La crescita delle imprese ittiche che riforniscono Unicoop Firenze. Il pesce a marchio Coop da due anni è solo toscano

Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 2013    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Il pesce a marchio Coop è solo ed esclusivamente toscano da circa due anni ormai. In precedenza veniva pescato a Pachino, in Sicilia. Oggi la filiera è corta davvero. I produttori toscani lavorano in quel braccio di mare che va da Orbetello a Follonica, all'isola di Capraia.

In poco più di sette anni, ovvero dal 2003 quando è entrata in vigore la piattaforma ittica refrigerata di Campi Bisenzio, gestita direttamente da Unicoop Firenze, l'operazione "pesce toscano" è ormai... andata in porto. Questo centro logistico ha consentito che produzioni disperse riuscissero a convergere in un unico punto, per poi razionalizzare la distribuzione verso i singoli punti vendita.

Considerando la storica frammentazione delle attività sul territorio regionale, la vetustà più che trentennale dei pescherecci, e dunque la difficoltà di approvvigionamento per un'impresa della moderna distribuzione che fa girare tonnellate di prodotto, si tratta di un vero e proprio miracolo. Tanto più che il pesce toscano è un prodotto in sé abbastanza caro e molto conteso: tirato a nord, dal mercato ligure dove è molto ricercato, e a sud, verso Roma, dove lo è altrettanto.

 

Uno straordinario volano

Al fianco di Unicoop Firenze c'è stato un invisibile protagonista che ha tessuto, ricomposto la rete e investito nel commercio del pesce toscano: Lorenzo Riparbelli, professione armatore. «La Toscana è una regione che ha piccole marinerie e porti angusti», conferma Riparbelli, che dal 2008 gestisce Ittica golfo Follonica, un allevamento offshore nell'area che va da Carbonifera a Perelli, davanti al parco naturale della Sterpaia (Li).

È un'impresa familiare, sottolinea, ma per dimensione aziendale sono fra i primi tre-quattro in Italia. In cifre, Ittica golfo Follonica ha 18 vasche da 60 tonnellate in mare, a due miglia da terra e una produzione che supera le mille tonnellate di pesce nell'arco di 14 mesi. Il loro allevamento è il secondo ad aver ottenuto la certificazione biologica a livello nazionale. Hanno anche una flotta di 20/25 motobarche e pescherecci e con essi riforniscono Unicoop Firenze di pesce a marchio Pat (Pesce arcipelago toscano).

Guardiamo intanto le cifre. In Unicoop Firenze il pesce acquistato da allevatori e pescatori toscani in un anno equivale, in termini di fatturato, a circa il 12% del totale. Il pesce a marchio Coop ha una percentuale più contenuta, che si aggira sul 7%. In sintesi, sugli allevatori e pescatori toscani oggi si riversano in un anno ben 5 milioni di euro di acquisti da parte della cooperativa. Un volano straordinario dal punto di vista economico che ha contribuito a rigenerare uno dei settori più duri e difficili dell’economia regionale toscana.

 

Video sul pesce dell'Arcipelago toscano al banco pescheria dei punti vendita Coop
(servizio InformaCoop, la trasmisisone televisiva di Unicoop Firenze, 10-11 marzo 2012)

 

 

La foto dei pesci è di Carlo Valentini.


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