Sandro Veronesi

Scritto da Silvia Gigli |    Marzo 2001    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Pensando a Topolino
Il suo ultimo personaggio? Topolino. Sandro Veronesi, classe 1959, è uno dei giovani scrittori italiani più stimati e venduti nel nostro paese. Tanto da essere stato incaricato dalla Disney di scrivere, per la collana Disney Avventura, un libro per ragazzi che ha come protagonista l'intraprendente topo. Fiorentino, vissuto a Prato dall'età di due anni fino alla laurea in architettura, oggi Veronesi abita a Roma. Ma ormai il suo nome ha varcato le frontiere e lo cercano un po' ovunque. Nelle scorse settimane ha fatto capolino a Berlino, dove era stato invitato a leggere alcuni capitoli del suo ultimo, premiatissimo romanzo "La forza del passato". Il 2000, del resto, per lui è stato un anno prodigo di successi: il suo libro si è aggiudicato ex aequo con quello di Giorgio Van Straten (fiorentino pure lui) il premio Viareggio ed ha sbancato il Campiello. Non solo. Reduce da anni di collaborazioni giornalistiche, prima al Manifesto, poi all'Unità, oggi Veronesi sta per iniziare a scrivere per il Corriere della Sera. «La scrittura giornalistica mi piace. E' un modo per allenare lo sguardo, per conoscere il mondo», racconta Veronesi, che in dieci anni ha pubblicato sette libri e che sta già pensando a un nuovo romanzo. I suoi esordi — il primo libro "Per dove parte questo treno allegro" è del 1988 — li racconta come «una scelta secca, il più possibile irreversibile, tra il fare l'architetto — che peraltro mi piaceva — e scrivere». E lui scrive. Storie in bilico tra le generazioni, costantemente illuminate da guizzi di ironia. Scrittore fantasioso e raffinato, non sa cos'è il minimalismo e inventa mondi in cui la tragedia si trasforma in commedia. Chissà cosa accadrà al suo Topolino.