La riscoperta dei dischi al vinile. Un mercato che ha grandi estimatori, soprattutto tra gli uomini

Scritto da Bruno Santini |    Febbraio 2003    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

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Hiiiit Paraaaadeee!". La voce di Lelio Luttazzi riecheggiava stentorea nell'etere, contornata da gridolini di fan festosi: le radioline (ma a quei tempi si chiamavano più comunemente transistor) s'infiammavano e gli appassionati di musica gustavano appieno uno dei rari momenti che la Rai, radiofonicamente parlando, dedicava loro. Era il 1967 e nasceva, sul secondo programma, la classifica dei dischi più venduti della settimana (rigorosamente 45 giri, nati dieci anni prima) che in questo modo ottenevano ufficialmente una sorta di tangibile riconoscimento. «La classifica di Luttazzi del venerdì - scrive Dario Salvatori nel suo "40 anni di Hit Parade in Italia", ed. Tarab - rappresentava la centralità nell'immaginario di ogni vero appassionato di musica, meglio se consumatore di dischi». Poi le mode cambiano, e così come è accaduto in precedenza al vecchio 78 giri (padellone pesante ed estremamente fragile), anche il 45 giri deve lasciare il passo, intorno alla metà degli anni '70, al nuovo nato, il long playing (lp), capace di contenere molte più canzoni. L'lp regnerà incontrastato fino agli anni '80, quando verrà soppiantato a sua volta dal "futuribile" compact disc.
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Il vinile è morto. Viva il vinile!" pare essere la parola d'ordine degli appassionati, che invece di piangere la sua dipartita si organizzano e si trasformano, quasi immediatamente, in collezionisti: mettono in piedi improvvisati mercatini di scambio e in base alle prime ma già indicative richieste stilano una sorta di prezzario.

La parola all'esperto
«Credo che la prima fiera ufficiale del disco sia stata quella milanese al Parco Esposizione di Novegro chiamata, quanto mai eloquentemente, "Vinilmania" - spiega Mauro Balderi Magnini, collezionista ed espositore -. All'inizio ci muovevamo in modo pionieristico, poi però sono cominciati ad emergere dei criteri di valutazione dei singoli pezzi, e con questi sempre più precisi cataloghi e relativi valori». Sì, perché determinante,
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come ogni forma di collezionismo che si rispetti, è proprio la condizione del disco: si passa da quello mai ascoltato (M = Mint) e si arriva a quello super graffiato con copertina rovinata, bollato e bocciato con un'infamante B = Bad. «Queste differenti condizioni di salute di un vinile sono strettamente legate al suo costo. Basti pensare che un disco del valore di 50 €, in condizioni verginee, viene scambiato alla metà del suo potere d'acquisto se molto ascoltato e con copertina ed eventuale inserto non perfetti (G = Good), e addirittura ad un decimo se trattato senza cura (P = Poor)».
Chi frequenta le vostre mostre mercato?
«Gente di tutte le età e di tutti i ceti sociali. Prevalentemente però il collezionista è un uomo; le donne, pur partecipando, preferiscono ricercare il disco che poi sulla scia dei ricordi riascolteranno a casa... Meglio se la canzone ha il potere di rievocare esperienze sentimentali passate: non a caso i 45 o i 33 giri più richiesti sono quelli di interpreti romantici come Baglioni o i Pooh. Diverso è lo spirito del collezionista, che tende al prodotto immacolato (o quasi) e assai difficilmente si concede un ascolto del nuovo acquisto».

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Esteri e nostrali

Mina, Celentano, Zero, Battisti, i gruppi beat degli anni '60 per gli italiani; Presley e Beatles per gli artisti internazionali. I collezionisti tendono a selezionare le proprie scelte completando la discografia di un singolo interprete o gruppo. «Non è una ricerca facile, perché oltre alle incisioni nel proprio paese ci sono quelle che l'artista ha effettuato per altri mercati (Francia, Spagna, Germania, Regno Unito) e quelle non ufficiali, come ad esempio i preziosi "flexy" (45 giri di plastica colorata), inseriti all'interno di alcuni periodici (uno per tutti Il Musichiere) e sponsorizzati settimanalmente da varie ditte di gelati, cosmetici o dentifrici - continua Mauro Balderi Magnini -. Basti pensare, come riporta la rivista "Raro!", mensile di collezionismo e cultura musicale, che per quanto riguarda Elvis Presley la discografia italiana dei soli extended-play (45 giri con due canzoni per lato) conta ben 24 soggetti...». Occhio poi alle preziose anomalie, come "Rock and Roll Rhapsody" (Rca 1956, valore 250 €) o la rarissima edizione natalizia dello stesso disco, con la copertina a forma di palla (venduta a 1.300 €). Cifre che fanno girare la testa, e per raggiungerle non occorre essere un mito della musica internazionale: anche i cantanti di casa nostra arrivano a quotazioni di tutto rispetto.
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«Per il primo disco di Celentano "Rip it up" (Music 1958) vengono richiesti anche 150 €, per il debutto di Mina (ancora Baby Gate) "Be bop a lula" (Broadway 1958) 75 €, e il fatto che l'lp sia un prodotto, in origine, più caro rispetto al singolo non influenza minimamente il suo valore collezionistico. Lo dimostra l'album dei Nomadi "Per quando noi non ci saremo" datato 1967 e venduto a 250 €, mentre per il loro 45 giri d'esordio "Donna, la prima donna" (Columbia 1965) vengono chiesti ben 500 ». Sorte opposta è toccata ai brani che negli anni hanno partecipato alle varie edizioni del Festival di Sanremo. «Mi spiace per chi ha in casa dischi come "Chi non lavora non fa l'amore" o "Non ho l'età" e spera di possedere un piccolo tesoro - conclude Balderi Magnini -. Troppe copie stampate, molti ce l'hanno e il loro valore è estremamente modesto».


Cristiano Militello
Collezionista in tv
Tra i protagonisti storici della trasmissione tv "Vernice Fresca" (considerato ormai programma di culto), Cristiano Militello è da molti anni anche un appassionato collezionista di dischi. «Ne ho circa 900 - esordisce il comico - molti comprati quando ero ancora bambino... Mi vengono in mente i successi anni '70 di Donna Summer, Sheila and B. Devotion, Van Mc Coy ed altri pazientemente inseguiti nel tempo e catturati grazie a personaggi come il mitico Roberto del fiorentino "Cortelloni Dischi", rivenditore fornitissimo. Ma la passione per il vinile mi ha portato, geograficamente, anche assai più lontano, come ad esempio al Virgin Mega Store di Londra, dove ho trovato delle vere e proprie "chicche"». «Una volta - continua Militello, che in questi giorni è tra gli inviati de "I raccomandati", il programma di Rai Uno condotto da Carlo Conti - lessi un annuncio, su un giornale specializzato, di un collezionista di Bologna che voleva disfarsi dei suoi 12 mila dischi. Ci andai con un amico e riempimmo la macchina di pezzi più o meno rari. Quando tornai mia madre mi voleva cacciare da casa, sostenendo che mi ero bruciato il cervello... Ma il motto di un collezionista è "mai pentirsi!"». Parafrasando la canzone di Massimo Ranieri "Se bruciasse la città" scopriamo quanto sia importante per Militello (che presto rivedremo anche su Odeon nella nuova serie "Era ora", al fianco di Gaetano Gennai) la sua collezione: «Se bruciasse casa mia? La prima cosa che metterei in salvo non sarebbe certo l'album di foto ricordo, ma i miei dischi. Dovrei fare più di un viaggio, ma il rischio vale la candela».


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Per i collezionisti di dischi il prossimo appuntamento è al Nuovo Mercato dei fiori di Pescia (Pistoia), il 15 e 16 febbraio, con "Fumetti e dintorni", prima mostra mercato di fumetti, figurine, dischi e balocchi (orario 9.30-19.30).