Scritto da Roberto Cavallini |    Settembre 1999    |    Pag.

pubblicista. Fiorentino, diplomato in lingue, conosce il francese, lo spagnolo e l'inglese. Direttore di Coopinforma e del corrispettivo sito www.coopinforma.it. Responsabile del dipartimento comunicazione e attività sociali dell'Associazione Cooperative Consumatori Distretto Tirrenico e dei progetti di solidarietà internazionale della Associazione Nazionale, ANCC/COOP. Attento e sensibile ai temi socio culturali legati alla globalizzazione e al consumo critico, si diletta in fotografia. Per sua fortuna ha molto viaggiato e, quando possibile, lo fa ancora.

Più diritti all'infanzia
I diritti dell'infanzia sono stati al centro di molte iniziative nel corso dello scorso anno: basti ricordare la 'Global March', una marcia partita da Manila che ha posto all'ordine del giorno l'attuazione delle convenzioni Ilo (l'organizzazione internazionale del lavoro) sul lavoro infantile; l'iniziativa della Cgil, che ha impegnato la sua organizzazione su questi temi per tutto l'anno; la campagna per la raccolta di firme per un disegno di legge sugli 'Acquisti trasparenti' e per prevenire la violazione delle convenzioni internazionali in materia dei diritti dei lavoratori, salvaguardia dell'ambiente e lotta al lavoro minorile. Governo e Parlamento dal canto loro hanno approvato diversi provvedimenti riguardanti politiche per i minori e per le famiglie.

Arriva la legge
Tutta questa mobilitazione sta dando i suoi frutti nel corso di quest'anno. Il più importante risultato è stato conseguito dal Senato della Repubblica, con il via libera al disegno di legge che stabilisce misure per combattere, anche a livello internazionale, le forme di sfruttamento dei minori, purtroppo diffuse e in espansione. Il voto è stato pressoché unanime. Ora tocca alla Camera dei deputati dare l'approvazione definitiva.
Il provvedimento, in sintesi, prevede l'istituzione di un albo nazionale per i prodotti realizzati senza l'utilizzo di lavoro minorile e un marchio di conformità sociale da apporre sui prodotti inseriti nell'albo. L'adesione all'albo è volontaria e si ottiene su richiesta autocertificata da parte dell'azienda, che in questo modo garantisce tutta la filiera produttiva posta sotto il suo diretto controllo. L'iscrizione diviene automatica per quelle aziende che sono in possesso di sistemi certificati di gestione della responsabilità sociale, tipo il 'Social Accountability 8000' elaborato dal 'Council of economic priorities'.

Eticità controllata
Come Coop abbiamo avviato, nei nostri punti vendita, forme di coinvolgimento diretto dei consumatori, dando la possibilità di acquistare prodotti del commercio equo e solidale, che per essere considerati tali escludono l'utilizzo di manodopera infantile e prevedono benefici economici e sociali per i produttori. Per la prima volta, non solo in Italia ma nell'intera Europa, sono stati commercializzati palloni con la dizione 'No child labour', sotto il controllo di TransFair Italia. Insieme alla garanzia del rispetto delle convenzioni internazionali, Coop ha definito un salario maggiorato ai cucitori e progetti di utilità sociale nel territorio di produzione. Non solo: Coop ha anche finanziato un progetto Unicef per la scolarizzazione di molte migliaia di bambini di quella comunità.
L'esperienza positiva realizzatasi nello scorso anno ha permesso a Coop di offrire oggi ai consumatori l'intera gamma dei palloni cuciti a mano, con le stesse garanzie sul lavoro infantile. Altri progetti sono allo studio per i prodotti tessili.
Ma la vera novità di questi mesi è l'adozione, per primi in Europa, da parte di Coop Italia alimentari, degli standard di qualità sociale denominata Sa 8000. Gli standard prevedono requisiti relativi alla sicurezza e alla salubrità dell'ambiente di lavoro, combattono le discriminazioni di qualsiasi tipo, stigmatizzano le pratiche coercitive, stabiliscono un orario di lavoro massimo settimanale, verificano che gli stipendi e i salari siano nel rispetto delle leggi vigenti in ciascun paese. Con l'adozione di Sa 8000 Coop Italia si impegna in primo luogo a rispettare tutti gli standard previsti, ma nel contempo è impegnata a operare affinché i suoi fornitori (in questa fase quelli del prodotto Coop) divengano partecipi di questo processo, adottando progressivamente anch'essi gli standard e promuovendo azioni similari in direzione dei sub-fornitori.
Concludendo, fin dal primo giorno della promulgazione della legge oggi all'esame della Camera dei deputati, Coop sarà in grado di essere pienamente in linea con il dettato della legge stessa, rispondendo così pienamente ai bisogni di correttezza, di solidarietà e mutualità che sono tra i fondamenti del 'contratto' tra le cooperative di consumatori e la loro base sociale.