L'andamento dei prezzi e dei mercati nel 1996

Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 1997    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Ortaggi e frutta. Ci si è messa anche la divina provvidenza, nel '96, ad abbattere il tasso d'inflazione. Gli esperti dicono che si deve andare molto in là con gli anni per trovare un tempo così capriccioso. Prima le miti brezze primaverili, poi le stranezze di un autunno freddo al sud e caldo al nord hanno portato ad un gran surplus di produzione nel settore ortofrutticolo. Risultato: una diminuzione dei prezzi che, nei mesi centrali dell'anno, ha assunto l'aspetto di un vero e proprio crollo. E a riprova del fatto che è davvero tutto merito di madre natura, c'è da dire che in questo caso la deflazione non ha niente a che fare con una diminuzione dei consumi, anzi. La quantità di generi ortofrutticoli venduti è aumentata in un anno di circa il 2.5%.
Eccola quest'altalena dei prezzi. Sull'onda lunga del biennio '94/'95 (che ha fatto lievitare i prezzi del settore del 18%), i primi mesi del '96 avevano visto una corsa al rialzo dei beni ortofrutticoli di quasi il 10%. Il ridimensionamento è cominciato da maggio-giugno (+1%) e il crollo a luglio-agosto (-12.8%). In autunno, poi, il naturale, stagionale aumento dei prezzi è rimasto decisamente sotto il tetto dell'1%.
Carne. La fettina di vitello, quella che ha dominato l'infanzia dei nati nel boom economico (e anche più in là), sta perdendo peso nella dieta degli italiani. L'effetto 'mucca pazza' è stato inesorabile, i consumi di carne di vitello sono crollati: si calcola che nel momento più critico almeno 6 famiglie su 10 abbiano smesso di mangiare carne. Un po' diverso l'effetto su Coop. Nel 1996 la vendita di carne bovina si è chiusa addirittura con un segno positivo (+2.5%). Il segreto? Prima di tutto il consumatore si è fidato della qualità e del marchio 'Coop - prodotto con amore'. E poi la strategia di marketing messa in atto nel momento di massima crisi, quando i consumi di vitellone sono crollati del 30%. La risposta è stata quella di una diminuzione generalizzata del listino carni e il blocco dei prezzi delle carni alternative (suino, pollo e tacchino) che in quei momenti subivano aumenti speculativi. I prezzi di tutto il settore carni sono diminuiti del 6%, nel '96, e sono cresciuti in misura consistente i consumi di carne di suino (+16%), di pollo, coniglio e tacchino (+10%).
Pesce. Sarà stato l'effetto 'mucca pazza', sarà che i consumatori cominciano ormai a familiarizzare con le diverse varietà, ma le vendite di pesce sono aumentate, nel 1996, del 16%. I prezzi, invece, sono cresciuti molto poco (+2%), rimanendo al di sotto del tasso medio annuo di inflazione. Certo, aumento del consumo e diminuzione del costo del pesce sono ormai tendenze quasi decennali. Qualcuno ricorda quanto costava l'orata alla fine degli anni '80? Circa 40.000 lire al chilo, contro le 25.000 di oggi. E il salmone? Otto anni fa 20.000 lire al chilo, oggi 11.500. Il fatto è che l'offerta si è organizzata. Sempre più allevamenti ittici e presenza più capillare nei punti vendita. Il pesce fresco si trova ormai tutti i giorni e non solo il martedì e il venerdì.
Pasta. L'hanno chiamato il 'grande evento' (naturalmente in inglese 'big event', per dargli importanza). Gli esperti di marketing sono ancora lì a chiedersi se sia un colpo di genio o follia. Per i consumatori si è trattato più semplicemente della prima prova tangibile che il Mercato, allora, esiste davvero. Stiamo parlando della decisione di Barilla di tagliare i prezzi di listino dal 5% al 30%. Il problema era che i cosiddetti 'primi prezzi', negli ultimi tre anni, avevano fatto perdere addirittura il 30% di valore alla pasta. E allora, la guerra è guerra. Dopo l'annuncio tutto il mercato ha un po' vacillato, poi il risultato. Due fasce differenziate di prodotti: quella alta (De Cecco, Barilla Oro, Voiello), con prezzi adeguati, e quella di uso più quotidiano. Non sarà tutta la stessa pasta, ma chi ci ha guadagnato, questa volta, è stato il consumatore. Secondo i dati Nielsen le vendite nel '96 sono cresciute in quantità e diminuite di valore. In Coop il calo dei prezzi è stato del 6%.

E' ora di...
Consigli per gli acquisti
Arance: è il periodo migliore per comprarle, sia per la qualità che per i prezzi. E' il tripudio della produzione nazionale: c'è il navel, il tarocco e il moro. In mezzo a tutta questa abbondanza, alla Coop ci sarà la vendita promozionale, dal 31 gennaio a metà febbraio, di agrumi 'prodotti con amore', senza trattamenti e con uso limitato e guidato di sostanze chimiche nella coltivazione. In aggiunta, si riproporranno le maxi confezioni di tarocchi e clementini in casse da 8 chili a prezzo superconveniente.
Pizza surgelata: qui non si tratta, come è ovvio, di convenienza stagionale, ma di condizioni ottimali di mercato. Nel 1996 la pizza è esplosa. Le vendite sono addirittura raddoppiate. I suoi pregi li sanno tutti: fa parte della dieta mediterranea, è conveniente, gustosa e di facile conservazione, costa appena 2.000 lire (e nel '97 non ci saranno aumenti). Non basta? Allora ecco un 3X2, in questo periodo alla Coop.
Branzini, gallinelle: è il momento buono per queste varietà di pesce. Generalmente vengono importati dagli allevamenti greci, ma in questo periodo si pescano anche nei nostri mari. Tempo permettendo, naturalmente. Perchè i pescatori sopportano tutto: pioggia, freddo, nebbia, ma il vento proprio no. E se le condizioni atmosferiche sono avverse non ci sono storie: è fermo pesca. Comunque sia, fino agli inizi di gennaio i branzini sono in offerta nei negozi Coop.