove non possiamo fare altrimenti, e cercare di lavorare per determinare ricadute positive sul nostro territorio in termini economici e occupazionali.
Questo implica affrontare con maggiore decisione i rapporti con la produzione e con l'economia toscana nel suo complesso. Con l'avvento di colossi internazionali, che in termini di 'massa critica' ci potrebbero facilmente schiacciare, noi dobbiamo estendere e rinsaldare il rapporto con i nostri soci, con i consumatori che ci seguono, con i lavoratori tutti della nostra cooperativa e del gruppo, col movimento cooperativo e in particolare con quello regionale, con le forze sociali delle nostre zone e soprattutto con le organizzazioni del volontariato. E' necessario usare la nostra forza economica e sociale, insieme a tutto il movimento cooperativo toscano, per contrastare la tendenza in atto, per democratizzare finché è possibile attività e scelte economiche nella nostra area, costituendo un punto di riferimento certo per le forze economiche sane della nostra regione, per la piccola e media impresa, per le forze sociali, per le istituzioni toscane.