A Rapolano Terme

Scritto da Carmelina Rotundo |    Novembre 2000    |    Pag.

Per presepe la città che non c'è più
E' un progetto che coinvolge tutta la popolazione di Rapolano Terme, la cittadina in provincia di Siena che dal 1994 celebra il Natale in un modo davvero speciale. Da allora grandi e piccini lavorano fianco a fianco alla realizzazione di un presepe ambientato nella Rapolano di una volta, quella che oggi non esiste più. Una ricostruzione in miniatura assai fedele, eseguita in scala (1 a 10) sulla base di cartoline d'epoca messe a disposizione da Guglielmo Lecchini, appassionato collezionista.
Ogni anno il presepe si arricchisce di un nuovo elemento: per questo Natale sarà ricostruita la Porta S.Antonio, al di là della quale, agli inizi del '900, c'era una chiesa, distrutta da un bombardamento: al suo posto ora c'è una casa. La Natività sarà ospitata proprio sotto la ritrovata porta di S.Antonio, e l'intero presepe nella chiesa del Corpus Domini. Naturalmente non mancheranno gli effetti speciali: i camini che fumano, le nuvole che si rincorrono, e per questa edizione brillerà anche la "Gloria", il fascio di luce che illumina la Natività.
Con questa iniziativa, nata per volontà del Centro culturale ricreativo La Piana, dal 1994 ad oggi sono state riscostruite molte zone della vecchia città: porta de' Tintori, piazza Matteotti, piazza del mercato, il palazzetto signorile, l'ex convento dei monaci e la pieve romanica di San Vittore (sec. XI). Ma come è possibile raggiungere questi risultati davvero straordinari? La risposta di Mario Boni, del Centro "La Piana", è sicura: "A Rapolano, per il presepe, si crea un clima sereno e stimolante, in cui ognuno è portato a dare il meglio di sé. Nascono nuove amicizie, si gettano i ponti per altri progetti". Non è un caso che proprio qui si sia tenuto il XXX° convegno nazionale organizzato dall'Associazione italiana amici del presepio (associazione sorta nel 1953 che pubblica il trimestrale Il Presepio).
"Il presepe del Natale 2000 sarà il proseguimento di questo nostro impegno - conclude Boni -: onorare il grande evento della Natività lavorando insieme ad un progetto comune".