Lo studio di Ottone Rosai a Firenze

Scritto da Stefano Giraldi |    Maggio 2013    |    Pag. 11

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Una parte di Firenze che ancora è poco conosciuta dalla maggior parte dei turisti ma anche dei cittadini è la parte sinistra dell’Arno, o come dicono i fiorentini: “di là d’Arno”. È quella parte di Firenze i cui magnifici palazzi sono meno conosciuti, come le sue stradine popolose piene di storia e curiosità.

Una di queste è via Toscanella, che inizia vicino a Ponte Vecchio e termina a un centinaio di metri da Palazzo Pitti. Prende il nome da Paolo Dal Pozzo Toscanelli (1397-1482) matematico, geografo, astronomo e medico, reputato il più dotto matematico del tempo, che aveva le sue case in questa strada.

Verso la fine della via ci sono delle belle mensole quattrocentesche che facevano parte di un loggiato monumentale in pietra serena con colonne e volta che rendeva comunicanti il Palazzo Ridolfi e Palazzo Dal Pozzo Toscanelli e dava accesso a un orto-giardino.

Questo loggiato serviva come sala di rappresentanza ma soprattutto come cenacolo intellettuale dove incontrarsi con gli amici artisti, letterati e studiosi di ogni genere, come Filippo Brunelleschi che era spesso invitato, come ricorda il Vasari nelle sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori, architetti (edizioni Newton-Compton, pag. 329).

Il fatto curioso è che questo loggiato è tutt’ora visibile perché fa parte dell’Osteria Toscanella; nel restauro del loggiato è stato trovato nel pavimento l’antico ingresso dell’orto-giardino dove avvenivano le discussioni ricordate dal Vasari, ed è stato mantenuto a vista protetto da un pavimento di vetro.

La volta del loggiato è il sotto di quello che era, dal 1922, lo studio del pittore Ottone Rosai (1895-1957), una delle più importanti e controverse figure del novecento artistico italiano prima di trasferirsi nella via di San Leonardo.

Pittore sensibile di fronte a ciò che lo circonda: la città, i colli e la campagna, le piazze, i cortili e le vie di Firenze imprimono e lasciano una traccia del suo sentimento, in esse seppe cogliere una straordinaria forza vitale.

Ed è appunto nel magnifico quadro raffigurante Via Toscanella (1922), ripresa dalla finestra del suo studio, che esprime parte di quella storia in cui è cresciuta la coscienza contemporanea ereditata e figlia della cultura quattrocentesca della quale via Toscanella è stata testimone.

Bibliografia Pier Carlo Santini – pittori Toscani del Novecento – Nardini editore 1978

Enciclopedia Universale De Agostini.

 Info:

Foto di S. Giraldi


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