Si formano per lo più nel colon, in alcuni casi si possono infiammare. Cure e prevenzione

Scritto da Alma Valente |    Settembre 2013    |    Pag. 44

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

In Italia la diverticolosi è presente nel 5% della popolazione di età compresa fra i 30 e i 39 anni, una prevalenza che aumenta progressivamente con l’età sino ad arrivare ad oltre al 60% negli ultra ottantenni. C’è da aggiungere che questa patologia interessa nel 65% dei casi la porzione terminale del colon detta Sigma.

Abbiamo intervistato il dottor Piero Buccianti, Direttore D.A. I di Gastroenterologia e malattie infettive della Azienda ospedaliero universitaria pisana, per avere maggiori informazioni.

Quale è la causa della diverticolosi del colon?
«Alla base della formazione dei diverticoli - dice Buccianti - è una doppia causa, la prima è il rilasciamento delle fibre del tessuto muscolare del colon, che determina una debolezza della parete in alcuni punti particolari, dove è possibile che lo strato di cellule che tappezza l’interno della cavità intestinale vada verso l’esterno formando delle piccole sacche i diverticoli, quando sottoposta alla seconda causa, cioè una pressione eccessiva dentro l’intestino.

La stitichezza è la prima responsabile di questo fenomeno, a causa di una permanenza prolungata delle feci. Nei punti dove la resistenza di parete è minore, l’aumento di pressione può trovare sfogo attraverso la formazione di queste piccole sacche»

Con quali sintomi si manifesta e come si fa la diagnosi?
«La malattia diverticolare è nella maggioranza dei casi una patologia benigna - continua il nostro esperto -; nell’80% dei casi non si manifestano sintomi e il paziente non è nemmeno a conoscenza di avere dei diverticoli.

Piero buccianti gastroenterologo pisa 2Nel rimanente dei casi si presentano sintomi attribuibili a uno stato di irritazione, con presenza di eccesso di aria, alterazioni della regolarità nell’andare d’intestino e dolori addominali che aumentano in seguito ai pasti e che vengono alleviati dall’emettere le feci o l’aria. La diagnosi di diverticolosi è spesso casuale, soprattutto in assenza di sintomi.

Gli esami strumentali che consentono di identificare la presenza di diverticoli sono la colonscopia, il clisma associato alla Tac, la così detta “colonscopia virtuale” e il clisma opaco».

Spesso si sente parlare di diverticolite, in cosa differisce dalla diverticolosi?
«La diverticolosi consiste nella sola presenza dei diverticoli - prosegue Buccianti -, ed è una condizione priva o con pochi sintomi, che quindi non necessita di nessuna cura. È piuttosto importante una prevenzione delle complicanze infiammatorie.

La diverticolite, invece, si verifica quando un diverticolo va incontro a infiammazione che di solito si verifica a causa di minuscole perforazioni del diverticolo e/o in seguito al deposito di feci nelle sacche.

La diverticolite, invece, è una condizione che si manifesta con quadri di gravità molto varabili fino a emorragie o un quadro di peritonite. I sintomi di allarme sono sempre il dolore addominale, spesso in basso e a sinistra, e la febbre».

Quali sono i tipi di terapia medica e chirurgica?
«La diverticolosi necessita unicamente di una terapia preventiva - conclude Buccianti -. Un introito adeguato di fibre per regolarizzare l’intestino, prevenire l’infiammazione dei diverticoli.

L’assunzione di antibiotici che non vengono assorbiti dall’intestino a cicli mensili, così come gli antiinfiammatori intestinali non hanno dimostrato efficacia nella prevenzione di questa patologia.

Nel caso in cui sia insorta una diverticolite, sarà fondamentale una gestione da parte di specialisti, spesso di concerto tra gastroenterologo e chirurgo, a seconda delle complicanze che possono verificarsi.

Dovranno essere eseguiti esami del sangue, ecografia e Tac per determinare la gravità del quadro. Potrà rendersi necessaria l’ospedalizzazione e la messa a riposo dell’intestino con una dieta liquida o con il digiuno. I farmaci che verranno utilizzati in questo caso saranno antibiotici, e antidolorifici per il controllo della sintomatologia dolorosa.

Piero buccianti gastroenterologo pisaIn caso del ripetersi degli episodi di diverticolite o di comparsa delle complicanze (peritonite, perforazione, stenosi, fistole) o di fallimento della sola terapia medica, si renderà necessario l’intervento chirurgico.

Nel caso in cui l’intervento debba essere eseguito in urgenza, potrà essere necessario asportare il tratto di colon malato e soprassedere alla ricostruzione, praticando temporaneamente una derivazione esterna delle feci, allo scopo di far guarire dalla grave infiammazione i tessuti, prima di ricostituire, in un secondo tempo, la normale continuità intestinale.

L’intervento programmato ha indicazioni sempre più limitate; di solito viene eseguito con tecnica laparoscopica, cioè meno invasiva senza grandi incisioni, ma attraverso delle cannule».

Prevenzione e cura
Alimentarsi bene
La frutta e la verdura devono essere i componenti più importanti di una alimentazione corretta, questo perché le vitamine, i sali minerali e gli antiossidanti sono delle vere medicine per tutte le patologie.

Nella prevenzione della formazione dei diverticoli si è detto che si deve curare la stipsi e questo avviene con un contenuto elevato di fibre della dieta, da 15 a 30 grammi al giorno.

È quindi utile consumare anche cereali integrali, perché sono una fonte importante di fibre insolubili, che vanno cioè ad aumentare la massa delle feci.

È importante bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno, e camminare di passo svelto per almeno mezz’ora (meglio se di più) tutti i giorni. Si consiglia di evitare l’uso di lassativi, specie quelli che provocano l’irritazione della parete dell’intestino.

Nel caso che si sia instaurata una diverticolite, le indicazioni sono diverse, in quanto si deve combattere l’infiammazione. Occorre, quindi, abolire i cibi piccanti, le spezie, il tè, il caffè, la cioccolata, gli alcolici e le bevande gassate.

Le verdure e i cereali integrali vanno eliminati, ed è permessa solo la lattuga, mentre la frutta va sempre sbucciata. Eliminare l’uso del latte, ma si possono mangiare quantitativi contenuti di yoghurt e formaggi non stagionati.

Nelle foto, l’intervistato: dottor Piero Buccianti, direttore D.A. I  di Gastroenterologia e malattie infettive della Azienda ospedaliero universitaria pisana

Disegno in alto di L. Cortemori

 


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