Nel pisano un allevamento di Skudde, ovini di razza antichissima appartenuti ai vichinghi

Scritto da Andrea Marchetti |    Maggio 2013    |    Pag. 43

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Allevatore, scrittore, scultore: ha una personalità poliedrica Cristiano Ciardi, livornese di 43 anni che, a Lorenzana, in provincia di Pisa, ha un allevamento amatoriale molto particolare. Cristiano, infatti, alleva “pecore vichinghe” cioè pecore di razza Skudde, una delle razze più antiche.

«Sono originarie della zona del Mar Baltico - dice Cristiano -, sono chiamate pecore dei Vichinghi perché erano animali domestici che si spostavano con loro e sono ritenute le antenate delle pecore celtiche: Pecore vichinghe articolo informatore unicoop firenze 2Shetland, Islandese, Manx e Soay. Su questa razza non ci sono informazioni in italiano ma solo in inglese, olandese o tedesco.

Infatti siamo stati io ed un’amica, traducendo dall’inglese, a creare la pagina italiana sulle Skudde di Wikipedia, l’enciclopedia online con contenuti generati dagli utenti di internet». «Si pensa - continua Cristiano -, che le pecore Skudde siano la razza più pura e antica, discendente diretta delle pecore dell’età della pietra. Ad esempio, in alcune tombe dell’età del ferro sono state trovate tracce di abiti in lana, fatti con il vello delle Skudde.

Oggi ci sono circa 3000 esemplari di razza Skudde pura nel mondo, specie in Germania, Austria e Svizzera. Qui esiste l’Alliance of Swiss Skudde Breeders che ha lo scopo di mantenere le caratteristiche originarie delle pecore». Le Skudde, infatti, non sono animali da produzione e non sono mai state selezionate a fini economici. «Sono più piccole delle altre - dice Cristiano -.

Cristiano ciardi pecore vichinghe articolo informatore unicoop firenzeQuando nascono sembrano gattini. Poi pesano al massimo 35 chili e sono alte 40 centimetri. Le femmine le alzi con una mano anche da adulte. Sono meno adatte di altre razze per la carne e il latte, tuttavia il vello può essere usato per il feltro, il modo più antico di ottenere capi in lana: con il lavaggio, la pettinatura e la pressatura con acqua calda.

A volte sono richieste da aziende che hanno terreni marginali, vicino a rocce o argini. Le Skudde, infatti, rasano molto la terra, sono piuttosto autonome e possono vivere allo stato semibrado, mangiando anche arbusti».

Chi alleva Skudde non lo fa per motivi economici. «La mia è pura passione - afferma Cristiano -. Ho sempre amato gli animali, la terra e i lavori agricoli.

Avevo delle capre ma, lavorando, erano difficili da gestire. Poi ho scoperto le Skudde tramite un amico, ed è stata una folgorazione. Mia moglie ed io - continua Cristiano -, avevamo l’idea di dare alle nostre figlie un posto in cui fare esperienze diverse da quelle tipiche della città.

Pecore vichinghe articolo informatore unicoop firenze 3Così abbiamo acquistato due ettari di terreno a Lorenzana e, per il mio quarantesimo compleanno, mia moglie mi ha regalato due pecore Skudde, sapendo che mi piacevano». Da qui è iniziata l’attività di allevatore amatoriale di Cristiano.

Per ora le pecore sono 8, «ma l’obiettivo è arrivare a una trentina. Da noi gli allevamenti di Skudde sono pochi e di piccole dimensioni, i due più grandi sono uno a Rovereto e l’altro a Belluno. Peccato perché, pur essendo timide, si abituano meglio delle altre a stare con la gente. Anche i maschi, con corna ben sviluppate, sono mansueti. Sarebbero adatte negli agriturismi e per stare a contatto con i bambini».

Nelle foto: Cristiano Ciardi


Notizie correlate

Il gigante buono

La sua missione: difendere le pecore. Fiero e indipendente, ha bisogno di spazi aperti, anche in città


Pecore nere

Allevamenti ovini: un futuro difficile nella nostra regione