Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 2004    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Pendolari in sala d'attesa 2
Un articolato sistema di trasporto
su rotaia è uno dei mezzi più efficaci per combattere l'inquinamento e scoraggiare l'uso dell'auto. Ma l'esperienza quotidiana di tanti pendolari troppo spesso si traduce in una penosa odissea fatta di ritardi, cattivo servizio e inefficienza.

Assessore Conti, come si fa a scoraggiare realmente l'uso dei mezzi privati, con una rete ferroviaria così?
"Ha ragione, lo scenario attuale dei treni regionali è sconfortante. Spesso il massimo che si ottiene è quello di garantire un servizio di livello appena civile. Dal 2001, con il processo di liberalizzazione dei trasporti, alle Regioni è stata trasferita la gestione del sistema di trasporto locale. Ma tutto questo patrimonio è spesso costituito da elementi residuali per Trenitalia, sia come mezzi di trasporto che dal punto di vista del servizio."

Il contratto con la Regione, però, prevede un sistema di sanzioni...
"Attualmente abbiamo un contratto di servizio annuale, e per rispettarlo la Regione mette in atto un'azione incalzante. Esiste un sistema di sanzioni riferito ad esempio ai ritardi medi, a cui si aggiungono certi standard che sono particolarmente monitorati per alcuni treni critici. In effetti fino alla metà dell'anno scorso è sembrato che questa strategia fosse stata premiata, poi a settembre c'è stato un vero e proprio collasso del sistema ferroviario locale: in Toscana abbiamo comminato 500 mila euro di multa a Trenitalia. Si badi bene che non si è trattato di un puro fenomeno toscano, ma di un black out di tutti i sistemi regionali. Per questo, insieme alle altre Regioni, abbiamo deciso di imprimere una svolta, facendo partire entro la fine dell'anno la prima gara per l'assegnazione dei servizi regionali".

Pendolari in sala d'attesa
Si accelera insomma sulla liberalizzazione, ma Trenitalia in realtà non ha concorrenti sul mercato...

"E' vero, si tratta di una liberalizzazione incompleta. La gara contribuirà a cambiare le regole del gioco, potremo avere un sistema sanzionatorio più efficace, ma per costruire un vero mercato ci vorranno anni. Insieme a questo, da qui al 2006, abbiamo un piano imponente di sostituzione dell'intero parco mezzi circolanti in Toscana. Si tratta di un investimento di 250 milioni di euro, a cui la Regione contribuisce con 50 milioni".

La strategia della Regione è quella di creare un sistema di trasporti pubblici locali efficace e integrato. Alla luce di oggi sembra davvero poco più di un'utopia...
"Si tratta di uno scenario di lungo periodo, destinato a vedere la luce verso il 2010, e legato anche al completamento dei lavori dell'Alta velocità. Si libereranno alcune tratte interne, verranno aperte nuove stazioni, si creerà un intreccio con i servizi metropolitani, con le nuove tranvie, e un sistema integrato ferro-gomma. E' un intervento che, compresa l'Alta velocità, ammonta a ben 5 miliardi di euro. Occorrerà il 60% di mezzi di trasporto in più, per un totale di un miliardo di euro solo in Toscana. E' uno sforzo titanico, per raggiungere finalmente gli standard europei."

Il 2010 è lontano. Da qui ad allora i pendolari potrebbero morire di stress...
"In effetti noi prefiguriamo uno scenario intermedio. Da qui al 2007 lavoriamo per aumentare i servizi, rinnovare il parco mezzi, ma anche per i piani di mobilità urbana, per l'avvio delle tranvie. La Regione farà la sua parte, ma non può fare tutto da sola. Si apre un'enorme problema di risorse a cui lo Stato in particolare dovrà contribuire".