Artista e ora scrittrice, ricorda le sue origini toscane

Scritto da Sara Barbanera |    Settembre 2018    |    Pag. 12, 13

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Il personaggio

Con l’eleganza del riccio, che sa quando svelarsi e come proteggersi, così si racconta Laura Morante.

Un’artista completa, con esperienze in tanti campi artistici. Tornando indietro, cosa rifarebbe?

«Cosa rifarei? Beh… tutto».

Come è nato il suo primo recente libro Brividi immorali?

«Mi è sempre piaciuto leggere e scrivo da quando ero piccola, ma non ho mai scritto per il pubblico. Grazie a Elisabetta Sgarbi che me lo ha chiesto, ho realizzato questo piccolo importante sogno».

Artista ma anche moglie e mamma. Come ha fatto a conciliare tutto?

«Il lavoro di attrice per certi versi è più conciliabile di un lavoro standard che tiene una donna fuori casa tante ore. È vero che mancavo da casa per dei periodi ma quando ero in famiglia, c’ero al 100% senza orari e vincoli».

A cosa invece ha dovuto rinunciare e vorrebbe fare in futuro?

«No, francamente non credo di avere fatto rinunce. Poi la rinuncia… non è una cosa drammatica. Se ho rinunciato, me ne sono anche subito dimenticata».

Lei è ritenuta una bellissima del cinema. Come ha influito la bellezza nella sua vita?

«Difficile capire se e come ha influito. Ho cercato di fare il mio mestiere senza contare molto sull’aspetto estetico. Ero un “tipo”, poi, che i produttori italiani aborrivano: non mi volevano né morta né viva, i registi hanno dovuto fare delle battaglie pazzesche. Piacevo più che altro al cinema d’autore che aveva un debole per quel tipo di fisicità non appariscente».

Il femminismo: cosa è stato e cosa è oggi?

«La mia generazione post femminista ha potuto cogliere in pieno le conquiste della grande ondata di femminismo: un patrimonio che nel tempo abbiamo dissipato, totalmente gettato al vento: serve una nuova ondata di femminismo, dopo la catastrofe culturale del craxismo e berlusconismo che hanno riportato l’Italia indietro di 40 anni. Adesso dobbiamo risalire la china, è indispensabile».

A un’adolescente che sta per entrare nel magico mondo delle donne che suggerimento darebbe?

«Non so se sono in grado di darne: in particolare, dopo il caso Weinstein, occorre sollevare lo sguardo e mettere l’accento non sulla contrapposizione uomo-donna, ma su un problema di etica generale, di riconquista della dignità di donne. Il resto, problemi sociali e politici, parità fra i sessi… viene tutto dopo». 

La Toscana cosa rappresenta per lei?

  «Io sono toscana, nata e cresciuta in Toscana fino a 17 anni. Madre toscana, padre romano ma di origini siciliane e in parte modenesi: in questo misto la Toscana è... tutti i ricordi della mia infanzia ed è la bellezza dei suoi luoghi. Non a caso ho ricomprato la mia casa natale in un paesino dell'Amiata dove purtroppo molti boschi di castagni secolari sono andati in rovina e oggi ci sono solo castagni giovani. Insomma il volto è un po’ cambiato ma resta la meravigliosa terra delle mie origini, da dove tutto è cominciato».

L'eredità delle donne

Firenze, 21, 22, 23 settembre: save the date, come si dice in gergo, perché in quei tre giorni il capoluogo fiorentino ospita l’edizione numero zero del festival “L’Eredità delle donne”, diretto da Serena Dandini e patrocinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Organizzata nelle “Giornate europee del patrimonio”, l’iniziativa abbraccia a 360° numerosi ambiti della cultura come l’arte, la scienza, l'attualità, la politica, il giornalismo, il cinema, con una chiave di lettura tutta al femminile per evidenziare la preziosa eredità e il contributo che le donne hanno dato e danno al progresso dell’umanità. Oltre al cinema Odeon, che ospita le serate teatrali e i talk, molti i luoghi cittadini che aprono le porte a ospiti nazionali e internazionali, protagonisti di incontri, visite guidate, percorsi urbani, perfomance. 

Info: Iniziative a ingresso gratuito. In alcuni casi è richiesta la prenotazione www.ereditadelledonne.eu

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