Non per soldi, ma per passione. La storia di un gruppo di collezionisti, amanti del vino e dell'arte

Scritto da Laura D'Ettole |    Marzo 2002    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Si ritrovano almeno una volta l'anno in una zona vinicola, e ognuno porta con sé enormi valigie piene di album per scambiare 'merci', esperienze ed idee. Sono i collezionisti delle etichette del vino, ultimi custodi del piacere del possesso gratuito e 'dell'avere' senza alcun fine di lucro. Farebbero carte false per una sola Etichetta della pace delle cantine di Cormons, ma la loro passione non ha alcun controvalore né in lire né in euro. Partecipano spesso a importanti manifestazioni di tipo enologico, come Vinitaly e il Salone del gusto, ma le tracce visibili della loro esistenza sono poche, perché si scambiano i propri tesori soprattutto per corrispondenza. Con qualche eccezione. C'è un bar, in piazza Duomo a Firenze, sulla cui vetrina dal 1995 compare un collage di etichette del vino; lo hanno realizzato i soci dell'Aicev, l'associazione nata proprio con la finalità di far conoscere l'attività che ruota intorno a questo curioso hobby.
Per un pugno di etichette
'Ci sono i più diversi modi di collezionare etichette. Alcuni collezionisti lo fanno per singole fattorie, altri per tipi di vino, oppure a tema', fa sapere Andrea Borghi, delegato Aicev per la Toscana. Gli argomenti sono i più vari: si va dai fiori alle figure di donne, alle etichette erotiche perfino. Per raccoglierle, il sistema più diffuso è quello di farsele inviare dai produttori perché, spiega Borghi, oggi le tecniche di imbottigliamento sono tali che è diventato quasi impossibile separare l'etichetta dalla bottiglia senza distruggerla. Sui tavoli di Antinori, Frescobaldi, ma anche di fattorie sconosciute ai più, piovono dunque periodicamente centinaia di richieste per l'invio di etichette. E molte aziende agricole naturalmente cercano di svicolare.
Le etichette più preziose sono quelle antiche. All'estero, dove questo tipo di collezionismo comincia già ad avere un mercato, recentemente ne è stata venduta all'asta una del 1845, la 'Liqueur des Chemins de Fer', al prezzo di 60 euro. In Italia le più ricercate sono le Etichette della pace delle cantine friulane di Cormons, dove un produttore ha piantato decine di vitigni provenienti da ogni parte del mondo - così come i ragazzi che partecipano alla vendemmia - e produce un vino, per così dire, 'ecumenico'. Che forse non ha una grande qualità, ma viene regalato ogni anno a tutti i capi di Stato in segno di pace. Le sue etichette portano la firma di artisti come Enrico Baj, Arnaldo Pomodoro e perfino del Nobel Dario Fo. In Toscana le più rare sono quelle della fattoria Nittardi, che produce nella zona del Chianti, e fa realizzare le proprie etichette a pittori famosi, senza regalarle mai a nessuno. Poi ci sono quelle della fattoria il Cennatoio, Montevertine, Castello di Volpaia. Che fare per averle? Certo, talvolta possono correre anche dei soldi, ma la risposta generalmente è quella dell'economia di scambio. Insomma, il mercato funziona un po' come quello delle figurine Panini. E poi è ben vero che oggi questi rettangoli di carta non hanno un valore ma fra vent'anni, chissà.

Aicev
La storia
L'idea di dar luogo ad un'associazione di collezionisti viene ad un pugno di uomini (e anche qualche donna) negli anni '90, sulle ceneri e in memoria della Congrega delle etichette, nata e morta negli anni '70 a Firenze, ad opera di alcuni sommelier. L'Aicev viene fondata nel piccolo comune di Cupramontana, in provincia di Ancona, dove esiste l'unico museo italiano delle etichette. E' stato creato dal Comune, e la sua missione è quella di raccogliere quelle di tutte le fattorie del mondo. 'Gli aderenti alla nostra associazione sono 160 in Italia, ma siamo convinti che il collezionismo sommerso sia enorme', dice Borghi. La sede principale dell'Aicev è a Milano, quella toscana è a casa sua. Hanno anche una pubblicazione dal nome 'Andar per etichette'. Il prossimo appuntamento per i soci toscani è a maggio, alla fattoria Cinelli Colombini, nella patria del Brunello, con una mostra e varie iniziative collaterali. E poi fra qualche mese festeggeranno il 12° anniversario dell'associazione. Come? Scegliendo un gran vino e facendolo vestire da un'artista, naturalmente con un'etichetta ad hoc.

Etichette
Le più ricercate
Le toscane
- Azienda agricola Cennatoio
- Fattoria di Montevertine
- Castello di Volpaia
- Fattoria Nittardi
Le italiane
- Institute Agricole Régional - Aosta
- Tenuta S.Anna - Locon
- Cantine La Vis - Trento
- Feudi di S.Gregorio - Avellino
- Etichette della Pace della Cantina Produttori di Cormons illustrate da pittori quali: Baj, Arnaldo Pomodoro, Minguzzi, Dario Fo, Mitory, Pistoletto

Aicev toscana: Andrea Borghi, via Divisione Garibaldi, 1/1, 50142 Firenze, tel. 055785356 o 3482601063
email: collezione@inwind.it
Aicev nazionale, www.aicev.it
www.vino.supereva.it