Lampuga, bontà poco conosciuta e ricca di virtù

Scritto da Gianni Carpini |    Settembre 2018    |    Pag. 18

Giornalista, blogger e videomaker.

Laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Siena, si occupa di contenuti per internet, strategia social e web, video produzioni e collabora con testate locali fiorentine per cui scrive approfondimenti e inchieste su temi di attualità.

Ha iniziato nel 2003 come giornalista radiofonico (syndication Cnr radio FM, Radio Cuore, Rdf 102.7) e ha lavorato per l’agenzia multimediale di RCS, per cui ha realizzato video anche per il sito Corriere.it.

Dal 2013 fa parte della redazione di Informacoop, la trasmissione tv di Unicoop Firenze.

Foto M. Izzo

Novità dal mare

Non sarà famoso come tonno, salmone e branzino, ma è un pesce del nostro mar Mediterraneo, versatile in cucina e dai tanti benefici, per la salute e per il portafoglio, visto il costo più limitato rispetto a molti “colleghi” marini. Dopo il debutto di dodici mesi fa, nelle pescherie Coop.fi torna la lampuga: carni bianche, sode e gustose, povere di grassi, ma ricche di principi nutritivi preziosi per la salute. «Lo scorso anno è stata molto apprezzata da soci e clienti - osserva Stefano Bonini, responsabile acquisti pescheria di Unicoop Firenze -: nella seconda parte del 2017 ne abbiamo venduti oltre 2100 chili».

Stagionalità, anche in acqua

però al calendario: è presente sui banchi solo per un periodo limitato, perché il momento migliore per la pesca è questo, dalla fine dell’estate all’inizio dell’autunno. «Si tratta di un pesce pelagico, ossia che vive lontano dalla costa, a cui si avvicina in particolari momenti e che arriva sui nostri banchi fresco - precisa Bonini -. È molto comune nei mari del sud Italia, in particolare tra la Sicilia e Malta, perché preferisce le acque calde». La lampuga, conosciuta con numerosi nomi, dal “capone” palermitano alla “corifena” toscana, si avvicina al litorale tra fine agosto e ottobre, seguendo i branchi di pesciolini di cui si ciba. Nel Meridione esiste ancora uno stratagemma tradizionale per la cattura di questo pesce, che ama l’ombra: i pescatori lasciano lontano dalla costa strutture galleggianti fatte di fasci di foglie di palma, per attirarlo e metterlo in rete. Per riconoscere una lampuga fresca, meglio non farsi trarre in inganno dal colore: quando è in acqua ha tinte sgargianti, dal blu all’azzurro e dal verde al giallo, ma una volta pescata la pigmentazione sfuma nel grigio, che deve avere comunque tonalità vive. Altro indizio di freschezza è la tendenza dell’occhio alla convessità.

Consigli per l’uso

Tante le proprietà benefiche, con un basso apporto calorico: meno dell’1% di grassi e, quei pochi, sono in gran parte omega 3, alleati contro il colesterolo alto. Ricco di sali minerali e vitamine, in particolare la A, in cucina è facile da sfilettare e preparare, come spiega Stefano Bonini: «La caponata con le verdure è una delle ricette più gustose. Le carni sono chiare, compatte e saporite, con una buona resa». Questo pesce si presta poi a tante altre preparazioni: ai ferri, fritto, al forno, in umido e anche marinato, impanato e cotto in padella. E per chi preferisce la tradizione, c’è la lampuga alla palermitana: cotta nel sugo di pomodoro con soffritto di prezzemolo, aglio e cipolla.

 

LA CARTA D’IDENTITÀ

 

Nome: lampuga (Coryphaena hippurus)

Provenienza: Mediterraneo

Periodo di pesca: settembre e ottobre

Caratteristiche: vive in branco al largo

Segni particolari: può superare i 15 kg e i due metri di lunghezza

Apporto calorico medio: 117 Kcal per 100 grammi

Proprietà nutritive: meno dell’1% di grassi, ricco di vitamine e sali minerali


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