Torna l’appuntamento con il Festival dei libri

Scritto da Andrea Marchetti |    Novembre 2015    |    Pag.

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Pisa

Sarà la Scozia il Paese ospite della tredicesima edizione del “Pisa Book Festival”, il festival degli editori indipendenti, in programma al Palazzo dei Congressi di Pisa il 6, 7 e 8 novembre. La giornata inaugurale (a ingresso gratuito) vedrà la presenza, fra gli altri, di Marco Balzano, vincitore della 53ª edizione del Premio Campiello con L’ultimo arrivato, romanzo “di formazione” edito da Sellerio. Ma per gli under 18 l’ingresso resterà gratuito per tutta la durata del Festival.

Guarda ai giovani anche “Wintertuin”, una iniziativa internazionale dedicata ai giovani scrittori, editori e traduttori di Italia, Spagna, Portogallo e Olanda. Il progetto, che coinvolge anche la Scuola Holden di Torino, è ideato e diretto da alcuni giovani operatori culturali olandesi che, da Pisa, vogliono far conoscere la loro idea di “libro lento”.

Si tratta di un concetto, quello di Slow book, attorno al quale, quasi per caso, è nato il processo che ha portato alla nascita del “Pisa Book Festival”, nel 2003. Ce lo spiega Lucia Della Porta, direttrice del festival, originaria di Cagliari ma pisana di adozione da 35 anni. Lucia ha studiato lingue e letterature straniere all’Università di Pisa. Quindi ha lavorato a Bruxelles come traduttrice per poi tornare a Pisa dove vive con la famiglia e dove, nel 2008, ha fondato la sua casa editrice, Della Porta Editori.

«Partecipai a un convegno di Bollati Boringhieri - dice Lucia -, sulla opportunità di diminuire la velocità dei “resi” dei libri: il tempo medio di permanenza di un libro in libreria è di circa 6 mesi, trascorsi i quali senza vendite apprezzabili, il libro torna alla casa editrice. I libri, infatti, sono distribuiti in conto vendita, per cui quello che non si riesce a vendere torna indietro con un impatto negativo sui costi, sulla fatturazione, sulla vendita e quindi sui guadagni dei piccoli editori. I grossi editori, con tanti libri in catalogo e con autori “pesanti”, attutiscono il colpo: se tornano indietro alcuni libri, altri fanno guadagnare o pareggiano i conti.

Qualcosa è cambiato - continua Lucia -, come la distribuzione, che adesso è unica in tutta Italia per tutte le case editrici, con l’eccezione di Mondadori, ma non è ancora abbastanza per i piccoli editori indipendenti, cioè quelli che non fanno parte di un gruppo editoriale: continuano a essere stretti nella morsa dei resi “veloci”. Il festival è stato un modo per fare massa critica e mettere in mostra gli editori indipendenti ma, da subito, si è trasformato in un festival per i lettori, orientato ai libri e a chi li compra.

Gli editori che vengono a Pisa tornano tutti gli anni, contenti delle vendite, della logistica e dell’accoglienza della città. Trovare gli spazi adatti è stata una delle maggiori difficoltà iniziali. Ma, ormai, per i nostri 150 editori abbiamo trovato la giusta collocazione al Palazzo dei Congressi e la città è tutt’uno con il festival. Pisa è nella rete delle Città del libro del Ministero delle attività culturali.

Il nostro è il secondo festival di editori indipendenti dopo quello di Roma e il terzo in assoluto dopo il festival del libro di Torino e quello della capitale. Merito anche del pubblico, la cui risposta è sempre buona e che quest’anno-conclude Lucia - troverà ben 9 autori scozzesi, fieri e indipendenti, che hanno promesso delle affascinanti discussioni».

Fra essi, ad esempio, ci saranno autori non ancora pubblicati in Italia, come la giovane Kirsty Logan, autrice di una fiaba per adulti, The Gracekeepers, che sta riscuotendo successo in patria. Oppure Donald Murray, che nel libro The Italian Chapel racconta la storia dei prigionieri italiani nell’isola di Orkney durante la seconda guerra mondiale. Ma ci sarà anche William McIllvanney, già tradotto in italiano, decano della letteratura scozzese e autore della trilogia del detective Laidlaw. Non resta quindi che andare a Pisa per immergersi nelle atmosfere del Tartan Noir, il noir in stile scozzese.

Spot Pisa Book Festival. Da Evincogroup – 1’ 34’’ - 09.01.15