I vantaggi del pagamento elettronico: sicurezza e velocità

Scritto da Laura D'Ettole |    Novembre 2009    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Far "girare" il denaro costa. Per questo molte aziende della grande distribuzione lanciano carte di pagamento elettroniche valide nei propri circuiti di vendita. Non solo contribuiscono a "fidelizzare", ma abbattono anche i tanti costi che la circolazione del contante porta con sé. Si tratta di cifre significative: per Unicoop Firenze ad esempio oscillano dallo 0,10 allo 0,60% dell'importo pagato.

Nei punti vendita della cooperativa la diffusione dei sistemi di pagamento elettronico ha avuto una crescita impetuosa in questi ultimi anni. Attraverso il sistema monetario telematico (Pago Bancomat, carte di credito e carte socio abilitate) transitano ben 830 milioni di euro, una percentuale quasi del 40 per cento sul fatturato. Ma in Italia non è esattamente così. Nel nostro paese è ancora molto ampia la differenza con altre parti del mondo industrializzato.

Secondo i dati di una recente relazione dell'Antitrust (l'autorità garante della concorrenza e del mercato), nel 2006 sono state effettuate circa 55 operazioni pro capite nell'area euro; 154 negli Stati Uniti; appena 21 in Italia. Nello stesso periodo la media di carte di pagamento per abitante era di 1,2 nel nostro paese, contro ad esempio 2,4 in Gran Bretagna o l'1,6 della Spagna. Eppure, aggiunge l'Antitrust, la diffusione dei sistemi di pagamento elettronico rappresenta potenzialmente «un minor costo della transazione non solo per i consumatori, ma anche per gli esercenti».

Ne parliamo con Riccardo Rapi, direttore Organizzazione e sistemi informativi di Unicoop Firenze

Quanto costa a un'azienda far circolare denaro sonante?
La circolazione del contante presenta vari aspetti, spesso poco noti, che incidono in modo significativo sui costi. Per fare qualche esempio, il tempo di esazione alla cassa è di circa 10 volte superiore al pagamento effettuato con vari sistemi elettronici. E il tempo di lavoro ha un costo. Senza contare naturalmente la possibilità di errore umano che può produrre ammanchi o magari, involontariamente, penalizzare il cliente. Un altro "pezzo" del problema è quello della sicurezza.

Si riferisce al trasporto valori?
Non solo. Pensi ai costi strutturali per rendere più sicuri gli ambienti in cui soci e clienti fanno la spesa o in cui i dipendenti lavorano: sono elevatissimi. Poi c'è il trasporto valori organizzato da società che viaggiano con mezzi blindati e guardie armate antirapina. E infine, un aspetto poco noto: la "contazione".

Costa tanto contare il danaro?
La grande massa di denaro cartaceo che entra nel nostro circuito e noi depositiamo in banca deve essere contata, esattamente come fa il cassiere, quando allo sportello ci presentiamo con il denaro contante. Solo che l'ordine di grandezza è ovviamente molto diverso. Il trasporto valori preleva le buste con le banconote predisposte dalle cassiere. Chi le riceve le controlla, le "spunta", per inviarle poi direttamente alla banca. Questa operazione o la paga l'azienda o la paga l'istituto di credito. In entrambi i casi comunque, non è gratis...

Insomma, quanto incide la "filiera" della sicurezza in termini di costi?
Complessivamente la gestione del contante ha un costo che oscilla tra lo 0,10% e lo 0,60% del fatturato complessivo. Nel primo caso sono compresi i costi industriali (anche figurativi, come la contazione), nel secondo anche quelli che derivano dai tempi di pagamento alla cassa. Facendo un calcolo di massima, mille euro di denaro contante incassati arrivano a costarne sei. Se l'ordine di grandezza del circolante supera il miliardo di euro ci rendiamo conto quanto sia importante una razionalizzazione.

Quanto costa alle aziende, invece, il pagamento elettronico?
L'abbattimento dei costi è drastico, anche perché vengono eliminate intere fasi del processo di gestione del contante visto che si hanno solo flussi telematici immateriali. Per l'esercente i costi del pagamento effettuato dal cliente in forma telematica oscillano fra un estremo più basso della forchetta compreso fra lo 0,25/0,50% (bancomat) fino a un massimo di 1,50% (per le carte di credito travel). Per le carte cosiddette "privative", tipo le nostre carte socio abilitate al pagamento, il costo sostenuto dall'azienda (una volta a regime) è, invece, molto più basso.

E dal punto di vista del cliente? Si sente spesso parlare di frodi, che sicurezza offre il pagamento elettronico?
Una delle frodi più diffuse è la cosiddetta clonazione, ovvero un meccanismo grazie al quale ci si appropria dei codici di uno strumento di pagamento elettronico per poi derubare i malcapitati. Il nostro circuito di vendita è tutelato contro questo pericolo perché i sistemi elettronici sono allineati alle certificazioni di sicurezza più rigorose e aggiornate.

Qual è la percentuale dei pagamenti elettronici in Unicoop Firenze e qual è il sistema più usato?
Negli ultimi cinque anni questa percentuale ha avuto una crescita impetuosa, grazie anche alla diffusione delle nostre carte socio abilitate al pagamento. Nel 2008 in termini assoluti tutte le forme di pagamento elettronico hanno superato 830 milioni di euro, una percentuale pari al 37,9% del fatturato. Attraverso le sei diverse tipologie delle nostre carte elettroniche lo scorso anno è invece "transitato" circa il 12% degli acquisti totali, pari a 266 milioni di euro. Nonostante questi importanti traguardi raggiunti con le carte elettroniche Coop, tuttavia, così come nel resto d'Italia, anche da noi il Pago Bancomat è la forma di pagamento elettronico più diffuso.

Bancomat e carte di credito: quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi?
In generale l'operazione Pago Bancomat ha costo zero per l'utente, anche se l'addebito sul conto corrente è immediato. Le condizioni di utilizzo tuttavia variano da banca a banca. La carta di credito invece ha un costo, una quota annua, che varia (di norma) dai 10 ai 70/100 euro. Ha il vantaggio di poter rimandare l'addebito del pagamento sul conto corrente di alcuni giorni.

Quali sono infine i vantaggi delle carte emesse dalle aziende della moderna distribuzione commerciale?
Le cosiddette carte "privative" (così si chiamano) in generale danno diritto a sconti e trattamenti privilegiati nei punti vendita dell'insegna che le emette. Le carte elettroniche di Unicoop Firenze, se spendibili solo all'interno del nostro circuito di vendita, sono gratuite per il socio. Alcune (ad esempio Spesa in) consentono di dilazionare l'importo della spesa al giorno 5 del mese successivo a costo zero. Al contrario, quelle che possono essere utilizzate anche al di fuori del mondo Coop (Tanti acquisti, Scelta più) hanno un costo in termini di quota annua e gestione estratti conto. Si tratta tuttavia di un costo estremamente competitivo rispetto a prodotti equivalenti. In ogni caso tutte offrono benefici aggiuntivi ai soci sia al momento dell'attivazione, che durante il loro utilizzo.

 

CARTE DOVE

La carta socio "Spesa In" oltre che nei punti vendita dell'Unicoop Firenze può essere utilizzata anche in quelli dell'Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia; "Tanti Acquisti" e "Spesa Più" in tutti gli esercizi che accettano carte del circuito Master Card.

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Nelle foto a partire dall'alto:

  • Una barriera casse (foto di M. Vitali)
  • Riccardo Rapi
  • Casse Più
  • Una cassiera