Da artigiano "raccoglitore" ad artista

Scritto da Silvia Amodio |    Ottobre 2012    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Personaggio fuori dal tempo, Piero Donnini, con la sua barba brizzolata e il cappello a tesa larga sempre in testa.

Fin da bambino coltiva una passione che nel tempo si è trasformata molto più che in un semplice passatempo. Persona gentile e profondamente legata alle sue origini, tanto da sentirsi, come ama definirsi, cento per cento etrusco.

«Sono di stirpe contadina - ci racconta - e da questo nasce la mia passione per i coltelli. Mio nonno e il mio babbo, quando il cattivo tempo nei mesi invernali non permetteva di lavorare nei campi, riparavano gli attrezzi con materiali di recupero e facevano coltelli, ceste, manici per le zappe per uso familiare. Così, fin da piccolo, guardandoli compiere queste attività e cercando di imitarli, ho iniziato a creare i primi coltelli».

Ancora oggi Piero utilizza materiali di recupero. Nei boschi, dove ama fare lunghe passeggiate, trova il legno che servirà per fare i manici. Corbezzolo, ciliegio, biancospino, mandorlo, frassino, bosso, pruno selvatico. Pezzetti regalati dal terreno che sono poi sotterrati anche per 2 o 3 mesi perché la corteccia si stacchi naturalmente. Anche le lame sono realizzate con ferro di recupero: vanno benissimo, per esempio, molle, saracinesche, vecchi nastri di una segheria, lime.

«Più raramente uso anche bronzo, rame, argento e oro; infatti - ci spiega Piero - dal 1962 faccio l'artigiano orafo e nel mio laboratorio realizzo anche oggetti preziosi. Per i coltelli utilizzo la solita lavorazione che si usava in oreficeria al tempo degli etruschi e negli anni ‘40: fuoco, martello e incudine. Un aspetto importante per la loro realizzazione è la tempera, una tecnica che porta il ferro ad altissime temperature per poi essere raffreddato in un recipiente che contiene una mia ricetta segreta. Si tratta di un metodo migliore, secondo me, di quello di oggi, meccanizzato e computerizzato».

 

Ferro, argento e oro 

Le richieste sono moltissime: si parte dai coltelli in ferro più semplici, quelli di tutti i giorni, che richiedono un'oretta di lavorazione e hanno un costo a partire dai 5 euro, a quelli più particolari ed elaborati che vengono studiati a tavolino con chi li commissiona. Solitamente sono fatti con metalli più preziosi, possono necessitare tre mesi di lavoro e costare fino a 10.000 euro. «Il coltello più bello che ho fatto risale al 1999 e mi fu commissionato da un signore egiziano, il quale mi consegnò la foto di un coltello del 1300 a. C. che desiderava riprodurre. Aveva una lama di ferro, il manico d'argento intarsiato d'oro e il fodero sempre in argento e oro. All'epoca il ferro nella valle del Nilo era più prezioso dell'oro... Ho impiegato oltre tre mesi per la sua realizzazione, ma quando l'ho consegnato il cliente è rimasto completamente soddisfatto del mio lavoro e mi ha ringraziato pieno di gioia. Un oggetto che per il tempo impiegato e i materiali usati è costato 30 milioni di lire».

Nel 2005 il comune di Pergine Valdarno, dove Piero risiede, gli ha rilasciato la licenza di "Opere frutto del proprio ingegno", e la sua attività si chiama appunto Arte Etrusca, i Coltelli di Piero. I prodotti vengono venduti in occasione di manifestazioni storiche, artigianali, mercati e fiere.

Chi ama curiosare tra i mercatini delle nostre zone, non avrà difficoltà a riconoscere il sorriso gentile di Piero e i suoi originali manufatti.

 

L'intervistato:

Piero Donnini artigiano

Info: massiniantonella@libero.it

 

Fotografie di Silvia Amodio

Galleria fotografica


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