La decisione di Coop contro le condizioni inaccettabili degli allevamenti di animali in Cina

Niente più pellicce naturali nei capi d'abbigliamento in vendita nei negozi Coop. La decisione è stata presa dal Consiglio di amministrazione di Coop Italia, la centrale degli acquisti delle cooperative, il 26 febbraio scorso e diventerà operativa già da questa collezione autunno-inverno 2006-2007. La completa esclusione dell'utilizzo delle pellicce naturali - e il conseguente passaggio alle pellicce sintetiche - sarà esplicitamente richiesta nei nuovi contratti commerciali, ai quali i fornitori dovranno allegare dichiarazioni specifiche di conformità e di provenienza delle pelli. Rigorosi piani di controllo vigileranno sul rispetto di queste regole.

La scelta di Coop - prima catena distributiva ad andare in questa direzione - è la risposta concreta alle sollecitazioni dei consumatori, dopo i tanti documenti che testimoniano le condizioni inaccettabili di allevamento degli animali da pelliccia, ormai quasi tutti concentrati nell'estremo oriente, in particolare in Cina. Ricerche condotte e documentate dalla Lav (Lega antivivisezione) e da altre organizzazioni internazionali hanno reso ufficiali i metodi impiegati dalle aziende cinesi per la produzione di pellicce: gli animali vengono storditi con colpi alla testa, sbattuti per terra con violenza e, spesso, scuoiati quando sono ancora in vita.

Già da tempo Coop richiedeva ai propri fornitori prodotti rispettosi della convenzione di Washington, che protegge tutti gli animali in via di estinzione, estendendo tale impegno anche agli animali domestici (cani e gatti). Oggi la decisione di abolire completamente l'utilizzo di pellicce naturali, per mandare un segnale forte al mondo delle istituzioni e della produzione.