Un sito internet con tanti consigli e risposte di esperti

Scritto da Anna Somenzi |    Luglio 2012    |    Pag.

Giornalista. Nata a Cremona, cresciuta a Bologna della quale ha assorbito, e goduto, l'emilianità. E' diventata giornalista professionista "da grande", ma lavora nell'editoria da molto tempo in giornali aziendali del movimento cooperativo, prima Comma di Conad e poi Consumatori di Coop. Si occupa soprattutto di prodotti e produzioni, consumi e consumatori. Da qualche anno, sempre per Coop, lavora anche come coordinatrice editoriale per la collana dei Quaderni dei consumatori dell'Editrice Consumatori.

Preparare le prime pappe per lo svezzamento, non cadere nella tentazione di zuccherare il cucchiaino rifiutato, resistere ai ripetuti no a frutta e verdura: quando si hanno figli non è semplice districarsi fra mille ipotesi e consigli, quello che dice la mamma, i nostri gusti, il tempo a disposizione, i rifiuti del piccolo... e poi quando è il momento giusto dello svezzamento?
Prima di tutto bisogna ascoltare quello che dice il pediatra, ma non è sempre così didascalico come vorremmo e allora andiamo a cercare soluzioni e conforto nella rete. In internet si trova di tutto è vero, e proprio per questo è bene scegliere con attenzione. Consigliamo un sito dedicato all'alimentazione dei bambini che si propone di supportare i genitori e che ha scelto di affidarsi a basi sicure. Si chiama alimentazionebambini.e-coop.it, si avvale di un comitato scientifico composto dagli esperti di Ecog (European childhood obesity group), società scientifica europea che da venti anni si occupa a tutto campo della obesità in età pediatrica, e Sio (Societa italiana dell'obesità), società alla quale aderiscono medici italiani con differenti specializzazioni, che si occupano dell'obesità e di tutte le problematiche correlate. Il comitato ha l'ambizione, insieme a Coop, di fornire non solo documentazione, ma anche una vera e propria educazione sull'alimentazione e sull'attività fisica in età pediatrica. Assieme al comitato, a controllare che siano riportate solo notizie scientificamente certe e informazioni davvero utili ci sono quattro collaboratori: la dietista Maria Anna Tomaselli; Assunta Martina Caiazzo e Federico Mordenti, medici specialisti in scienza dell'alimentazione, e la pediatra Marina Cammisa. Sono loro che rispondono alle domande dei genitori, e che tengono vivo, attivo e sempre rinnovato il sito.


Per esempio, a proposito di quell'appuntamento importante che banalizziamo col termine svezzamento (letteralmente far perdere il vizio), sul sito il dottor Federico Mordenti spiega: «Non è solo la composizione della dieta a determinare questa fase di passaggio, ma anche il tipo di comportamento alimentare che conduce a nuove esperienze, a nuove modalità di interazioni con il mondo esterno. Queste ultime poi potranno influire non solo sul modo di mangiare e sul rapporto con il cibo, ma anche sulle caratteristiche di personalità del bambino, e sulla sua salute negli anni a venire».
Ancora (questa volta è la dottoressa Marina Cammisa a parlare): «È ormai opinione condivisa da tutte le società scientifiche italiane e internazionali, e sostenuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che il divezzamento non deve essere iniziato prima dei 6 mesi, sia che il piccolo sia allattato con latte materno che con latte adattato... Quindi pazientate! Non avere fretta, si rivela ancora una volta una regola di vita che tenga conto dei nostri e degli altrui (il lattante) ritmi. Si otterrà così un graduale e progressivo cambiamento dell'alimentazione del bambino senza forzature e anomalie».
Le risposte sono chiare e rassicuranti: a un genitore che chiede le giuste quantità di cibo per un bambino di un anno la dietista Maria Anna Tomaselli risponde: «Come indicazioni generali vorrei sottolineare che una bimba di un anno e un mese (e poi di un anno e mezzo e di due anni) non ha necessità maggiori di quelle di una bimba di un anno, al contrario le ha minori! Questo per dirle di non spaventarsi se sua figlia inizierà anche a lasciare qualcosa della pappa che lei le prepara. E qui viene un punto fondamentale: in qualsiasi bambino che sia stato sinora alimentato correttamente e senza mai forzarlo, esiste un'ottima autoregolazione sulle quantità di alimenti da introdurre ogni giorno; l'importante è che noi adulti rispettiamo questa loro capacità, e non li forziamo a finire il pasto solo perché ne è rimasto solo un cucchiaio... Rispetti sempre queste semplici indicazioni, non fornisca alternative, non compensi una pappa consumata svogliatamente con maggiori quantità di latte, e vedrà che non avrà problemi».
Nel sito si trovano anche ricette, giochi, filastrocche, insomma tanti validi aiuti.