Scritto da Melania Pellegrini |    Luglio 2011    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Tutto il mondo è paese. Già, è così! A volte di fatti particolarmente "strani" che capitano in negozio parliamo anche tra colleghi di reparti diversi.
L'altro giorno una ragazza che lavora in forneria mi ha raccontato che spesso all'ora di pranzo in molti vogliono la pizza e a volte c'è un po' da aspettare. Un giorno in particolare pareva che tutti si fossero dati appuntamento alla stessa ora al banco della forneria, e non si faceva in tempo a sfornare pizze che già finivano.
Un signore pur di avere la pizza ai porcini aveva atteso parecchio, facendo passare avanti chi desiderava altri gusti. Quando è arrivata la nuova sfornata, ha chiesto per ogni pezzo di pizza che voleva, 5 in tutto e tutti ai porcini, che gli facesse un pacchetto diverso. Ha ringraziato ed è andato via.
A quel punto la pizza ai porcini appena uscita era subito finita. Certo anche lui aveva aspettato tanto, e ora chi, come lui, la voleva, avrebbe dovuto aspettare che ne fosse cotta dell'altra.


Ma quello che è successo dopo ha lasciato la mia collega senza parole: dopo poco meno di mezz'ora è arrivato un collega con i 5 cartocci di pizza e le ha detto: "Questi li ho trovati tra i giochi, si vede che non avevano più fame". C'è rimasta malissimo; ormai non si poteva certo metterla più in vendita, tempo e cibo sprecati; un torto fatto agli altri clienti che hanno dovuto aspettare o che hanno ripiegato su una margherita o una pizza al prosciutto.
Dopo un po', vista la grande richiesta, anche la pizza alla salsiccia era terminata e lei ha detto a una signora: «Guardi è appena finita, se vuole può aspettare: tra 10 minuti è pronta un'altra». Questa signora che aveva assistito al "rientro" della pizza abbandonata, risponde: «Mi indica a chi l'ha venduta? Così lo seguo e vediamo se la lascia anche lui. Magari fa parte della nuova specie di cliente: il socio abbandonatore!» e hanno riso assieme. Fortuna che ogni tanto qualche cliente di spirito lo abbiamo.
E ti viene da pensare: ma allora non capita tutto solo quando si arriva alla cassa!