Un nuovo modo di unire natura e architettura in città

Scritto da Càrola Ciotti |    Gennaio 2016    |    Pag. 42,43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Fotografia di Federico Magonio

Giardini verticali

Nell’attuale panorama delle novità riguardanti il mondo verde, si fa ultimamente un gran parlare di una particolare modalità di coltivazione delle piante, che va ben oltre la semplice ricerca estetica o la moda che fa tendenza. 

Stiamo parlando dei cosiddetti giardini verticali, che oltre ad essere belli, sposano perfettamente i principi basilari della bioarchitettura. Entriamo nell’argomento aiutati da Alessandra Novelli – che ama definirsi “stilista del verde” – ed è una vivace e appassionata agronoma fiorentina, che si sta dedicando con successo a questo tipo d’installazioni.

«Creare una parete verde – dichiara Alessandra ¬– è prima di tutto un atto ecologico, e da amante della natura quale sono, mi auguro che questa pratica possa diffondersi sempre più, non solo fra gli appassionati di giardinaggio, ma anche nelle pubbliche amministrazioni, quale nuova cultura per il verde urbano».

Il metodo è stato ideato da un biologo – Patrick Blanc – ormai noto in tutto il mondo come il padre dei giardini verticali. Egli, nel corso di studi effettuati nelle foreste tropicali, comprese alcuni meccanismi vitali della vegetazione del sottobosco e ne trasse ispirazione per lo sviluppo della sua idea. 

Le pareti verdi ideate da Blanc hanno riscosso enorme successo ovunque, soprattutto in Francia, sua terra natale, e sono presenti anche su moltissimi edifici pubblici – per esempio il ‘Mur Végétal des halles’, al mercato centrale di Avignone, e il ‘Parking des ternes’ a Parigi – coi tanti benefici che ne derivano.

«Le piante, come sappiamo, producono ossigeno – sottolinea Alessandra – e questo purifica l’aria; inoltre, trattengono le polveri inquinanti e riducono l’anidride carbonica; arricchiscono la biodiversità in ambienti spesso sterili; riducono il rumore, e la dispersione di calore».

Quindi va da sé, che un edificio i cui muri o il tetto, ospitino piante coltivate con questo criterio, non solo acquista valore ed è bello da vedere, ma rende un utile servizio all’ambiente.

Isolante termico naturale

Affidare la progettazione e l’installazione di una parete verde a un professionista significa certamente investire una cifra considerevole, ma i benefici ottenuti probabilmente ripagheranno lo sforzo economico sostenuto. 

Una parete, o ancor meglio, un tetto di questo tipo, permette di abbattere in modo considerevole i costi sia di riscaldamento sia di climatizzazione della casa. Il verde, infatti, funge da isolante termico naturale e “assorbe”, per così dire, fino a ben dieci gradi centigradi di temperatura!

«Il costo di un metro quadro di parete verde si aggira sui quattrocento euro, che comprendono tutto, anche un anno di assistenza – sottolinea Novelli – e i tempi di realizzazione sono di circa due anni, poiché la prima cosa da fare è studiare la posizione del muro e il percorso del sole sul medesimo nel corso delle stagioni, così da poter scegliere le piante più adatte a quella specifica condizione».

L’investimento tecnologico è importante, poiché oltre alla realizzazione della parete verde, con tutto ciò che ne deriva, si deve predisporre anche una zona tecnica, dove collocare pompe e serbatoio per l’impianto d’irrigazione, indispensabile in questo tipo di strutture.

Fotografia di Federico Magonio

Super ecologico, moderno e innovativo

Ma com’è fatto un giardino verticale ? «La prima peculiarità di questi innovativi giardini – spiega Alessandra – è l’assenza di terra: le piante radicano in uno speciale tessuto e tutto il nutrimento necessario è disciolto nell’acqua con cui s’irriga, e che scorre in modo automatizzato. I supporti per i giardini verticali consistono in varie tipologie di pannelli che si ancorano alle pareti – prosegue Alessandra –; su questi si fissa il primo tessuto che deve essere sintetico e piuttosto spesso; adatto allo scopo è il cosiddetto cascame di acrilico. Fra questo e il secondo strato di tessuto, anch’esso rigorosamente sintetico, ma più leggero, si dispongono i tubicini dell’impianto d’irrigazione. Infine, sullo strato di tessuto leggero si praticano tagli orizzontali, simili a tasche: lì si trapiantano le diverse essenze che formeranno il quadro d’insieme. Si scelgono piante perenni e, come già accennato, in base all’ubicazione dell’immobile; si distribuiscono sulla superficie in modo che quelle che prediligono il sole si trovino in alto, sistemandole anche secondo le diverse tonalità di verde, cosicché l’effetto finale sia davvero quello di un quadro dove convivono sfumature e contrasti di colore. Sono molto adatte le specie di piante a foglia larga; ma anche alcune essenze con altre caratteristiche, come Hypericum, Sedum, Plumbago, Bergenia, Ajuga, Iuniperus ».

Una peculiarità importante di questi giardini super ecologici, moderni e innovativi, è la bassa manutenzione poiché le potature si riducono al minimo e le piante che vivono in verticale tendono ad ammalarsi di meno. Abbiamo già notato, inoltre, che le irrigazioni e le concimazioni sono automatizzate.

Sapevate che anche un prato può essere disposto in verticale? La nostra esperta ci rivela che le superfici verdi, in realtà, sono le più semplici da installare e donano un effetto molto gradevole: si utilizzano i prati a pronto effetto, che si sono radicati in vivaio, direttamente sul tessuto.

Fai da te

Piante in tasca

Volendosi cimentare personalmente nella creazione di un piccolo giardino verticale per uso decorativo, si può seguire la procedura descritta per le grandi pareti verdi; innanzitutto, occorre fissare al muro un telaio (in modo da proteggere la parete dall’umidità), su cui poi disporre i successivi strati di tessuto.

Un apparato domestico può ospitare anche piante stagionali, a patto che provengano da vasi di non oltre quattordici centimetri di diametro.

Prima di sistemarle nella tasca si scuote la terra in eccesso, poiché le piantine radicheranno direttamente nel cascame acrilico.

Per irrigare, si fa filtrare l’acqua dall’alto con un annaffiatoio o una bottiglia; questa scenderà attraverso fori, simili ad asole, che avremo praticato, al momento dell’impianto, nella parte superiore della nostra struttura.

L’intervistata: Alessandra Novelli, agronoma (alessandranovelli@gmail.com)