Le acidofile decorano i nostri giardini e terrazze, ma mai in pieno sole

Scritto da Càrola Ciotti |    Aprile 2017    |    Pag. 40, 41

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Azalee  in fiore

Azalee - Foto F. Magonio

Fiori e piante

Tra le moltissime piante ornamentali disponibili sul mercato, le cosiddette acidofile presentano aspetti interessanti e meritevoli di attenzione: imparare a conoscerli, significa poi essere in grado di scegliere le varietà più adatte al nostro spazio e ai nostri gusti. Affrontiamo l’argomento, affidandoci alla guida di Rita Paoli, una vera esperta di ortensie e affini. Fiorentina, dottore in Scienze Forestali, ha dedicato la sua vita al florovivaismo fondando nel 1989 il Vivaio Paoli Borgioli, azienda specializzata nella produzione di ortensie e piante insolite. Oltre a impegnarsi in quest’attività, dedica il suo tempo a organizzare eventi in ambito "verde" e a gestire la vendita on-line per conto di aziende del settore, collaborando con colleghi che volentieri si affidano a lei per la sua grande esperienza e passione. «Le piante acidofile sono così denominate – spiega Rita – per la caratteristica che le accomuna: hanno tutte necessità di vivere in un substrato con un ph acido (inferiore cioè a 6,5), altrimenti rischiano di ammalarsi e deperire. Sono specie d’origine montana, abituate a terreni con caratteristiche peculiari; in linea generale, quasi tutte le acidofile amano le zone ombrose e le irrigazioni abbondanti». Molte sono le piante che appartengono a questa categoria: oltre alle ornamentali più note, come ortensie e azalee, troviamo anche arbusti, tra cui il corbezzolo, o alberi quali il castagno e la betulla.

In fiore dalla primavera all’estate

«Coltivare ortensie in piena terra significa poter disporre di notevole spazio – sottolinea Rita – ed è fondamentale scegliere una posizione dove la pianta possa svilupparsi nel suo massimo splendore. Si scava una buca profonda e larga circa quaranta centimetri e si aggiunge una manciata di cornunghia o fertilizzante speciale per ortensie. Si ricopre questa base con uno strato di terra e si colloca al centro l'ortensia, finendo di riempire la buca». In Toscana, le varietà di ortensie più idonee alla coltivazione in piena terra sono le Quercifolia e le Paniculata, lungo la fascia costiera e in pianura, e le classiche Macrofilla nelle aree appenniniche. Quest’ultime si adattano benissimo anche alla coltivazione in vaso. Un'altra varietà piuttosto originale, anch’essa adatta a vivere in contenitore, è l’Involucrata; richiede ombra assoluta, ha un portamento compatto e regala fioriture tardive - da fine agosto - con infiorescenze bianche e violette. «Il modo migliore per annaffiare le nostre ortensie in piena terra – suggerisce la Paoli – è quello di bagnare il terreno intorno alla pianta, magari scavando una piccola conca così da non disperdere l'acqua. È bene irrigare al mattino, regola che vale sia per gli esemplari in piena terra che per quelli in vaso (attenzione, però: il vaso è un ambiente ristretto e il terreno si può asciugare molto velocemente). Non dimentichiamoci di assicurare il giusto drenaggio, e di eseguire una pacciamatura per mantenere il terreno più fresco». Per concimare le nostre ortensie in vaso, esistono concimi specifici che Rita consiglia di usare anche a cadenza settimanale, durante la fioritura; le ortensie in piena terra hanno bisogno di meno nutrimento: sarà sufficiente un apporto di stallatico, un paio di volte l’anno.

Evitare l’acqua del rubinetto

Le azalee sono piante fantastiche, che a primavera, periodo in cui raggiungono il massimo splendore, sono capaci di produrre fioriture tanto ricche da coprire il fogliame. Si coltivano facilmente in piena terra e raggiungono un'altezza massima di circa novanta centimetri. Per interrarla non è necessario scavare una buca troppo profonda, poiché l'azalea ha un apparato radicale piuttosto superficiale. Per la coltivazione in vaso occorre usare un substrato soffice, ben areato e soprattutto privo di calcare. «Per irrigare le azalee – consiglia Rita – l’ideale è l’acqua piovana o comunque non calcarea, per evitare l'ingiallimento e la caduta delle foglie. Gli esemplari in vaso si trapiantano quando le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. Una volta sfiorita, si avrà cura di rimuovere i fiori, asportando anche il peduncolo, così da evitare alla pianta la fatica di produrre i semi».

Profumatissime, ma delicate

Parlando di acidofile, non possiamo non nominare le gardenie, che sono in questo gruppo le piante più belle ed eleganti. Sono cespugli sempreverdi con foglie coriacee verdi scure e brillanti, apprezzate moltissimo anche per il profumo delicato dei loro appariscenti fiori, bianchi o color giallo paglierino, semplici o doppi. «Le gardenie hanno una crescita lenta e si adattano molto bene a essere coltivate in vaso. Hanno bisogno di una posizione fresca e ombreggiata, come le altre acidofile, e di un terreno a ph 6, morbido e ricco di sostanza organica. Occorre irrigare regolarmente la pianta dalla primavera all'autunno – consiglia Rita –, mantenendo il terreno sempre umido; in inverno, invece, si diradano le irrigazioni facendo molta attenzione a non far ristagnare l'acqua. È buona pratica aggiungere del fertilizzante liquido – specifico per acidofile – una volta al mese, durante la fioritura; dopo il periodo freddo, si nutrono invece con stallatico». Una volta sfiorita, s’interviene con una cauta potatura, accorciando i rami più sviluppati; in estate, si consiglia di cimare la pianta per favorire il suo infoltimento. Se scegliamo una Gardenia Jasminoide o una Grandiflora – tra le più note –, dobbiamo sapere che in inverno è necessario il ricovero in serra fredda, o comunque in luogo che non scenda sottozero, ma possiamo tenerle anche in casa, in un punto luminoso.

L’intervistata è Rita Paoli, vivaista e progettista spazi verdi

 ritapaoli@tiscali.it

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