Specie rare e originali tutte da gustare

Scritto da Càrola Ciotti |    Marzo 2012    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.



(La Stevia)

Paolo Gullino, ventisette anni, è arrivato dal Piemonte, sua terra natale, con un furgoncino carico di piante, semi e una missione da compiere: diffondere e far conoscere proprietà e impieghi di piante provenienti da terre lontane, tutte con grandi qualità nutrizionali e terapeutiche, da noi ancora sconosciute. Una laurea in restauro del verde, agricoltore per passione, incontriamo Paolo in uno dei suoi orti sperimentali, qui in Toscana, dove sta coltivando con successo Stevia, Perilla, Okra e altre specie rare e originali: nella nostra regione, infatti, ha trovato molte persone che hanno ben accolto la sua iniziativa, aiutandolo a inserirsi in reti di vendita alternative. «Ho iniziato la mia ricerca delle piante famose nel mondo per le loro qualità salutistiche nel 2005 - racconta Paolo -, a fianco di mio padre, esperto agricoltore, che da tempo desiderava imprimere una svolta alla sua abituale produzione, provando a coltivare qualcosa di diverso dal solito mais e foraggio». Dopo un periodo iniziale di studio e documentazione, concentrano la loro attenzione su alcune specie particolarmente interessanti; se ne procurano le piante madri e, nella serra del nonno a Torino, Paolo inizia a coltivarle per ottenerne semi e talee. «Dopo quattro anni di lavoro e ricerca - ricorda Paolo - siamo riusciti a migliorare la produzione e a ottenere una buona qualità del raccolto». Nel 2009 comincia l'avventura toscana, con la sperimentazione di nuovi terreni e l'incremento delle capacità produttive e qualitative.

Dolce senza calorie
«La Stevia è la vera regina delle piante che io definisco innovative; è un piccolo arbusto perenne, originario dell'America latina; la sua caratteristica principale è quella di possedere foglioline dal sapore dolcissimo, simile a quello della liquirizia; il suo potere dolcificante è circa trecento volte superiore a quello dello zucchero. Le foglie contengono glucosidi che conferiscono proprietà dolcificanti, ma senza alcun apporto calorico: si possono assumere, quindi, anche quotidianamente.» Le foglie di Stevia contengono anche molte fibre, proteine, ferro, fosforo, calcio, sodio e altri sali minerali, oltre a vitamine A e C; insomma un vero concentrato di salute. «Le foglie - spiega Paolo (nella foto a destra) - si usano per preparare tisane e dolcificare il tè oppure tagliate a pezzettini, nella macedonia di frutta o nello yogurt, al posto dello zucchero». Se si coltiva la pianta, che vegeta da maggio a ottobre e cresce molto bene anche in vaso, è buona abitudine mangiarne qualche foglia fresca ogni giorno. È una pianta resistente e rustica (d'inverno, però, si avrà cura di ripararla dal freddo), predilige il sole del mattino, ama un terriccio ricco di humus e ben drenato. La Stevia è da sempre utilizzata dagli Indios Guaranì per dolcificare bevande; un infuso delle sue foglie apporta energia, regola il glucosio nel sangue (i diabetici la apprezzeranno per questo), migliora la digestione, previene infezioni gengivali e carie.

In insalata
Ed eccoci alla Perilla, la pianta della giovinezza: nativa dell'est asiatico, molto popolare in quelle regioni come pianta alimentare e medicinale. «Ne esistono diverse varietà - precisa Paolo - ed io ne coltivo tre: la rossa, la virdifoglia e la tibetana. Questa pianta è ricca di antiossidanti, di ferro, di vitamina C; è di grande aiuto per sostenere il sistema immunitario. Inoltre, il suo uso alimentare si presta a diverse preparazioni interessanti». Ottima in insalata (degno sostituto della rucola, ad esempio), si usa anche cotta, nelle minestre o per preparare involtini. Il suo uso medicinale trova applicazione in casi di asma bronchiale, bronchite cronica, raffreddori, tosse; l'erboristeria asiatica ne fa largo uso, estraendone anche un olio ricco di proprietà benefiche. La Perilla si può coltivare nell'orto, accanto all'insalata e ai pomodori, ma risponde benissimo anche alla coltivazione in vaso: ama il terreno fertile, l'umidità, cresce bene anche in pieno sole e ha la capacità di auto-seminarsi.

(La Perilla)

Quasi una zucchina
Infine, segnaliamo l'Okra, o Gombo (nella foto in basso), una pianta erbacea, annuale, originaria dell'Africa; già coltivata dagli antichi Egizi, è diffusa ancora oggi tra le popolazioni del nord e centro Africa, mentre in Europa è coltivata sistematicamente soltanto in Grecia. «L'Okra produce dei frutti simili a piccole zucchine, che si possono consumare in vari modi - suggerisce Paolo -: crudi o in insalata, quando sono molto piccoli; altrimenti, si tagliano a rondelle e si friggono, si stufano al pomodoro o si aggiungono a minestre; si possono anche mettere sottoaceto».

Il sapore è buono, simile a quello degli asparagi e il contenuto calorico basso: è un vegetale particolarmente indicato nelle diete dimagranti. Inoltre, è ricco di vitamine della categoria A, di calcio, zinco, acido folico (un aiuto prezioso per le donne in stato di gravidanza) e di molta fibra. Okra è anche un buon lassativo; allevia e rinfresca tutto il tratto gastro-intestinale, aiutando la propagazione dei cosiddetti batteri buoni, i famosi probiotici. A differenza di Stevia e Perilla, Okra ha bisogno della piena terra per crescere bene. È una pianta che avvia il suo ciclo colturale nella tarda primavera e si sviluppa molto, fino a due metri d'altezza. Da giugno, fino all'autunno, produce bellissimi fiori giallo-salmonato, da cui si sviluppano i frutti di forma conica, di un bel verde brillante. Ha bisogno di pieno sole; le sue esigenze idriche sono modeste e difficilmente è soggetta ad attacchi di parassiti, per cui, nel piccolo orto familiare, si possono evitare trattamenti antiparassitari.

(L'Okra)

L'intervistato Paolo Gullino partecipa con il suo stand al Mercatale della Valdelsa e alla Fierucola di Firenze. Alcuni appuntamenti di marzo:

3 marzo - Castellina Scalo
10 marzo - Poggibonsi
17 marzo - Colle di Val d'Elsa
18 marzo - Firenze, piazza Santo Spirito

www.pianteinnovative.it