Non è solo un parco, ma un vero e proprio museo naturale, tra Porta Tufi e Porta San Marco

Scritto da Càrola Ciotti |    Febbraio 2007    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

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Ha appena festeggiato i suoi 150 anni, l'Orto Botanico dell'Università di Siena. Questo grande museo naturale, ricco di piante e alberi d'ogni specie - che qui vivono in perfetta armonia - vanta una lunga storia. Anticamente situato sul retro dello Spedale Santa Maria della Scala, fu inaugurato nel 1588, contemporaneamente all'istituzione della cattedra di "Lettere dei semplici": per questo motivo, all'epoca, fu denominato Orto e Giardino dei Semplici. Nel 1856 fu trasferito nell'attuale sede, tra Porta Tufi e Porta San Marco, a sud della città. Ed è infatti dalla bella Porta Tufi, ancora oggi ben conservata, che percorrendo via Mattioli si raggiunge l'ingresso del giardino. L'Orto si estende su una zona pianeggiante - dove sono collocate, oggi come allora, alcune aiuole d'erbe officinali - e su un terreno in pendenza, coperto da un boschetto e percorso da vialetti e scalinate sullo stile dei parchi tipici delle ville ottocentesche. Nel 1875 fu eretta la prima serra, costruita in ferro e vetri colorati, per accogliere le piante originarie delle foreste pluviali. Questo è forse il luogo più suggestivo dell'Orto Botanico: all'interno, la temperatura di circa 20 gradi e l'umidità altissima favoriscono la vita di papiri, orchidee, piante insettivore, felci epifite (che utilizzano cioè altre piante come supporto per la loro crescita), stelle di Natale e molte altre ancora. Nel 1910 fu costruita, nella parte alta dell'Orto, una villetta a due piani per ospitare la sede del Reale Istituto e Orto Botanico, fondato in quegli anni sotto la direzione di Biagio Longo. Attualmente la villetta è inserita in un edificio moderno che ospita i laboratori e gli uffici, e al cui interno è custodito l'Erbario, altro patrimonio del Dipartimento di Scienze ambientali "G. Sarfatti" dell'Università di Siena, di cui l'Orto Botanico fa parte.

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In tempi più recenti, nel 1964,
con l'acquisto e l'annessione del terreno che, attraverso una valle, si estende fino alle mura della città, il giardino ha raggiunto la superficie attuale di due ettari e mezzo, interamente aperti al pubblico. Nel 1977 si realizzò la grande serra - ampliata negli anni '90 - di 350 metri quadri, denominata "tepidario", dove si possono ammirare sia piante esotiche sia piante tipiche di ambienti desertici, che qui si sono perfettamente ambientate. Vi sono esemplari di ficus - ormai giganteschi - che rendono l'atmosfera della serra vibrante di vita; un gran numero di piante succulente (quelle cioè che noi chiamiamo comunemente "grasse") sono poste in piena terra: accanto a quelle rare, o curiose, ognuno riconoscerà specie che ormai sono comuni in molti giardini e terrazzi privati ma delle quali, magari, s'ignora il nome! Date un'occhiata a quelle piccole piante, custodite in fondo alla serra, che sembrano pietre e sassi colorati: sono originarie del Sud Africa ed hanno un aspetto davvero singolare. Sono i cosiddetti "sassi viventi".

La visita all'Orto Botanico di Siena è certamente un'ottima occasione per passeggiare in uno splendido e curato parco (sono ben otto i giardinieri che si prendono cura di questo grande spazio verde) oppure può trasformarsi in un'esperienza di tipo didattico e culturale se scegliamo la visita guidata, prenotabile presso la segreteria dell'Orto Botanico. Le visite si possono svolgere durante tutto l'arco dell'anno, ma per ammirare alcune specie in particolare e godere pienamente tutte le piante e gli alberi che sono qui custoditi, si consiglia di attendere la primavera, quando anche il frutteto raggiunge il suo massimo splendore. Da questo momento in poi molte piante che passano l'inverno al riparo sono trasferite all'esterno e collocate lungo i viali del giardino: si potranno così ammirare il viale delle Camelie, degli Agrumi o dei Gerani.

L'Orto è suddiviso sulla base delle diverse fasce altitudinali. In ogni settore sono presenti alcune specie tipiche di quelle zone: leccio, sughera e corbezzolo - alberi sempreverdi - nella fascia costiera; cerro, roverella, nocciolo, pero e melo selvatico in quella collinare; nella fascia montana convivono conifere, faggio e castagno. Il fondovalle dell'Orto è costituito dal "podere", dove si ripropone la tipica struttura d'area agricola, caratteristica delle valli poste all'interno delle mura cittadine. Siena, infatti, è una città dove la campagna è presente anche nell'ambiente urbano: molti sono gli orti, i giardini e i terreni coltivati all'interno della cinta muraria.
Nel "podere" sono coltivate molte specie di alberi da frutto - alcune antiche, oggetto di studi - e varie cultivar di olivo. Sono presenti anche filari di vitigni tipici del Chianti. Tra le molte, importanti, testimonianze architettoniche presenti all'interno dell'Orto, troviamo, nella zona del "podere", una fonte in muratura, di cui già si parla nel più antico Statuto del Comune di Siena, datato 1231, nota come Fonte dell'Orto, o del Pino.

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I PROGETTI
Orchidee toscane

L'Orto Botanico è, in primis, luogo di scienza e di ricerca, quindi le sue finalità vanno ben oltre il mantenimento e la cura del giardino e delle piante. Nelle serre si compiono esperimenti; nelle acque del laghetto è in corso un importante progetto che mira a recuperare, e quindi reinserire nell'ambiente, specie idrofite a rischio d'estinzione, come alcune varietà di ninfee originarie della nostra regione, che stavano scomparendo. Particolare attenzione è stata dedicata alla cura delle orchidee spontanee che crescono in Toscana: hanno fiori piccoli, graziosi - anche se non molto appariscenti - e vivono sia nei boschi che nelle campagne. All'Orto se ne possono ammirare ben 25 specie diverse! Questo l'orario di apertura: da lunedì a venerdì 8-12.30 e 14.30-17.30, sabato 8-12, domenica e festivi chiuso. Ingresso gratuito. Visite guidate/itinerari tematici (su prenotazione) della durata di un'ora e mezzo circa per scuole e gruppi turistici. Numero massimo 20 persone (si può prenotare anche sul sito).


Info: Orto Botanico di Siena, via Mattioli 4, tel. 0577235407, www.passus.it