Le tante virtù di questo ortaggio, così famoso che esiste anche un'Accademia a lui dedicata

Scritto da Càrola Ciotti |    Luglio 2006    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

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Si fa presto a dire peperoncino...
Di quest'ortaggio, originario dell'America Centrale, si trovano già testimonianze in tempi antichissimi: ne esistono, tra varietà diverse e sottospecie, oltre 600 tipi! Il nome latino, Capsicum, deriva da "capsa" (scatola); appartiene alla famiglia delle Solanacee, ed è parente prossimo di patate, pomodori e melanzane. Giunto in Europa alla fine del XV secolo - per merito degli spagnoli - grazie alla grande facilità di coltivazione si diffuse rapidamente in tutti i paesi mediterranei, Africa ed Asia. Come tra i popoli indi del Messico e del Cile, il peperoncino divenne d'uso comune anche nei paesi dell'Europa meridionale e delle aree tropicali. Il motivo principale del suo successo fu dovuto soprattutto alla straordinaria proprietà di esaltare il sapore di cibi poveri e alla capacità di conservare carne e pesce per lungo tempo. Le sue proprietà disinfettanti si rivelarono inoltre utilissime alle popolazioni povere dei paesi caldi. Ricchissimo di sostanze preziose per l'organismo umano, il peperoncino contiene una dose elevatissima di vitamina C (cinque volte maggiore che negli agrumi), vitamine A, EE, PP e K, oltre a molti sali minerali e alla lecitina, preziosa per l'elasticità delle arterie e l'abbassamento del colesterolo nel sangue. Se non si hanno problemi con il gusto piccante, consumare peperoncino non può che far bene alla nostra salute. E di "piccantezza" il nostro peperoncino ha fatto virtù. Esiste una scala, creata dal farmacista Scoville, che ne indica, da uno a dieci, l'intensità. Tra le varietà più "dolci", NewMexico e Poblano, mentre quello veramente infuocato (e per palati resistenti!) si chiama Habanero, considerato la varietà più pregiata in assoluto.
I frutti si conservano molto bene, secchi, sott'olio o sott'aceto. Per seccarli si può fare una bella "collana", infilando i gambi con ago e filo, e poi metterla al sole. L'essiccazione può avvenire anche al chiuso, o all'ombra. Una volta secco, si può macinare con tutti i semi e metterlo in vasetti di vetro chiusi ermeticamente, da conservare in un luogo asciutto.

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Accademia in rosso

Il peperoncino è talmente legato alla cultura e alla tradizione del nostro paese che quasi ogni regione italiana lo ha ribattezzato alla propria maniera: se vi trovate in Val d'Aosta chiedete del "pato", in Friuli del "peverencin", in Puglia e Calabria (terra d'elezione per la produzione di peperoncini piccanti) lo chiamano "pipazzu", in Sicilia "pipareddu"; noi toscani lo conosciamo come "zenzero" o "pepe rosso".
Se a questo punto vi state appassionando alla spezia piccante in assoluto, sappiate che esiste addirittura l'Accademia nazionale del peperoncino! Nata nel 1994, fondata dal giornalista Enzo Monaco, ha sede a Diamante, in provincia di Cosenza. Lo scopo dell'associazione è quello di diffondere e approfondire tutti gli aspetti culturali legati al peperoncino, alla sua storia e alle tradizioni dei vari paesi. Conta oggi più di 5000 soci e 60 delegazioni nelle principali città italiane. L'Accademia organizza nel corso dell'anno moltissime iniziative dedicate alla conoscenza dei vari aspetti dell'utilizzo del peperoncino: da quello puramente gastronomico a quello della produzione, dall'uso in medicina e cosmesi all'organizzazione di mostre, rassegne e gite, collaborando con i vari gruppi o gli enti locali. A settembre, sempre nel primo fine settimana, si svolge ogni anno a Diamante il "Peperoncino Festival", la più importante iniziativa a livello nazionale. La manifestazione si svolge all'aperto, sullo splendido lungomare che domina la scogliera di Diamante: fino a tarda notte musica, degustazioni, cabaret, mostre, film, convegni, menu afrodisiaci, stand coloratissimi, arte e libri. L'ingresso è gratuito.



BALCONE O GIARDINO
Rustico e fruttifero

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Le forme del peperoncino sono varie così come i colori. Il più conosciuto è lo zenzero rosso a forma di piccolo cornetto, ma ci sono peperoncini gialli o arancioni, a cuore, tondi, lunghi o un po' arricciati.

«Sono piante rustiche, che amano il sole - afferma il vivaista Marco Carmazzi, dell'azienda agricola omonima, con sede a Torre del Lago Puccini, che produce le piantine di peperoncino in vendita nei negozi Coop -. Cominciano a fruttificare in luglio e continuano a produrre i frutti fino all'autunno, in un ciclo continuo di fioritura e maturazione».

Possiamo tentare di farli rinascere anche la stagione successiva, riparandoli dal gelo dell'inverno in un luogo coperto, ma generalmente, nei nostri climi, il peperoncino è pianta annuale. Le varietà più comuni (Kayenna, Festival, Calypso, Rustico) sviluppano un'altezza massima di circa 40 cm, ma si trovano anche specie, come la Serrano o l'Aji amarillo, che raggiungono persino i 160 cm: in questo caso possiamo utilizzarle pure come piante decorative, nei nostri giardini. Tutte quante necessitano di un'annaffiatura giornaliera e magari di un trapianto, dopo l'acquisto.


Accademia nazionale del peperoncino
Via Fausto Gullo 1
87023 Diamante (Cosenza)
tel. 098581130
www.peperoncino.org