L'importanza del "giusto peso": né troppo magri, né troppo grassi

Scritto da Francesco Morelli |    Settembre 2000    |    Pag.

Specialista in scienza dell'alimentazione e dietetica

L'osteoporosi rappresenta oggi la malattia metabolica dell'apparato scheletrico più diffusa.
Da un
Ossa a posto
punto di vista biologico - e in sintesi - si può dire che è causata da una diminuzione globale del tessuto osseo (ossia, come dicono gli inglesi, "too little bone", cioè troppo poco osso).
Se è vero che l'osteoporosi si manifesta lentamente nel tempo, diventando malattia nella donna dopo la menopausa e nell'uomo in età senile, è anche vero però che questa malattia è la principale causa di fratture, spontanee e non, del distretto femorale e vertebrale.
E' dunque evidente che gli sforzi della terapia medica dovrebbero avere per obiettivo sia la conservazione della massa ossea che della massa muscolare, quest'ultima vera e propria protezione per l'apparato scheletrico. Ma anche il tessuto adiposo, o "grasso" che dir si voglia, ha la sua importanza. Quanto deve pesare un paziente affetto da osteoporosi per non aggravare la sua malattia? Alla luce di quanto detto finora e, come prima intuizione, istintivamente verrebbe da pensare che essere magri potrebbe aiutare a ridurre, a causa del diminuito carico ponderale, il numero delle fratture.
Tuttavia, almeno secondo le ultime ricerche e il mio personale parere, l'essere troppo "magri" è sicuramente svantaggioso, e per più di un motivo: una perdita di peso eccessiva sembra che riduca la produzione extraovarica di estrogeni, ormoni, quest'ultimi, importantissimi per l'assorbimento del calcio; una certa quantità di grasso in più, specie in certe sedi (bacino, cosce, ecc.) potrebbe funzionare da "ammortizzatore" in caso di caduta accidentale; troppo spesso le diete dimagranti, specie se drastiche e non prescritte da un medico esperto, possono far perdere, oltre al grasso, anche tessuto muscolare e massa ossea. Ma allora, qual è il peso giusto?
Il mio consiglio è di fare riferimento al cosiddetto Bmi (Body mass index o Indice di massa corporea) che altro non è che un semplice rapporto fra il peso diviso per l'altezza al quadrato.
Questo indice dovrebbe essere, almeno secondo le ultime ricerche, compreso fra 25-28. Infatti è ormai dimostrato che un Bmi minore di 22-24 espone maggiormente al rischio di osteoporosi, mentre un Bmi maggiore di 28-30 espone il paziente ad immobilità, artrosi e predisposizione alle cadute.