Vantaggi e controindicazioni dei farmaci per dimagrire attualmente in commercio

Scritto da Francesco Morelli |    Luglio 2003    |    Pag.

Specialista in scienza dell'alimentazione e dietetica

pasticche mangiagrassi
Dal momento che è ormai confermato
che l'eccesso di peso si associa e non raramente complica ed aggrava molte altre malattie (come diabete, ipertensione, cardiopatie), si può senza dubbio affermare che il sovrappeso e l'obesità rappresentano una vera e propria malattia da malnutrizione (ovviamente in eccesso) e, come tali, devono essere combattute con ogni mezzo a disposizione, anche e soprattutto quando i chili di troppo possono davvero rappresentare un rischio per la vita del paziente stesso.
Premesso che molte delle diete finora 'sfornate' hanno mostrato i loro limiti, soprattutto in termini di mantenimento del peso perso a lungo termine, è più che logico che la ricerca si stia sempre più indirizzando verso una soluzione farmacologica del problema. Purtroppo, almeno fino ad oggi, molti farmaci usati nel trattamento dell'obesità hanno evidenziato, chi più chi meno, alcuni effetti collaterali, dal momento che una 'pasticca' che tolga la fame, aumenti il senso di sazietà e faccia consumare anche calorie non è ancora a disposizione.
E' importante perciò fare chiarezza per chi, affetto dai chili di troppo, si facesse 'cullare' dal sogno di prendere una manciata di pasticche per risolvere in poco tempo e definitivamente il problema peso.
Dunque, a tutt'oggi, i farmaci o le classi di farmaci da utilizzare nel trattamento del sovrappeso si possono così sintetizzare:

Farmaci serotoninergici. Agendo sulla ricaptazione della serotonina, queste sostanze favoriscono un maggior senso di sazietà e si comportano anche come dei 'selettori dietetici' in quanto fanno diminuire la voglia di alimenti dolci. Sono anche i farmaci da preferire quando il sovrappeso si associa a disturbi del comportamento alimentare (bulimia ecc.). Le sostanze più conosciute sono la fluoxetina, la sertralina, la paroxetina.

Farmaci dopaminergici. Sono i primi farmaci messi in commercio per il trattamento del sovrappeso anche se, almeno attualmente, in Italia sono stati quasi tutti tolti dalla circolazione per i possibili effetti collaterali, di cui la dipendenza, l'assuefazione e l'ipertensione polmonare sono gli effetti indesiderati più noti. La loro azione si esplica solo sul senso di fame che diminuisce, almeno inizialmente, anche in modo drastico.

Limitatori dell'assorbimento intestinale. Il più recente è sicuramente l'orlistat, una sostanza non sistemica (ossia che non entra nel sangue) e che, bloccando selettivamente un enzima (la lipasi pancreatica), fa ridurre l'assorbimento dei grassi della dieta di circa il 30-35%, funzionando come un vero e proprio by-pass per i grassi. E' un farmaco sicuro e può essere utilizzato anche nelle fasi di mantenimento del peso perso. Inoltre è indicato quando il sovrappeso si associa ad un aumento dei grassi del sangue.

Attivatori metabolici. I farmaci finora più noti sono gli estratti tiroidei. Purtroppo queste sostanze, se usate a dosi appropriate (ossia assai elevate), possono presentare degli effetti collaterali sia a carico del sistema cardiovascolare che della massa magra del paziente, facendo ridurre in tal modo il metabolismo basale che, invece, dovrebbe rimanere inalterato quando il dimagramento è avvenuto in modo razionale. Attualmente si stanno sperimentando altri farmaci a base di caffeina e efedrina che almeno secondo l'attendibile rivista IASO hanno dato dei risultati degni di rilievo. Queste sostanze, infatti, agiscono direttamente sull'adipocita (o grasso), facendo aumentare il metabolismo di queste cellule senza interferire a livello del cervello.

Mai senza dieta
Tralasciando di parlare dei diuretici lassativi e gonadotropine corioniche, sulla cui inutilità o meglio, nocività, ormai tutti concordano, si può dunque concludere che il panorama dei farmaci antiobesità è ancora assai deludente e di conseguenza un programma dietetico deve rimanere sempre la base per la riduzione del peso a lungo termine, lasciando ai farmaci finora menzionati il ruolo di importanti sostanze corollarie.
In questo senso giova ribadire che la prescrizione di un farmaco per la terapia del sovrappeso deve essere fatta da un medico specialista del settore il quale, una volta valutato il quadro clinico del paziente, potrà prevedere accanto al programma dietetico un aiuto farmacologico.