Dalle vie cittadine ai monti alle campagne, episodi da non dimenticare

Pagine di resistenza
La liberazione di Firenze
studiata e rivista sulle basi delle fonti straniere, inglesi, americane, tedesche, vaticane e così via. Una visione inedita e fuori dal coro di quelle "sanguinose" giornate, culminate nell'11 agosto '44, data eletta a simbolo della liberazione, che portarono alla ritirata tedesca di là d'Arno, lasciandosi dietro una scia di 700 morti, per lo più civili.
«Si poteva evitare? - si chiede l'autore -, si poteva salvare Firenze dalle distruzioni della guerra?». Forse sì, stando a Paoletti, se solo il feldmaresciallo Harold Rupert Alexander, comandante in capo di tutte le truppe alleate in Italia, contravvenendo agli ordini di Londra non avesse deciso di puntare su Firenze invece di accerchiarla, come era stato fatto con Siena.
Un saggio storico che ricostruisce minuziosamente anche il fenomeno dei "franchi tiratori".

Paolo Paoletti, "Firenze agosto 1944 - Alleati, tedeschi, Ctln, partigiani e franchi tiratori nel mese più sanguinoso della storia fiorentina", ed. Agemina, tel. 055412715, www.edizioni.agemina.it, € 17,00


23 luglio 1944, Pratale, tra i comuni di Tavarnelle e San Casciano di Val di Pesa. Dodici uomini furono fucilati dai tedeschi davanti alle loro famiglie.
Quegli uomini erano partigiani? Dalle prime relazioni ufficiali sembrava di sì, ma dallo studio dei due autori emerge invece che probabilmente solo alcuni fra di essi furono in qualche modo "in contatto" con i partigiani.
Non si trattò di rappresaglia, quindi, ma «di una di quelle azioni di repressione militare su civili... tesa a spezzare il legame che andava sempre più saldandosi tra Resistenza e popolazione».
Un libro completato da foto e dalle testimonianze di chi quei fatti li ha vissuti da bambino sulla propria pelle: i figli degli uomini uccisi.

Francesco Catastini-Fabrizio Silei, "La strage di Pratale - Storia e memoria di una strage dimenticata", ed. Pagnini e Martinelli, tel. 0556800074, € 15,00


Monte Giovi, le alte colline del Mugello, la Calvana, i borghi che scendono lungo la Sieve, gli anfratti della linea Gotica, sono i luoghi percorsi dall'autore per ricostruire la storia di uomini e donne - che difficilmente saranno citati nei libri di storia - lungo il periodo che va dagli anni della dittatura fascista ai primi anni del secondo dopoguerra.
Un libro che non è solo una ricostruzione di storia locale, grazie alle testimonianze ancora vivide di persone che dovettero affrontare «scelte difficili, passioni violente, paure, e un coraggio ritrovato solo dopo lunghissimi travagli interiori».

Massimo Biagioni, "Scarpe rotte eppur bisogna andar - Fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve", ed. Pagnini e Martinelli, tel. 0556800074, € 18,00