Scoppio del carro non solo a Firenze, ma anche a Rufina, Panzano e Figline

Scritto da Valentina Vespi |    Aprile 2018    |    Pag. 13

Il Carro di Panzano in Chianti

Il Carro di Panzano in Chianti

Tradizione

La Pasqua in Toscana porta con sé tradizioni antiche che risalgono all’anno 1000, da Firenze alla Rufina, da Figline Valdarno a Panzano in Chianti fino ad arrivare a Foiano della Chiana. Lo scoppio del carro si svolge a Firenze la domenica di Pasqua: il “brindellone”, una torre pirotecnica posizionata su un carro, viene trainato da una coppia di buoi per le strade del centro storico della città e posizionato tra il battistero e la cattedrale. Nel momento centrale della cerimonia l’arcivescovo accende dall’altare del Duomo un razzo a forma di colomba, la “colombina” come viene chiamata dal fiorentini, che tramite un meccanismo a fune percorre tutta la navata centrale della chiesa e raggiunge all’esterno il carro, facendolo scoppiare. L’offerta del fuoco benedetto pasquale al popolo fiorentino ha subìto nei secoli diverse vicissitudini, fin dal lontano 1494 quando fu costruito un carro più solido dei precedenti. Il grande carro trionfale a tre piani aveva l’obiettivo di durare per sempre e ancora oggi, dopo vari restauri, resistendo anche alla terribile alluvione del 1966, ogni anno attira i fiorentini in piazza del Duomo. 

Gli altri carri

Lo scoppio del carro è l’evento principale della Pasqua anche in comuni vicini a Firenze: a Rufina lo spettacolo pirotecnico si svolge alla mezzanotte del Sabato Santo con le stesse caratteristiche fiorentine, mentre a Panzano in Chianti lo scoppio ha luogo il martedì dopo Pasqua. A Figline Valdarno la tradizione vuole lo scoppio del carro la domenica di Pasqua, con l’esibizione degli sbandieratori e la sfilata storica con le quattro contrade. Diversa la tradizione pasquale a Foiano della Chiana, dove il protagonista è una statua lignea del XVII secolo raffigurante il Cristo Risorto. La notte di Pasqua avviene il “volo”: la statua viene portata a spalla da alcuni uomini che corrono dalla chiesa della SS. Trinità alla Collegiata. La mattina successiva c’è la processione per le vie della cittadina fino alla piazza Alta, dove avviene il rullo, cioè lo sparo di oltre cinquemila castagnole. I petardi, ancora oggi fatti a mano, sono collegati e una volta accesi provocano un rumore potente e durevole.

Bianco come una veccia

Una tradizione particolare coinvolge San Casciano Val di Pesa. Durante la settimana pasquale fino al lunedì dell’Angelo, è possibile ammirare l’antica tradizione del Sepolcro delle Vecce. L’evento rappresenta il passaggio dalla morte alla rinascita di Gesù e nelle chiese del Suffragio e della Misericordia vengono allestite grandi composizioni floreali composte da vecce e grano con fiori e piante varie. Le vecce hanno la particolarità di essere lasciate fiorire al buio e di rimanere bianche, da qui nasce il detto toscano “sei bianco come una veccia”. Secondo la tradizione la veccia viene seminata un mese prima, nella terza domenica di Quaresima; il suo colore bianco rappresenta la morte, mentre il grano che l’accompagna è simbolo di rinascita. Una tradizione alla quale i cittadini di San Casciano ridanno vita ogni anno.

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Lo scoppio del carro a Firenze


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