La nuova campagna "Acqua per la pace" di Coop in Angola, Burkina Faso e Palestina

Oro blu
Il 2003 è stato proclamato
dalle Nazioni Unite l'anno internazionale dell'acqua. Un invito a riflettere - ma anche ad agire - sulla gestione di una risorsa preziosa, della quale oltre il 40 per cento della popolazione mondiale non può ancora disporre. Sono un miliardo e mezzo le persone, nel mondo, che non hanno accesso all'acqua potabile e sono costrette a bere acqua sporca, inquinata. Molte malattie mortali nei paesi in via di sviluppo hanno origine proprio da lì, e le vittime principali sono soprattutto i bambini. A loro si rivolge la nuova iniziativa di solidarietà "Acqua per la pace", promossa da Coop per portare acqua potabile nelle scuole dei paesi del sud del mondo. Un impegno già iniziato lo scorso anno con la campagna "Salva un bambino" e che adesso prosegue con questo progetto.

La campagna di Coop "Acqua per la pace" è condotta in collaborazione con grandi istituzioni internazionali: Green Cross (fondata e presieduta da Mikhail Gorbaciov), Unicef, Gvc e Ucodep. Saranno realizzati progetti in Angola, Burkina Faso e Palestina, a favore di 17 mila bambini delle scuole primarie e secondarie, ma anche delle stesse comunità dei territori di intervento. Ogni progetto, inoltre, prevede un'attività d'informazione e sensibilizzazione sull'utilizzo razionale dell'acqua e sulle pratiche igieniche.
Coop si impegna concretamente a versare fondi per 1 milione di euro e mette a disposizione la sua organizzazione affinché i fondi raggiungano i destinatari, senza intermediazioni a rischio.

L'acqua comincia a non bastare più in alcuni paesi sviluppati (ne sappiamo qualcosa anche noi in Italia, dove la siccità è un problema che ci riguarda sempre più da vicino) ed immense aree dell'Asia, del Medio Oriente e dell'Africa - dove già si vive ai limiti della sopravvivenza - sono addirittura a rischio desertificazione. Gli esperti stimano che con gli attuali modelli di consumo - e l'Italia è il paese europeo che consuma più acqua in assoluto, circa 200 litri pro capite al giorno, quattro volte i 50 litri indicati dall'Organizzazione mondiale della Sanità come il fabbisogno medio per garantire igiene e salute - entro il 2025 sulla terra due persone su tre non avranno acqua a sufficienza. L'"oro blu" sarà sempre più causa scatenante di conflitti internazionali. L'ultimo vertice sulla terra di Johannesburg è stato incentrato proprio sul problema dell'approvvigionamento idrico, partendo dalla necessità di riaffermare dei diritti che sembrano dimenticati. L'acqua è un bene comune, e nessuno può usarla come strumento d'oppressione, di esclusione, di ricatto per lo sviluppo delle comunità e delle economie.