La rivista antifascista e laica che difende e diffonde la memoria storica. A 60 anni dalla nascita viene rilanciata con una nuova campagna abbonamenti

Passato e futuro
Il 27 marzo 1945
uscì a Roma il primo numero del Calendario del Popolo, quando l'Italia del Nord non era ancora liberata. Assieme ai morti, alla fame, alle rovine, il regime di Mussolini si lasciava dietro altri guasti, quelli culturali. Per venti anni una propaganda insistente aveva inondato il paese di una retorica aggressiva, coltivando il mito della forza fisica, di un rozzo maschilismo e persino quello della razza.
Per contribuire a dare ai ceti popolari una coscienza del loro ruolo storico, la sezione Stampa e propaganda della direzione del PCI dette vita a un foglio popolare che, ricollegandosi all'esperienza prefascista dei "calendari" e degli "almanacchi", diffusi nelle città e nelle campagne italiane, ricordasse i fatti del passato, facendo riemergere episodi storici che la storiografia legata alle classi dominanti aveva celato o volutamente deformato.

Così nacque il Calendario del Popolo, che fu diffuso grazie a una capillare vendita militante. Una piccola rivista quindicinale di piccolo formato, che presto aumentò il numero delle pagine e ampliò i suoi contenuti, diventando un periodico che - attraverso interventi nei vari campi del sapere e delle arti - si proponeva di stimolare e accompagnare il cammino delle classi subalterne verso l'emancipazione sociale e la libertà politica.

«Gli avvenimenti che in questi ultimi anni hanno profondamente modificato il volto del mondo - afferma il direttore della rivista, Nicola Teti - hanno dato nuova forza all'espansione di ideologie oscurantiste, rendendo più che mai necessaria la presenza del Calendario del Popolo, per farne una rivista capace di difendere e diffondere la memoria storica, con un'azione di smascheramento delle distorsioni e una rivisitazione critica di fatti, personaggi, momenti politici, economici, sociali e culturali del Paese, che hanno condizionato il nostro presente. Si tratta in sostanza di combattere il revisionismo storiografico che vuole cancellare dalla coscienza dei cittadini la conoscenza critica del passato».
Da qui nasce la volontà di rilanciare una campagna di diffusione e di abbonamenti a questa storica rivista.

Sconto del 50 per cento per i soci Coop
In 250 per la storia d'Italia

La Casa Editrice Teti promuove l'acquisto dell'opera "Storia della società italiana" con uno sconto per i soci Coop. Si tratta di un'opera completa, per l'arco temporale che comprende e le vastissime tematiche analizzate; pluralista, per la collaborazione di studiosi di diverse tendenze storiografiche; autorevole, per i contributi di centinaia di prestigiosi esponenti della storiografia italiana e internazionale.

L'offerta consente ai soci Coop di acquistare una delle due edizioni dell'opera:
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