Esperienze settembrine fra vigneti e cantine

Scritto da Barbara Beni |    Settembre 2018    |    Pag. 40, 41

Nasce a Firenze e vive nei dintorni.

Ha lavorato a lungo come responsabile dell’ufficio di programmazione e organizzazione viaggi di un importante tour operator fiorentino, Argonauta, cercando di organizzare viaggi ricchi di contenuto e partecipazione (In Mille in Sicilia, per conto dell’Unicoop Firenze) e anche convenienti (Sardegna sotto costo), valorizzando destinazioni e periodi non abitualmente frequentati.

Lavora alla realizzazione di una collana di libri monografici su singole destinazioni “AppuntiInViaggio. Ricordi, emozioni, andate e ritorni”.

Negli articoli come nei libri racconta i luoghi del cuore, con dettagli e particolari che li valorizzano, cercando quell’identità speciale ed esclusiva che l’industria del turismo spesso non riesce a evidenziare.

Turismo

Il vino è uva, l’uva è vigna, la vigna è radicata alla terra. Con il vino si acquisisce cultura del territorio. Dal piacere del sapore si passa al viaggio per conoscere i luoghi che gli hanno dato vita. Settembre è il suo mese. Le vigne consegnano a mani esperte i loro frutti. Niente di meglio che andarsene in giro lungo le vie del vino. In alcune aziende, che trovate selezionate sul sito del Movimento Turismo del Vino, con una quota di partecipazione (da € 5) si possono visitare i vigneti e partecipare alla raccolta dell'uva e alle prime fasi di lavorazione. Ogni cantina ha i suoi tempi, sempre bene verificare prima di partire. Alcune sono anche in condizione di offrire ospitalità, ma se così non fosse, sarà facile trovare un agriturismo adatto ai propri gusti.

Le vie del vino italiane

Cominciamo dal nord. La Strada del vino del Trentino, dal Lago di Garda a Madonna di Campiglio per offrirci Müller-Turghau, Marzemino, Rebo; quella dell'Alto Adige, una delle più antiche d'Italia con Gewürztraminer e Pinot. Le strade del vino venete, con ben 21 diversi percorsi per offrirci Valpolicella, Recioto, Amarone, Bardolino, Bianco di Custoza, Soave. Verso ovest entriamo nel mondo delle bollicine, con la strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene e quella del Franciacorta. Dolci colline piene di vigne, piccoli borghi e castelli da girare anche in bicicletta. Ancora al nord, la strada del Barolo e Grandi Vini di Langa, per assaggiare i rossi piemontesi dal Barolo al Dolcetto. In Toscana possiamo andare da Grosseto a Siena, partendo con la scoperta del Morellino di Scansano e del Vermentino di Maremma, celebrando il Brunello di Montalcino e concludendo con la grande offerta di Chianti del fiorentino e del senese. Non dimentichiamoci il sud. La strada dei vini d’Irpinia che ci offre Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino; la Sicilia col suo terreno nero che genera le vie dell’Etna rosso o la pianura costellata di vigneti dell’Agrigentino e ancora la via del Nero d’Avola della parte sud-orientale e, infine, le vie del Negroamaro in Salento.

Le vie del vino europee

In Francia, la regione di Bordeaux è la più conosciuta per offerta e varietà. Nell’Alentejo, centro sud del Portogallo, si trova una delle zone più importanti per la produzione di vini; in novembre sono soliti festeggiare i loro prodotti riempiendo le strade di sfilate colorate e le osterie di caraffe pronte all’uso! Sempre in Portogallo, nell’omonima regione, c’è un’importante produzione di vino Porto con una vasta gamma di sapori dal più secco al più morbido. Nel nord della Spagna abbiamo la Rioja, vini rossi e bianchi, molto corposi: l’abbinamento perfetto è con splendide selezioni di tapas (piccole porzioni di cibo). In Grecia, il bianco resinato è ovunque. In Germania la via del vino da percorrere è nella valle della Mosella dove si coltivano vini Riesling.

…e oltre

Se vogliamo cambiare continente, il Sud Africa può riservarci belle sorprese, l’area subito alle spalle di Città del Capo è un susseguirsi di strade del vino. Oppure andiamo verso le Americhe, in California, dove dalle coste del Pacifico alle valli interne si produce la maggioranza del vino consumato negli Stati Uniti; o verso il Cile, che coltiva filari di vigneti lungo tutta la fascia costiera con vini che risentono dell’influenza delle Ande, del deserto di Atacama e della distesa antartica.

Ma quanti anni ha il vino?

Ritrovamenti archeologici, sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia orientale, dimostrano che la vite cresceva spontanea già 300.000 anni fa

Con un clik

www.movimentoturismovino.it è il portale per gli eno-appassionati di vino italiani. Associazione no profit nata nel 1993, offre un’ampia selezione di cantine qualificate per l’accoglienza. Sulle sue pagine trovate indicazioni delle cantine aperte per la vendemmia e tanti suggerimenti per itinerari lungo le vie del vino della nostra penisola, per gustare la bellezza di tanti nostri borghi oltre alla bontà del vino.


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