Scritto da Stefano Giraldi |    Novembre 2005    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Passaggio a Pontremoli
Non sempre la presenza del diavolo
lascia tracce visibili o ricordi materiali che ognuno passando può notare, come ponti, dipinti, sculture o segni nella pietra. Qualche volta il passaggio o la presenza del diavolo può essere meno rintracciabile direttamente, ma sicuramente più tragico. Ricordiamo che lui è il maligno e quindi autore di grandi iniquità: la tragedia è parte della sua essenza e può dimostrarla attraverso le persone con furia omicida. Come successe a Pontremoli nell'estate del 1495.

Antichissimo borgo in Lunigiana, sormontato da un poderoso castello, il Piagnaro, Pontremoli è attraversata dall'antica strada Francesca (Francigena o Romea), l'antica via della fede percorsa dai pellegrini per Roma.
Il 28 giugno 1495 Pontremoli visse il suo momento più drammatico: senza alcun riguardo alla parola data dal re Carlo VIII, i suoi mercenari svizzeri trucidarono e massacrarono gli abitanti, saccheggiarono e dettero fuoco alle case e alle chiese con tale rabbia e furore che l'incendio durò cinque giorni, distruggendo tutto il paese.
Per questa cittadina sulla strada della fede, passaggio di pellegrini pacifici che andavano a pregare a Roma nel luogo più santo della cristianità, fu un oltraggio terribile. Il diavolo, attraverso quei mercenari svizzeri, si manifestò per quella potenza del male che è nel fondo dell'uomo.