Troppe sostanze inquinanti fra i prodotti utilizzati contro le ‘vampirelle’ estive

Scritto da Bruno Santini |    Maggio 2015    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Da qualche mese è consultabile sul sito della Ispra (Ente scientifico, controllato dal Ministero dell’ambiente, che si occupa di protezione e ricerca ambientale) un interessante volume dal titolo Impatto sugli ecosistemi e sugli esseri viventi delle sostanze sintetiche utilizzate nella profilassi anti-zanzara. Il lavoro è curato da Pietro Massimiliano Bianco (Ispra) che ha raccolto e coordinato i contributi di molti specialisti ed esperti in varie discipline.

A Paolo Agnelli, zoologo del Museo di storia naturale di Firenze, chiediamo di sintetizzare quello che è e rappresenta il documento della Ispra.

«Nel volume (disponibile on-line) sono raccolte tutte le informazioni sulle sostanze sintetiche che a livello nazionale sono utilizzate nella lotta contro le zanzare. Sembra una cosa da niente, ma è giusto sapere che le amministrazioni pubbliche italiane spendono circa 150 milioni di euro ogni anno per liberare nella biosfera 175.000 tonnellate di pesticidi, cioè circa 3 kg a testa ogni anno! Purtroppo solo una piccola parte di queste sostanze (circa lo 0,1%) raggiunge il bersaglio e il resto produce un inquinamento generalizzato da pesticidi con effetti importanti sull'ambiente e sulle persone».

Questo documento lo dobbiamo considerare un punto d’arrivo o di partenza?

«La mia partecipazione come zoologo alla stesura di questo volume di Ispra è un bellissimo traguardo, un riconoscimento del grande lavoro di divulgazione fatto con Coop nell’ambito del progetto “Bat box” di cui ero il responsabile scientifico. Ma deve essere considerato soprattutto un punto di partenza. Adesso non ci sono più scuse! Lo sappiamo.

È ufficiale: usiamo troppi pesticidi e le nebulizzazioni di queste sostanze per combattere le zanzare sono molto pericolose, per la nostra stessa vita e per quella dell’ambiente. Adesso la decisione spetta ai nostri amministratori pubblici, ai sindaci in primo luogo, che devono mettere al bando queste tecniche di contrasto alle zanzare».

L’intervistato: Paolo Agnelli, zoologo del Museo di storia naturale di Firenze

In attesa che le amministrazioni prendano le loro decisioni e che queste siano messe in pratica... l’estate avanza e le zanzare incombono: che fare?

«I metodi di lotta più efficaci - spiega Agnelli- sono quelli contro le larve delle zanzare che, al solito, sono concentrate in raccolte d’acqua di piccole dimensioni (secchi, innaffiatoi, vasi vuoti, sottovasi e contenitori di vario genere) che vanno dunque eliminate.

Dopo la metamorfosi sarà molto più difficile e rischioso eliminare le zanzare adulte alate. Inoltre, occorre sapere che la zanzara tigre è una cattiva volatrice e non si allontana, solitamente, dal luogo in cui ha vissuto il proprio stadio larvale (giovanile); pertanto il principale responsabile del disagio prodotto dalle zanzare tigre che volano in un giardino è, di solito, il proprietario o il conduttore del giardino stesso! In sintesi: ognuno ha le zanzare tigre che si merita!».

La finestra è aperta, la luce è accesa e la zanzara ci ronza intorno. Come la affrontiamo?

«La risposta migliore a questa domanda è “prevenzione”: per aprire le finestre con tranquillità basta installare delle zanzariere e il problema si risolve. Nel caso che poi qualche zanzara riesca comunque ad entrare (purtroppo può succedere) io consiglio la ciabatta, oppure una bella “racchetta” elettrica che non sporca il muro. Se vogliamo potrebbe essere d’aiuto anche un bel ventilatore (le zanzare tigre, se c’è corrente d’aria, si allontanano). Sicuramente sconsiglio il “fornellino”: leggete il nostro lavoro sul volume Ispra e sarete d’accordo con me!».