Architetti e artisti per riqualificare manufatti ‘brutti’

Scritto da Silvia Gigli |    Aprile 2016    |    Pag. 40

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Cristiano Troccoli e Silvia Bartolini

Calenzano (FI)

Il soldatino di stagno è tornato e sta cercando casa. Solo che adesso non ha più le dimensioni del piccolo giocattolo che finiva, dopo mille disavventure, nella pancia di un pesce, ma è diventato un gigante di tredici metri. Ribattezzato, non a caso, Ottone il soldatone.

La giocosa creatura è figlia della fantasia e dell’ingegno dell’architetto-designer Cristiano Troccoli, classe ‘71, molti anni trascorsi in un grande studio di progettazione.

Insieme alla collega Silvia Bartolini, Cristiano ha partecipato nell’autunno scorso al concorso di idee “Brutto anatroccolo”, organizzato dal Comune di Calenzano e da Design Campus dell’Università di Firenze, aggiudicandosi il primo posto.

Due cabine e un casottino

L’obiettivo era cercare di recuperare alcuni manufatti che si trovano nel comune di Calenzano riqualificandoli con progetti piacevoli e intriganti. Oggetto del lavoro due cabine elettriche (in via Giusti e a Settimello) e il casottino che si trova alla fermata dell’autobus del ponte alla Marina.

Hanno partecipato diciassette architetti da tutta Italia. A vincere sono stati in tre: Cristiano e la collega Silvia al primo posto, al secondo la fiorentina Irene Frittelli con il suo Bus Stop e al terzo posto gli architetti lombardi Anna Paola Valbusa ed Enrico Antonioli con SW4N per la cabina elettrica di Settimello.

A ciascun vincitore un piccolo premio in denaro, ma soprattutto la soddisfazione di veder realizzate le proprie progettazioni. Per tutti e tre gli interventi, infatti, si stanno cercando sponsor in grado di supportare l’operazione di recupero.

Non si tratta di cifre eccezionali, anche perché, come spiega l’architetto Troccoli, «abbiamo cercato di mettere in piedi un progetto che avesse un impatto economico misurato e in ogni caso capace di sostenere cambiamenti in corso d’opera che lo rendano ancora più abbordabile».

Il boscaiolo di Clet

Clet davanti a Fosco il boscaiolo

L’idea del recupero di tutti quei manufatti che non si integrano più con il contesto urbano è nata all’inizio per la cabina elettrica che si trova in pieno centro a Calenzano, in piazza Vittorio Veneto.

In questo caso il Comune ha affidato a un artista di grido, Clet, il poeta dei segnali stradali, e all’architetto Sandra Marraghini dell’Università di Firenze, un progetto artistico integrato con il verde verticale.

Ne è nato Fosco il boscaiolo, e il successo è stato tale da indurre il Comune a pensare anche a tutti le altre cabine elettriche malmesse e in stato di degrado.

L’idea di Ottone

Come sia nata l’idea di Ottone il soldatone lo spiega con semplicità il suo inventore.

«Il collegamento fra la cabina e il soldatone - racconta l’architetto Troccoli - è stato quasi immediato per me che conosco bene questo territorio. A Calenzano da trent’anni esiste un museo del soldatino e del figurino storico. Si trova nella parte più antica del paese, vicino a una delle due porte. La cabina elettrica di via Giusti è posta all’ingresso est al lato del ponte sul Chiosina e sembra proprio sia a guardia virtuale di quell’entrata. La sua forma a parallelepipedo, poi, si sposava bene con l’idea del soldatino storico».

Cosa meglio di un soldatone, quindi, per salutare i passanti e invitarli a visitare il museo? Non solo. Un soldatone che vesta in blu, rosso e oro, ovvero i colori dello stemma del Comune di Calenzano? Un paio di semplici intuizioni sono bastate a ottenere la vittoria.

Se a questo poi si aggiunge il fatto che Ottone il soldatone con la sua presenza imponente e colorata inviterà a vivere la città con un occhio più giocoso e diventerà certo un elemento di interesse e divertimento per i più piccoli, il gioco è fatto.

Adesso si tratta solo di realizzarlo. Per il corpo della cabina elettrica, che è alta 11 metri e larga 5, è sufficiente tamponare le finestre e tinteggiare la porta, visto che si tratta di una struttura ancora in attività. Per la testa (alta 2 metri) e le braccia serviranno delle gabbie metalliche da rivestire con alluminio o con i classici teli resistenti da cantiere.

Due soluzioni diverse pensate dagli architetti per rendere ancora più economica la messa in opera del progetto.

«L’impatto economico è relativo - spiega l’architetto Troccoli - e comunque il Comune può fare variazioni che abbattano ulteriormente il costo. Credo che alla fine a incidere di più saranno la manodopera e i ponteggi. Il disegno del corpo del soldatone ovviamente deve essere fatto da personale specializzato, ma anche nella cabina di Fosco il boscaiolo la parte bassa è stata tinteggiata con disegni, quindi non credo sia un problema individuare la ditta giusta».

Ottone il soldatone, insomma, la sua divisa l’avrebbe già trovata. Bisogna solo trovare qualcuno che gliela modelli addosso!