La salute degli occhi, prima di tutto. E poi via libera alla moda

Scritto da Laura D'Ettole |    Luglio 2000    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Occhio al sole
Si indossano come un vestito, seguono i capricci del costume e cambiano come gli stati d'animo. Ma gli occhiali da sole, in realtà, rappresentano uno schermo sempre più importante per proteggerci dai danni da esposizione ultravioletta, sia dell'occhio che della pelle che lo circonda. Soprattutto adesso che un ricercatore americano, Richard Young, in quella che ha definito la più grande scoperta del XX° secolo sulla salute degli occhi, ci dice che molte malattie oculari, come la cataratta e altre ancora, traggono inequivocabilmente origine dalla luce solare.
Quest'anno, in qualche misura, la moda sembra venire incontro ai pareri di alcuni dermatologi che li vogliono grandi, avvolgenti, in grado di coprire ampie superfici cutanee. E dunque paiono fatti apposta quei quadratoni anni '70 e quei modelli in cui fra stanghe laterali, montature e lenti, non sembra esserci inizio né fine. Fortunatamente è molto facile prevenire le brutali aggressioni delle radiazioni ultraviolette alla salute della nostra vista, semplicemente usando il tipo giusto di occhiali da sole. Gli specialisti consigliano di iniziare a usare occhiali da sole protettivi in giovane età, e di continuare poi per tutta la vita.
Quali occhiali scegliere allora? Qui la parola passa ai produttori e ai certificatori di qualità.
"La prima cosa da fare quando si vuole acquistare un paio di occhiali da sole è verificare che ci sia il marchio CE stampigliato in modo indelebile, e che siano accompagnati da una nota informativa", dice Lucia Tonini, responsabile marketing e qualità di Certottica, il consorzio fra enti pubblici e aziende private per la certificazione dei prodotti ottici, unico in Italia e in Europa, che ha sede a Longarone.
Sul mercato mondiale stanno infatti dilagando prodotti di paternità cinese, a prezzi risibili, che non offrono alcuna garanzia di sicurezza.
Il marchio CE documenta che l'occhiale risponde ai requisiti essenziali di qualità e sicurezza previsti dalle direttive europee su questa materia. In particolare deve assolvere a certi criteri di robustezza, infiammabilità, trasmissione e rifrazione della luce.
Ma il marchio CE in sé non elimina le differenze anche sostanziali che possono esistere fra un occhiale e l'altro. Per questo è importante controllare sempre la nota tecnica informativa, che deve contenere fra l'altro l'indicazione del grado di protezione dai raggi ultravioletti. Gli scienziati consigliano l'uso di occhiali da sole che assorbano il 100% di radiazioni ultraviolette e fino al 96% di quelle violette-azzurre.
Ma bisogna comunque fare attenzione, prosegue la dottoressa Tonini, "perché ci sono alcuni occhiali in commercio che hanno dei filtri molto scuri, o coloratissimi, in cui la capacità di distinguere i colori viene fortemente ridimensionata, e dunque non possono essere usati ad esempio durante la guida su strada". E questa, naturalmente, è una caratteristica che deve essere obbligatoriamente segnalata nella nota informativa allegata.
In sostanza, i criteri che il consumatore deve tenere presenti per orientarsi sul mercato, secondo Certottica, sono questi: "non spendere troppo poco; controllare il marchio CE; guardare alla sostanza più che alla griffe; farsi consigliare dall'ottico". Dopo di che si possono comprare occhiali da sole tigrati, bianchi, neri, trasparenti o dai colori accesi. Perché a questo punto la parola può essere finalmente restituita alla moda.