Da vista, da sole, gli occhiali sono oggi più che mai sulla cresta dell’onda

Scritto da Alma Valente |    Giugno 2012    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Nei vecchi film americani, quando una segretaria o una improbabile fidanzata, apparentemente bruttina ed impacciata, magari in situazioni "speciali", si scioglieva i capelli ed il "lui" del momento, con garbo, le toglieva gli occhiali era subito amore. Ma chi ha inventato gli occhiali? Secondo Donatella Lippi, professoressa di Storia della medicina, «è una delle grandi dispute tra gli esperti del settore, comunque nel ‘300, gli occhiali erano già stati inventati, dal momento che a Venezia si proibiva di vendere vetro non colorato come cristallo, citando lenti da ingrandimento e lenti da vista».
E prima degli occhiali? «Già nel III sec. a.C., la conoscenza dei principali difetti visivi era oggetto di riflessione, affermandosi la condizione necessaria per l'uso ottico del vetro. Non è un caso che, secondo varie testimonianze, Nerone ammirasse gli spettacoli nel circo, attraverso uno smeraldo, che "ristora la vista ...e a vederli da lontano sembrano più grandi perché colpiscono coi loro riflessi l'aria circostante, sono concavi e accorciano il fuoco della vista...". Anche Seneca enumerava gli usi scientifici del vetro: lo stesso cristallo, fatto di acqua, ingrandisce le immagini».

Solo molti secoli dopo, grazie alle scoperte anatomiche, alla mediazione degli Arabi e alla riflessione di Kepler e Descartes, si realizzò la sintesi che permise di fornire una spiegazione corretta del fenomeno della visione, aprendo la strada agli ausili correttivi.
Bisogna però arrivare ai primi del ‘700 per avere un paio di occhiali con le stanghette, a opera dell'ottico londinese Edward Scarlett che riuscì a sostenerli sul naso, evitando problemi per le orecchie, con relativo mal di testa.

Vederci alla moda
Al giorno d'oggi gli occhiali, sia da vista che da sole, sono diventati un vero e proprio must (nel linguaggio mondano, è ciò che si deve assolutamente fare, indossare, vedere, comprare per essere alla moda), che passa dal vintage, alle grandi griffe, con un prezzo che può variare dai 150 ai 1000 euro ed oltre; e tutto ciò per moda.
Ma, per fare chiarezza quando un oggetto può definirsi vintage? Quando per qualità e valore è stato realizzato almeno vent'anni fa. Insomma supporti per piacersi e per piacere che sul mercato hanno uno spazio enorme; infatti, secondo i dati della Camera di commercio di Milano, l'export degli occhiali da sole made in Italy nel 2011 è cresciuto, nonostante la crisi, rispetto all'anno precedente del 19,2%. I più appassionati sembrano essere americani, francesi e spagnoli.

È comunque il Veneto la regina del settore occhialeria con il 55,3% delle imprese attive. Se gli occhiali da sole diventano un fenomeno di moda, è verosimile pensare che vi sia una crescente tendenza a cambiare i modelli abbastanza frequentemente. Visti i costi, le persone che hanno bisogno di lenti corrette, dovrebbero spendere delle cifre ancor superiori per permettersi il "lusso" di cambiare modello.
Per superare questo problema, sono sempre di più le persone che usano le lenti a contatto per correggere il difetto refrattivo, indossando occhiali da sole privi di correzione. Ma per fare questa scelta occorre essere ben istruiti sulla gestione delle lenti a contatto.
Sentiamo cosa ci dicono Marco e Massimo Galanti, ottici-optometristi-contattologi.
«Le lenti a contatto più in uso, sono quelle morbide: grazie al loro confort e praticità ne esistono di vari tipi, a seconda della durata. Esistono quelle annuali, che possono essere sostituite anche semestralmente, oppure trimestrali, mensili, quindicinali o giornaliere. Possiamo dire che quelle annuali sono ormai sempre più in disuso, per motivi di pulizia e igiene, e quindi le più usate attualmente sono le mensili o giornaliere. Con quelle mensili si riesce a compensare quasi tutti i tipi di difetto di vista: miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, cioè per necessità di lettura, associata ad eventuali difetti visivi per lontano.
Ultimamente disponibili anche per presbiopia associata ad astigmatismo, e non più solo a miopia o ipermetropia. Esiste quindi una varietà di scelta che riesce a dare risposte a coloro che hanno le varie combinazione di disturbi visivi, e pertanto vanno personalizzate
».

Gli intervistati: Donatella Lippi, professoressa di Storia della medicina;
Marco e Massimo Galanti, ottici-optometristi-contattologi

Lenti a contatto
Occhio all'igiene
Prima di applicare delle lenti a contatto si consiglia sempre una visita oculistica che accerti l'assenza di controindicazioni all'uso, che possono derivare da patologie dei bordi delle palpebre o nei casi in cui si riscontri un'alterazione del film lacrimale, cioè quando l'occhio è troppo asciutto. Occorre anche prestare molta cautela in caso di congiuntiviti, incluse quelle allergiche e stagionali. Molta attenzione è fondamentale anche all'ambiente di lavoro, dove c'è polvere, fumo o altri agenti irritativi. L'igiene è fondamentale: passa dalla pulizia delle mani prima di applicare le lenti e prima di rimuoverle, fino alla pulizia delle medesime con soluzioni dedicate e alla loro sterilizzazione.

(Illustrazione a cura di Lido Contemori)