Una malattia sociale che affligge tutti prima o poi nella vita

Scritto da Alma Valente |    Luglio 2011    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Con le variazioni delle stagioni, l'esposizione all'umidità, un incremento dell'attività fisica o uno sforzo inadeguato, si può presentare il così detto "mal di schiena" che può anche essere molto doloroso e compromettere seriamente l'attività di una persona. Studi internazionali, come ad esempio quello svedese del "Progetto Salute Nazionale", hanno stimato che la cosiddetta lombalgia, cioè un dolore spesso acuto che interessa la parte bassa della schiena, è un problema assai comune per il 51% dei soggetti che fanno un lavoro leggero (come impiegati e professionisti), mentre può arrivare al 64% in individui che svolgono attività più pesanti. Ma la cosa più curiosa è che a soffrirne sono proprio le persone più giovani. Per quanto riguarda il nostro Paese poi, sempre secondo le statistiche, sembra che siano ben quattro milioni gli individui che si rivolgono al medico per questo problema. Dunque, a quanto sembra, una vera e propria malattia sociale che, anche se in un arco ristretto della vita, può affliggere tutti. Ma veniamo al dunque con l'ausilio del professor Marco Matucci Cerinic, ordinario di Medicina interna e reumatologo.

Quali sono le principali cause del mal di schiena?
«Innanzi tutto sono da riconoscere quelle meccaniche (peso eccessivo, ernie discali, malattie delle ossa ed artrosi) e quelle infiammatorie, (spondilite e spondiloartriti)».

Tutto ciò implica un dolore che può variare, dal fastidio alla bassa schiena ad un dolore acuto che può irradiarsi dalla coscia sino al polpaccio. Cosa deve fare un paziente quando questo si manifesta in modo acuto?
«Innanzi tutto consultare il medico - prosegue Matucci Cerinic - e se le terapie prescritte non portano alla risoluzione del problema, approfondire le indagini, per determinare la causa precisa del mal di schiena».

Questa condizione nel tempo può diventare cronica?
«Purtroppo sì, e per questa ragione è necessario identificare la causa per poter prescrivere la terapia migliore e più adatta per risolvere la lombalgia».

Quali sono le soluzioni che la medicina ci offre per questo problema doloroso ed in alcuni casi addirittura invalidante?
«I rimedi dipendono essenzialmente dalla causa, per i problemi meccanici possono essere utilizzati farmaci analgesici, antiinfiammatori o cortisonici per controllare il dolore, ed i miorilassanti sono molto importanti per controllare le contratture dei muscoli della schiena. Nelle malattie infiammatorie invece oltre agli antiinfiammatori è necessario prendere in considerazione le terapie biologiche per impedire l'evoluzione della malattia. Vi sono anche casi nei quali, soprattutto le ernie, è necessario l'intervento del chirurgo per liberare le radici nervose compresse dall'ernia. In tutti i casi è fondamentale la riabilitazione del paziente».

Una volta passata la fase acuta, esistono degli esercizi che il paziente può fare, anche a casa, per prevenire le ricadute?
«La guarigione dal dolore non deve trarre in inganno: qualunque sia la causa, il mal di schiena purtroppo può tornare! Per questo è importante, partendo dal lavoro sulla postura, poter modificare il proprio stile di vita. Sarà cura del fisioterapista redigere una scheda personalizzata, con esercizi specifici finalizzati alla protezione della colonna, e con alcuni pratici suggerimenti su come compiere in modo corretto le azioni della vita quotidiana, come ad esempio imparare a flettere le ginocchia mentre ci si appresta a sollevare un peso o apprendere quale sia la posizione migliore per una corretta seduta. Concludo ricordando che il mal di schiena non invalida permanentemente; controllare il proprio dolore ci aiuterà a comprendere meglio le regole comportamentali da adottare per migliorare il proprio stile di vita».

Mal di schiena - La parola al fisioterapista

E a proposito di riabilitazione ecco il parere di Massimo Gianfortuna, fisioterapista e preparatore atletico, per risolvere il problema del mal di schiena. «Cura e prevenzione sono gli obiettivi del progetto fisioterapico; nel primo caso si provvederà all'eliminazione del dolore e al ripristino della corretta postura e del naturale movimento della persona; nel secondo caso la prevenzione riguarderà l'eliminazione di tutti quei fattori di rischio presenti nella comparsa o ricomparsa del mal di schiena. Il trattamento prevede differenti tecniche riabilitative: quelle fisiche, indicate principalmente per il controllo e la diminuzione del dolore, e quelle manuali, specifiche per problematiche muscolo-scheletriche, e poi quelle chinesiterapiche che impiegano esercizi di attivazione muscolare, in relazione al dolore, attraverso semplici movimenti diretti alla mobilizzazione di singole parti del corpo o del suo insieme, al fine di una rieducazione funzionale e motoria».

L'intervistato (nella foto in alto a destra) è il professor Marco Matucci Cerinic, ordinario di Medicina interna e reumatologo.

(illustrazione di Lido Contemori)