Allevamento in mare aperto, nella punta estrema della Sicilia

Scritto da Francesco Giannoni |    Marzo 2010    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

La scenografia non potrebbe essere migliore: siamo in Sicilia, in provincia di Siracusa, a Pachino. Questo paese non solo produce una delle qualità più celebri di pomodoro, quello mitico, a grappolo, piccolo e saporito, ma ha anche la fortuna di trovarsi vicino a uno dei mari più puliti d'Italia. Di fronte alla costa fra Pachino e Portopalo di Capo Passero, a 12 miglia marine al largo, c'è un allevamento di orate, uno dei pesci più sani, gustosi e nutrienti.

Di proprietà di Acqua azzurra spa, l'allevamento è situato in una zona di preriserva marina, a 3-4 miglia dalla riserva di Vendicari, (quindi niente industrie nelle vicinanze) a una profondità di 30-40 metri. Le correnti marine sono forti, e garantiscono un costante ricambio d'acqua con elevati standard di sicurezza, igiene e salubrità.

È uno dei pochissimi impianti a filiera completa: dall'uovo al pesce a taglia (350 grammi). L'alimentazione delle orate è curata fino dalle prime fasi di vita; dallo "svezzamento" in poi, i pesci cominciano a essere nutriti con mangimi composti solo da farine e derivati di pesce, derivati vegetali e integratori alimentari, secondo il capitolato di Coop Italia, i cui tecnici controllano periodicamente tutte le fasi della coltura.

Inoltre, Acqua azzurra Spa segue il "Codice di buona pratica di allevamento in acquacoltura" dell'Associazione piscicoltori italiani, assicurando così pulizia e sanità dell'impianto, ecocompatibilità dei vari settori produttivi, alimentazione controllata, sicurezza alimentare del prodotto e tracciabilità del prodotto finito.

Il pesce viene pescato in mare, è posto in contenitori con acqua e ghiaccio, a una temperatura che non deve superare i 4°C per non alterare le sue proprietà organolettiche; quindi è subito portato al reparto confezione (ove viene applicato il sigillo Coop, a garanzia di provenienza e rintracciabilità) e riposto in cassette termiche; dopo di che raggiunge i vari centri distributivi di Coop Italia. Tutto in 24 ore. Per averlo più fresco bisogna andarselo a pescare...

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La freschezza del pesce si riconosce dalla lucentezza delle squame, dalle branchie rosate, dall'occhio leggermente sporgente e trasparente e dalla carne elastica e soda


Fotografia di Carlo Valentini


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