Un premio per l’iniziativa delle sezioni soci coop per i ciechi e gli ipovedenti.

Scritto da Sara Barbanera |    Febbraio 2015    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza, consegna il premio - Foto G. Torello

Tu chiamale se vuoi, emozioni: quelle raccolte fra le pagine di un libro e trasmesse con il filo della voce che ricuce personaggi, vicende, luoghi in una storia audioregistrata per chi non può leggerla con i propri occhi. Emozioni raccontate dai volontari che, lo scorso settembre, hanno aderito al progetto di registrazione di audiolibri per non vedenti, promosso da otto sezioni soci di Unicoop Firenze, in collaborazione con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti onlus e il Centro nazionale del libro parlato di Firenze.

Fiumi di parole che, in numeri, sono duemila volontari, a lavoro per audioregistrare i libri via via richiesti dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti che ha assegnato a Unicoop Firenze il Premio Braille 2014 - XIX edizione, ritirato lo scorso 13 dicembre al Teatro Sistina di Roma.

La musica provata di Erri De Luca è stato il primo libro sfornato il 10 dicembre da Andrea, volontario di Sesto Fiorentino: come lui, volontari da tutta la Toscana, di tutte le età e professioni, si sono alternati nelle otto sale di registrazione presso le sezioni soci, con un contributo decisivo per la produzione annuale di audiolibri dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, come ci ha spiegato il suo presidente Mario Barbuto.

Cosa significa per voi il contributo di Unicoop Firenze?

Foto Guido Torello

«È un evento della massima importanza: finora contavamo su volontari singoli, mentre Unicoop Firenze ha coordinato un gruppo vasto di volontari che assicurerà continuità e qualità all’iniziativa, con un contributo di registrazioni che, nel 2015, potrebbe raggiungere il 15-20% della nostra produzione. Un risultato straordinario con cui offriremo rapidamente nuove opportunità culturali ai nostri lettori di tutta Italia. La vera novità è l’impegno sociale di un’organizzazione della grande distribuzione che non si limita ad elargire risorse finanziarie, ma gestisce in prima persona un’attività che coinvolge le persone giorno per giorno».

Qual è la situazione nel settore degli audiolibri e come sostenerlo?

«Il decreto “Salva Italia” del 2011 ha comportato tagli massici: in pratica, abbiamo ridotto la produzione professionale, chiuso alcune strutture di promozione della lettura per non vedenti e rallentato l’adeguamento tecnico e tecnologico, sebbene i nostri libri parlati siano scaricabili gratuitamente e ascoltabili tramite tablet e smartphone con apposite app. Oggi occorre potenziare qualità e quantità della produzione e coinvolgere nuovi utenti come persone anziane con difficoltà di lettura, introducendo ad esempio i libri parlati nelle Case anziani.

L’obiettivo è condividere risorse culturali e moltiplicarne gli effetti positivi attraverso una rete di persone sempre più vasta».

Foto Guido Torello

Cultura come bene comune, questo è l’obiettivo che promuove anche Unicoop Firenze, nelle parole di Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza: «L’adesione di tanti volontari ci ha dato conferma che, nei momenti di crisi, le persone hanno più che mai bisogno e voglia di fare per gli altri, di stare insieme e unirsi contro le difficoltà, perché la solidarietà diventi vicinanza reciproca.

Questo progetto dà corpo alla nostra idea di cultura, come campo aperto in cui ognuno partecipa e mette ciò che ha in modo personale. Il progetto e il premio appartengono a coloro che gli hanno dato gambe: noi come Cooperativa abbiamo solo aiutato le persone a mettersi in moto e a costruire una rete fatta di cultura e solidarietà. L’idea venuta dalle sezioni soci è stata l’impalcatura sulla quale costruire un progetto che oggi può essere condiviso da tanti: una casa con le porte aperte a tutti, in cui dare e ricevere allo stesso tempo».

A parte l’eccezione di una volontaria dodicenne a Sesto Fiorentino, per ora il progetto si muove sulla narrativa letta da voci adulte, ma le idee non mancano: restano in coda i libri scolastici e scientifici, che richiedono lettori esperti della materia, insieme al piccolo grande mondo dei libri per bambini e ragazzi che, nella voce di un coetaneo, possono trovare il compagno giusto per un meraviglioso viaggio nel mondo della fantasia.