Un circuito di teatri diffuso capillarmente nel territorio. La Fondazione Toscana spettacolo

Scritto da Edi Ferrari |    Novembre 2011    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

«Assumere la presidenza della Fondazione, da parte mia, è un po' una sfida, anche perché c'è chi dice che con la cultura non si mangia... Invece c'è bisogno di cultura, c'è bisogno di una ricerca di senso. E nello spettacolo dal vivo ci sono più stimoli, e risposte alle domande. Bisogna investire nel teatro».
In tempi di vacche magre, anzi magrissime, "investire nel teatro" è, cifre alla mano, tutt'altro che eresia. E Beatrice Magnolfi (nella foto qui a fianco), dalla scorsa primavera alla guida di Fondazione Toscana spettacolo - ente nato nel 1989 che si occupa della distribuzione dello spettacolo e della formazione del pubblico - le cifre le snocciola con determinazione. «Del circuito Fts fanno parte una quarantina di teatri in Toscana, presentiamo un cartellone di circa 200 titoli, nella passata stagione abbiamo avuto 160.000 spettatori. E il pubblico è in crescita. Pensiamo agli ultimi dati di Federculture: in Italia sono stati venduti 2.800.000 biglietti, 700.000 in più rispetto a quelli staccati per le manifestazioni sportive».


Dunque è vero che c'è la crisi
; però, evidentemente si rinuncia a tante cose ma non allo spettacolo. «Forse perché la crisi fa venir voglia di partecipare, di uscire - aggiunge -. Il teatro come strumento partecipativo a un evento che è unico e irripetibile, e soprattutto non passivo. È uno squarcio di verità in un Paese che è diventato un enorme reality».
Gli stessi teatri costituiscono in Toscana uno straordinario patrimonio culturale: «Negli anni le comunità locali li hanno ristrutturati e curati con molto amore. E Fts consente ai Comuni, con il suo lavoro di gestione della distribuzione, di presentare spettacoli e artisti importanti, il meglio del panorama. Anche nel territorio più remoto arriva il grande teatro».
Con un occhio attentissimo ai prezzi: «Facciamo miracoli per far sì che restino accessibili a tutti. Per questo l'importanza di stabilire contatti e accordi che facilitino il consumo di cultura. I Comuni hanno pochi soldi da spendere, devono fare delle scelte in questi momenti, e certo è difficile scegliere la cultura tagliando i servizi sociali: noi cerchiamo di colmare questo vuoto».
E se avesse più fondi a disposizione? «Investirei di più sui giovani, artisti e spettatori. Perché è vero che i risultati di pubblico sono stati lusinghieri, ma la percentuale degli spettatori sotto i 30 anni è solo del 15%. La direzione deve essere quella. Già da quest'anno proviamo a coinvolgere le compagnie emergenti, che faticano a entrare nel circuito: e così le proponiamo, insieme alle ‘grandi firme' nel cartellone degli abbonamenti».



«L'importante - conclude - è partire dal presupposto che senza pubblico non c'è qualità, e che senza pubblico non si tengono aperti i teatri. E il pubblico spesso è più pronto a cogliere le novità di quanto si pensi. Noi dobbiamo assolutamente superare l'idea che il teatro è qualcosa per pochi, per una élite». E non a caso l'obiettivo di Fts per questa stagione è di portare a teatro 200.000 spettatori.

Teatro ovunque
La Fondazione Toscana spettacolo (Fts) per il teatro e la danza ha iniziato con questa stagione 2011/2012 una collaborazione con Unicoop Firenze per permettere ai soci della cooperativa, spettatori dei teatri del circuito FTS, di avere i biglietti a prezzo ridotto.
San Casciano Val di Pesa (Firenze) - Teatro Niccolini. Ancora una ‘prima' firmata Ugo Chiti per inaugurare il Teatro Niccolini di San Casciano: L'Abissina. Paesaggio con figure è in scena l'8 novembre con gli attori di Arca Azzurra Teatro ai quali si aggiungono per l'occasione la brava Isa Danieli e la simpatica Barbara Enrichi. Il 15 novembre un altro beniamino del pubblico, Ascanio Celestini (nella foto a lato), e il suo ultimo spettacolo, Pro Patria. Per i soci a 14 e 11,50 euro.
San Giovanni Valdarno (Arezzo) - Teatro Bucci. Il 9 novembre sarà proprio Ascanio Celestini con Pro Patria, una sua personale rielaborazione degli ultimi centocinquant'anni di storia italiana, ad aprire la stagione del Teatro Bucci. E dopo Celestini, martedì 29 novembre, uno Shakespeare che parla di giovani, fatto da giovani per i giovani, Romeo e Giulietta, nell'allestimento diretto da Giuseppe Marini. Per i soci da 10 a 18 euro.
Vicchio (Firenze) - Teatro Giotto. Una stagione "scoppiettante". Apertura il 15 novembre con Silvio Orlando, di nuovo protagonista in palcoscenico, con un'operetta morale molto al passo coi tempi: Il Nipote di Rameau di Denis Diderot, capolavoro dell'illuminismo francese. Poi, il 27 novembre una commedia di Plauto, nella revisione di Pier Paolo Pasolini, Il Vantone, divertente episodio della farsa romana con un folto gruppo di attori capitanati da Nicola Rignanese. Per i soci a 13 euro.
Sansepolcro (Arezzo) - Teatro Dante. È Luca Zingaretti ad aprire il 15 novembre la stagione con la sua elaborazione del racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa La Sirena, uno spettacolo che ha fatto registrare il ‘tutto esaurito' nei teatri dove è stato rappresentato e che mette in risalto le molte capacità attoriali del commissario più amato dagli italiani. Per i soci a 18 euro.
Borgo San Lorenzo (Firenze) - Teatro Comunale Giotto. Ad inaugurare la stagione un'attrice amatissima dal pubblico, Maria Cassi (nella foto sottostante), che martedì 22 novembre propone il suo ultimo spettacolo, My life with men and other animals, un one woman show in cui il talento mimico e la vocalità espressiva dell'attrice accompagnano il pubblico in un esilarante corso intensivo sull'amore, la seduzione, la morte e... l'olio d'oliva! Per i soci a 13 euro.



Cavriglia (Arezzo) - Teatro Comunale
. Molière rivisitato da Paolo Hendel - Molière a sua insaputa - inaugura il prossimo 27 novembre la stagione. Un classico riletto in una chiave contemporanea che ne esalta l'ironia e ne sottolinea la modernità. Per i soci a 12 euro.
Lastra a Signa (Firenze) - Teatro delle Arti. La stagione si apre, giovedì 17 novembre, con Il nipote di Rameau nell'interpretazione di Silvio Orlando (vedi Vicchio). Per i soci a 10 euro.
Info sulle stagioni sul sito della Fondazione Toscana Spettacolo www.toscanaspettacolo.com



Pescia (Pistoia) - Teatro Pacini. Tocca a Silvio Orlando l'onere dell'inaugurazione della stagione teatrale 2011/2012 con la sua nuova produzione Il nipote di Rameau (vedi Vicchio). Per i soci Coop biglietti ridotti a 12 euro.