Come realizzare un giardino roccioso. I consigli del vivaista

Scritto da Càrola Ciotti |    Marzo 2011    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Moltissimi sono i modi per coltivare piante e creare spazi verdi nuovi, utilizzando specie diverse - magari, combinandole secondo il gusto e la sensibilità di ognuno - e arricchendo così le nostre esperienze nel campo del giardinaggio. Illustreremo, con l'aiuto di un esperto vivaista, il modo per realizzare un giardino roccioso, operazione che può riuscire facilmente utilizzando - oltre alle piante adatte - anche materiali di recupero; il risultato sarà certamente originale e non richiederà, poi, grande manutenzione.
Marco Carmazzi, titolare dell'omonima azienda florovivaistica, spiega subito che un giardino roccioso, a differenza di un normale giardino, si sviluppa in altezza. «I giardini rocciosi sono caratterizzati da un movimento dinamico, in verticale, e si estendono su più livelli, per un'altezza complessiva che può variare dai 40-50 cm. fino a un metro di altezza. Si prestano a queste realizzazioni solo alcuni spazi specifici - continua Carmazzi - spesso di piccole dimensioni, dove già esista una predisposizione naturale del terreno o della struttura architettonica che li ospita».

L'intervistato è Marco Carmazzi, vivaista - www.floricolturacarmazzi.com


Infatti, si adattano bene a un terreno scosceso o a essere sistemati tra due muretti o, ancora, tra una parete e una scala. «L'effetto che si crea - prosegue Marco - è quello di una piccola collina, una montagnola, dove affiorano sassi, rocce, pietre. La pietra più utilizzata è il tufo, ma anche la roccia calcarea o i ciottoli di fiume sono molto adatti: spesso si possono riciclare i materiali di una vecchia casa di campagna, che talvolta capita di trovare abbandonati o inutilizzati in qualche luogo: usiamoli per il nostro scopo e restituiamogli, così, nuova vita».

 

Sassi, pietre e sabbia
Per procedere all'impianto del giardino roccioso dobbiamo prima di tutto scegliere i materiali, delimitare uno spazio e creare un volume di terra, misto a sabbia e pomice, per favorire il drenaggio. Questa miscela garantisce, insieme alla presenza delle pietre, anche il necessario apporto di calcare di cui le piante da roccaglia (così si definiscono) hanno bisogno per vivere in salute.
L'acidità del terriccio impiegato deve essere di tipo basico, compresa cioè tra pH 5.0 e 5.5: questo dato tecnico è indicato sulle confezioni del substrato che acquisteremo.
Una volta preparata la base, si continua disponendo i sassi e le pietre, procedendo dal basso verso l'alto, sistemando la pietra più grande e via via le altre in cerchi concentrici (o semicerchi, se sistemeremo il giardino in un angolo), avendo cura di lasciare spazi idonei, laddove trapianteremo le diverse piantine. L'irrigazione del giardino roccioso può essere più complessa di quella di un tradizionale giardino; non è possibile, per esempio, avvalersi di un normale impianto di irrigazione. È anche vero però che le piante da roccaglia non hanno bisogno di grandi quantità d'acqua e che solo nella stagione calda dovremo innaffiare, quando il terreno risulterà asciutto. Nel resto dell'anno, il fabbisogno idrico delle piante sarà soddisfatto dalle naturali precipitazioni piovose. Utilizzeremo quindi, solo nei periodi caldi, gomma o annaffiatoio, magari sporgendosi un po'!

Le piante giuste
Ma quali piante si adattano a vivere in un giardino roccioso? «Soltanto alcune specie possono essere impiantate per questo tipo particolare di coltivazione - assicura l'esperto - e sono quelle che hanno bisogno di una superficie ridotta per radicare e quindi per vivere: tutte queste piante hanno in comune un apparato radicale molto ristretto che si sviluppa più in superficie che in profondità». Possiedono tali caratteristiche molte specie di erbacee perenni, alcune aromatiche e qualche specie di succulenta che ben si adatta alla vita su roccia (non a caso, definite con il termine "specie da roccaglia").
«Per far sì che il giardino roccioso abbia un aspetto gradevole per gran parte dell'anno - suggerisce Carmazzi - si possono impiantare specie che fioriranno in periodi diversi, nel corso delle stagioni; tra queste: Iberis, una ricadente che produce piccoli fiori bianchi già in gennaio e febbraio, poi Aubretia e Arabis, che necessitano di pochissimo terreno per crescere, purché ben drenato, e fioriscono in marzo con fiori di vari colori (rosa, lilla o blu l'Aubretia, bianco o rosa l'Arabis)». Queste sono piante ricadenti: corrono lungo il pendio, adagiandosi al terreno e donando sfumature molto gradevoli.
Sempre in marzo fioriscono le primule perenni, che amano posizioni ombreggiate e umide, e ben si adattano a questo tipo di giardino. Phlox, con fioriture di vari colori, e Dianthus deltoides, il garofanino da roccaglia, fioriscono nella tarda primavera, come la Saxifraga che presenta fiori bianchi, rosa o rossi. Belle le campanule e l'Anacyclus, una margheritina ricadente molto decorativa: vivono in pieno sole e fioriranno per tutta l'estate.
È però la Potentilla che, da maggio fino ai primi freddi, darà un tocco di colore al nostro angolo roccioso con i suoi fiori gialli, rosa o rossi. Altre piante interessanti sono il Cerastium e la Santolina, che hanno foglie grigie sempre presenti sulla pianta e creano facilmente un contrasto cromatico originale con le pietre e i sassi del nostro giardino. Il Cerastium ha una fioritura bianca così abbondante, per tutta la bella stagione, che il suo nome inglese è "neve d'estate".

(Le foto di questo articolo sono di M. Magonio)