La raccolta differenziata al super e all'iper

Scritto da Silvia Boschero |    Gennaio 1999    |    Pag.

Obiettivo: discarica zero
La riduzione delle quantità di rifiuti, la raccolta differenziata, la selezione, il recupero e il risparmio di energia sono argomenti che toccano la vita quotidiana di ogni singolo cittadino ma anche la gestione delle imprese.
Un futuro più ecologico, o come si usa dire, eco-compatibile, si costruisce producendo meno rifiuti e raccogliendoli in maniera differenziata; in Toscana la media è dell'11,5 per cento, mentre in Italia si ferma all'8,6 per cento. Sono sempre più numerose poi le grandi aziende che, seguendo le normative dettate dal decreto Ronchi 22/1997, attuano già da tempo, o si apprestano ad adottare, comportamenti rispettosi dell'ambiente durante tutto il loro ciclo produttivo.
Uno dei casi esemplari è quello dell'Ipercoop di Lastra a Signa, che seleziona e recupera efficientemente i materiali di scarto all'interno del negozio, alzando la media del riciclaggio del Comune nel quale opera in modo impressionante: 988,5 tonnellate tra carta, cartone, plastica, vetro e residuo organico registrate in sei mesi, da gennaio a giugno di quest'anno.
'La collaborazione tra Ipercoop di Lastra a Signa e PubliSer (l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, ndr), è iniziata non appena il negozio è stato aperto - racconta Francesca Raspini, direttrice dell'Ipercoop -. I materiali che vengono raccolti in maggiore quantità sono carta e cartone da imballaggio, ma anche plastica, legno e materiale organico. Per ogni materiale sono stati posizionati appositi contenitori di differenti colori. Nel caso della carta, del legno (cassette della frutta e pancali) e della plastica si tratta di una pressa. Gli scarti di macelleria, invece, vengono ritirati da un'azienda specializzata nel settore'.
Un impegno non indifferente per l'Ipercoop, che deve istruire i propri dipendenti alla raccolta differenziata e affrontare diversi costi: 'Operiamo un grosso controllo affinché la raccolta sia fatta bene e in alcuni casi affianchiamo altro personale ai nostri addetti. In compenso il Comune ci ha accordato uno sconto sull'imposta dei rifiuti. Sempre a patto che proseguiamo nel garantire un'ottima differenziazione all'origine'.
La PubliSer interviene anche in altri comuni, dove sorgono importanti supermercati Coop, facendo lievitare la quantità di raccolte differenziate: Empoli quest'anno ha raccolto in modo differenziato oltre 3 mila tonnellate di rifiuti, Fucecchio 510 tonnellate, Castelfiorentino 568 e Montelupo 671.

Cartone e plastica
Anche in altri supermercati dell'Unicoop Firenze vengono attuati simili principi, tutti fedeli ai dieci impegni fondamentali verso l'ambiente, recentemente stilati dai rappresentanti dei soci, che ispirano i comportamenti e le attività della Coop. Principi intesi a considerare come valore fondamentale della cooperativa quello della tutela ambientale, quali l'impegno a rendere operativo il principio del ciclo ecologico in tutti i livelli di produzione, scegliere i mezzi di trasporto a più basso impatto ambientale, ridurre a monte i rifiuti, promuovere strategie di riutilizzo, recupero e riciclaggio.
'Nei 36 supermercati dell'Unicoop Firenze vengono raccolti e messi in appositi contenitori differenziati carta e cartone, plastica (soprattutto i 'teli' che avvolgono i pancali), legno e scarti di macelleria', spiega Alberto Zuri, che si occupa del problema all'interno di Unicoop. Il materiale più raccolto è ovviamente il cartone, che viene direttamente messo dai lavoratori del supermercato in apposite macchine compattatrici e poi ritirato dalle aziende municipalizzate o da quelle private, nel caso non sia stato raggiunto un accordo con il Comune in questione (il totale di cartone raccolto nel 1997 si attesta attorno alle 4.768 tonnellate). In quantità assai minori vengono invece raccolti legno e vetro: 'Il legno non viene quasi mai sprecato - prosegue Zuri - e torna sempre all'interno dell'azienda: quando un pancale si rompe, ad esempio, viene fatto riaggiustare e riutilizzato. Il vetro finisce nelle apposite campane poste fuori dal negozio, che servono sia per i consumatori che per le esigenze del supermercato'.

Carne e olio
Ma forse non tutti sanno che anche la macelleria è luogo deputato alla raccolta differenziata: gli scarti della carne (1.446,7 tonnellate raccolte nel 1997) sono considerati rifiuti speciali e secondo la normativa, prevista sia dal decreto Ronchi che da una norma del ministero della Sanità, vanno depositati in appositi contenitori e messi in una cella frigorifera speciale detta 'cella del sego e del grasso', per poi essere prelevati (anche due o tre volte la settimana) da imprese specializzate.
Ma forse nessun consumatore si è mai soffermato a pensare che anche dietro ad un piatto di lasagne o ad un pollo arrosto guarnito di patate fritte ci sono rifiuti da recuperare: si tratta di litri e litri di oli di frittura e da forno. Neppure questi finiscono in qualche lavandino nel retrobottega del supermercato, tutt'altro: vengono riciclati per andare ad arricchire la dieta quotidiana di qualche animale (30 tonnellate nel '97). Stesso trattamento, ma ovviamente diversa destinazione, per gli oli lubrificanti usati (quelli della propria autovettura per intenderci), che i soci e clienti Coop possono versare in speciali bidoni per il riciclaggio (lo scorso anno ne sono stati raccolti 155 chili) e per le batterie al piombo (702 chili).