Scritto da Silvia Silvestri |    Novembre 2003    |    Pag.

Pittrice Ha da sempre associato la sua professione alla ricerca della storia toscana. Attenta ricercatrice della tradizione, a cui si ispira principalmente nelle sue opere pittoriche, essa scrive diffusamente di quegli elementi di curiosità storica di cui è ricchissimo quello che è definito "il giardino d'Italia", la Toscana.

Per grazia ricevuta
A Poggibonsi, percorrendo la Cassia
verso Colle di Val d'Elsa, alla periferia sud, troviamo il Santuario del Romituzzo, sorto su un tabernacolo del 1300 raffigurante la Madonna della Neve.
Circondato da un elegante loggiato quattrocentesco, il santuario ebbe il suo massimo splendore nel secolo XVI, periodo a cui risalgono la maggior parte dei numerosi ex voto che letteralmente ne tappezzano le pareti interne, raggiungendo il numero di 5125 e tutti in carta pressata.

Questi ex voto, rappresentanti le più svariate parti del corpo umano (troviamo 1400 teste, 1171 gambe, 559 piedi, 425 braccia, 351 mezze figure, 278 busti, 182 bimbi in fasce, 192 figure intere e 17 figure grandi), venivano realizzati da artigiani specializzati - la cui presenza è qui giustificata dal notevole sviluppo che l'industria della carta ebbe in quell'epoca nella vicina Colle di Val d'Elsa - e venivano donati dai fedeli alla Madonna della Neve quale ringraziamento per la guarigione e quindi per grazia ricevuta.

Difficile non notare la gran quantità di seni in riconoscenza del latte avuto per i propri figli. Sono tutti segni tangibili di una fede ingenua mista a leggende popolari che in passato colpivano i pellegrini in viaggio sull'antica via Cassia verso Roma e che oggi rappresentano un patrimonio artistico che fu definito dallo storico d'arte Federico Zeri "il Louvre dei poveri". Restaurato e catalogato recentemente dalla Soprintendenza dei Beni artistici e storici di Siena, ogni ex voto è stato riposizionato all'interno della chiesa dove era originariamente.

Consigliamo una visita a questo santuario che conserva oggetti di devozione, memoria di un uso popolare non poi così lontano: ancora fino al secondo dopoguerra, infatti, magari di diversa foggia e materiali, venivano ancora donati per "grazia ricevuta".

Info: tel. 0577938071